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MEDITAZIONI PER OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA.

MEDITAZIONE PER LA DOMENICA.

l. Maria santissima Regina del Purgatorio.


Una madre terrena non mai dimentica i propri figli finché han bisogno di Lei; e Maria, che tutti ci accolse quali figli tra i dolori del Golgota, ed il cui amore supera di cento tanti l'amore della più appassionata fra le madri, non abbandona mai i suoi figliuoli sino a che non li vede salvi e beati su in Paradiso e se a tutti Ella stende il materno suo amore, non può dimenticare quelle Anime desolate che gemono in Purgatorio. Nel Purgatorio le Anime soffrono acutissime pene, da cui Maria può alleviarle coll'efficacia della sua intercessione; non ripugna il pensiero che la Vergine le abbandoni? Quelle Anime in vita furon tutte devote della Vergine, anzi forse predilette da Lei che amarono, supplicarono ed onorarono con mille ossequii; e nel Purgatorio, perché quelle Anime hanno qualche neo a scontare, non saranno più le figlie care di Maria? Ed esse, incapaci di sollevarsi da sé, invocando pietose 1'aiuto di Maria, onnipossente al trono di Dio, potranno temere di vedersi rigettate da Lei? A tali riflessi come appaiono veridiche le rivelazioni da cui si rileva che la Vergine talora visita le Anime purganti, talvolta tutte le libera, ed in ogni ora per esse intercede: “Io sono madre a tutti quanti stanno nel carcere del Purgatorio”, rivelava Ella stessa a santa Brigida (lib. iv). Anima mia, non ti consola questo pensiero? Non invocherai sovente per te e per gli altri la Vergine del Suffragio? Non ti conviene crescere in tale devozione, perchè ti soccorra in Purgatorio, dove pur troppo presto devi cadere?
2. Quanto le Anime purganti sperino in Maria santissima.
La speranza cristiana insieme alla fede cessa in sul limitare del Paradiso, ove sola trionfa la carità; ma nel Purgatorio, benchè quelle Anime sieno certe di loro eterna salute, pure, lontane dal loro riposo e dal loro centro, vivono di continua speranza. Sanno di nulla meritare coi loro patimenti, nè Iddio esser obbligato a far loro grazia: tuttavia sperano nella bontà di Dio e nei meriti preziosi della morte di Gesù; e con quali sospiri lo invocano propizio alle loro pene! Oh se in vita avessero avuto una simile confidenza! tutto avrebbero ottenuto! Impara, anima mia, a confidare mentre sei in tempo. Sperano quelle Anime nei nostri suffragi, ma sovente è delusa la loro speranza, vedendo, i vivi così freddi per i trapassati.... Impara, anima mia, ad accumulare per te suffragi in vita, ed a non fidarti troppo negli altri dopo morte. Ma come pel cristiano il rifugio in tutte le tribolazioni è sempre Maria, la speranza nostra, l'avvocata presso Dio, la consolatrice degli afflitti, la porta del Cielo, tale è ancora per le Anime purganti. Oh quanta consolazione infonde in esse il pensiero che Maria; a loro pensa, tratta la loro causa, offre per esse i suoi meriti, provvede suffragi e studia alla loro liberazione! Ed al vedere una qualche compagna sciolta per intercessione di Maria, oh quanto si ravviva la loro speranza, con qual, sospiri l'invocano propizia, e quante volte si veggono in tutto od in parte esaudite! Anima mia, ricordati che vi sono Anime nel Purga. torio che sperano in te, ne' tuoi suffragi.... e tu farai poco o nulla? Ricordati di avere una confidenza illimitata in Maria per te e per gli altri, e ne otterrai certo qualche grazia.
3. Quanto possiamo ottenere dalla santissima.
Sant'Andrea Avellino diceva di stimarsi felice, se poteva essere nel novero dei predestinati, stando in Purgatorio sino alla fine del mondo; ma la Vergine Maria venne ad accoglierne l'anima negli ultimi istanti per accompagnarla in Cielo. Se sant'Andrea lo diceva per umiltà, noi miseri peccatori, con tanti peccati veniali, gravi assai, ne mai compensati con salutare penitenza, qual lungo Purgatorio dovremo subire? Ma una calda devozione a Maria santissima, coll'intenzione di onorare Lei e suffragare le Anime purganti, non solo ci può ottenere quale grazia particolare la esenzione dal Purgatorio, ma anche tutte le grazie speciali, di dolce intenso dolore per peccati commessi, di amore grandissimo a Dio, dello spirito continuo di mortificazione, di desiderio incessante di guadagnare indulgenze, di purità d'intenzione in ogni nostro operare: cose tutte che giovano a liberazione totale o parziale per noi dalle pene del Purgatorio. Oh quale consolazione per noi, e quanto vantaggio da si facile devozione! Non esclameremo con san Bonaventura: In Te, o Signora, non sarò confuso in eterno? Che se i nostri suffragi per le Anime del Purgatorio sono troppo scarsi per la nostra incapacità, la Vergine Maria ben può arricchire la miseria nostra. Ella ci suggerisce di offrire a Dio per le Anime i meriti delle virtù da Lei praticate, i dolori e la rassegnazione di Lei, il fervore del suo cuore e l'eroismo di carità da Lei esercitato sul Calvario; Ella ci suggerisce di unire le nostre preghiere alle sue, con cui impetra grazia per le dolenti sue figlie; Ella ci indica ad offrire con Lei al Padre i meriti del Sangue di Gesù, i palpiti d'amore del Cuore di Gesù.... Oh quanti tesori di grazia per liberare quelle Anime! E tu rimarrai sempre inerte nella tua tiepidezza? Aspetti forse a scuoterti quando non ci sarà più tempo?


PREGHIERA.


O Regina del Carmelo, o Maria santissima, io v'invoco ben volontieri con questo nome, che mi ricorda il vostro amore per le Anime pedanti nel Purgatorio, e spero che vi mostrerete pure Madre per me quando cadrò tra quelle pene. Deh! pregate Voi per i miei cari Defunti; unisco le deboli mie preghiere alle vostre, offerisco al Signore i vostri meriti, le vostre soddisfazioni, i vostri sacrifizii in compenso dei debiti di quelle Anime; ottenete ad esse una pronta liberazione ed a me la grazia di poter giungere al Cielo con un breve Purgatorio. Così sia.


MEDITAZIONE PER IL LUNEDI.

1. L'esistenza del Purgatorio è un dogma di fede.
Se Maria, Madre di Dio, Seggio di sapienza, ti affermasse esistere il Purgatorio, non crederesti alla sua parola? Ebbene, Maria lo ha detto, assicurando i suoi devoti ch' Ella li proteggerà ed aiuterà nel Purgatorio, perciò la Chiesa, Maestra infallibile di verità, definiva nel Concilio di Trento esistere il Purgatorio: nessun fedele può dunque dubitarne, se vuol essere cattolico. Sebbene nel Vangelo manchi la parola Purgatorio, pure Gesù parla d'un carcere, da cui non si esce (prima di avere pagato l'ultimo quadrante MATT, v, 26). Gesù ripete che vi hanno tali peccati che non saran perdonati né in questo mondo, né nell'altro (MATT., XIII, 82): dal che s'inferisce che, nell'altro mondo, qualche peccato vien rimesso, mediante le pene del Purgatorio, come spiegano i Santi Padri. San Paolo ci dice che le Anime di molti saranno salve quasi pel fuoco (I Cor., III, 15); e se fra gli Ebrei già offerivasi da Giuda Maccabeo un sacrifizio a Dio per soldati morti in battaglia a bene dell'anima loro (II Macc., XII, 46), i primi cristiani di Roma raccoglievansi nelle catacombe a pregare requie per defunti. Sant'Agostino celebra sacrifizii per obbedienza a santa Monica, che gli raccomandava di non dimenticarla nella santa oblazione. San Paolo ricorda le agapi, cioè il pane ed il vino, che portavansi sulle tombe dei trapassati da distribuirsi quale limosina per loro suffragio: e san Cirillo da Alessandria, san Giovanni Grisostomo, sant'Agostino, san Gregorio Magno, san Bernardo, san Tommaso d'Aquino concordi, descrivendone le pene, invitano a suffragare le Anime purganti. Anima mia, rigetta ogni pensiero di dubbio sul Purgatorio; fa un atto di viva fede su questo dogma; credi alla parola di Maria santissima, all'autorità della Chiesa, e medita che in quel carcere stanno a migliaia le Anime, e forse presto anche tu ci cadrai.... Oh qual pensiero!
2. Il Purgatorio è un ritrovato della divina bontà.
Iddio non è obbligato a perdonare chi l'offende, né alcuno può giustamente lagnarsi di Lui, perchè condanna un peccatore all'Inferno, dopo tanti avvertimenti e tante minacce ai trasgressori della sua legge. E la giustizia di Dio vorrebbe appunto che ad ogni peccato conseguisse una pena eterna a riparazione dell'offesa infinita fatta alla divina Maestà; ma il Signore è ricco in misericordia, ed il Purgatorio è l'anello di transazione tra la santità e la bontà di Dio, tra la sua giustizia e la sua misericordia. Iddio santo non può volere in Cielo nulla d'immondo, ma Iddio buono non può patire che tante Anime, redente col Sangue di Gesù, vadano dannate. Iddio giusto vorrebbe punizione eterna pei peccatori; ma Iddio, Padre di noi figli prodighi, tutti ci vuol in Cielo: ed Egli a salvare la giustizia ed a praticar la bontà creò il Purgatorio, ove con un'equa pena anche nell'altra vita si soddisfa a Dio, almeno pei peccati veniali, e noi saremo salvi quasi pel fuoco. Se non fosse un dogma di fede il Purgatorio, non saremmo noi tentati a disperazione dopo un peccato, anche solo veniale, pensando che per noi non è più aperto il Cielo? Non è dunque un ritrovato della bontà di Dio il Purgatorio? Anima mia, ringrazia il Signore d'averti dato tanti mezzi di salute. E non sarà tutta volontaria la tua dannazione se non ne profitti? Rammenta però che in Purgatorio pagherai a caro prezzo ogni più piccola colpa, commessa volontariamente; quindi: 1. non abusare del tempo che hai a guadagno del Cielo; 2. non commettere peccati, dicendo che meritano solo il Purgatorio; 3. non abusare della bontà di Dio, perchè si volgerà in giustizia; e troppo tardi dirai: l'ho sbagliata.
3. Maria ci ottiene quale grazia il Purgatorio.
E’ sentenza comune che ogni Beato in Cielo deve, qual più qual meno, la propria salvezza a Maria, e ciò è vero non solo perché la Vergine è la dispensiera ed il canale delle grazie divine, ma ancora perché Dessa nessuno dimentica nel suo amore materno; e se va in cerca della pecorella smarrita, cioè dei peccatori, per ricondurli a Gesù, alle Anime giuste si fa guida e conforto, ed a tutti porge una mano per giungere in Paradiso. Or bene, considera, anima mia, nella vita passata quante volte sei caduta nel peccato mortale; se allora non sei piombata nell'Inferno, dopo Dio non devi forse ringraziare Maria, che ti ottenne la grazia ed il tempo a dimandare perdono, e che Inferno si mutasse in Purgatorio? Se ora tante inspirazioni ti si svegliano immanente ad evitare il peccato, a moltiplicarti i meriti coll'esercizio della virtù, se provi un orrore dell'Inferno, non è forse grazia di Maria, la quale desidera che tu fugga quell'abisso; e per grazia ti impetra dalla divina giustizia, che solo nel Purgatorio abbi a scontare la pena della tue colpe? Nel giudizio particolare vedrai la severità di Dio e quanto sia facile per un solo peccato mortale dannarsi, ed insieme conoscerai che cosa fece Maria, perchè fuggissi la colpa grave, ed in quanti modi ti sostenne, ti invitò, ti trasse per la buona via. Allora se Iddio ti condanna solo al Purgatorio è tutta grazia di Maria! Ma intanto se morissi in questo momento col peccato mortale in cuore, potresti ragionevolmente sperare di fuggire l'Inferno? Tenendo così poco conto degli inviti di Maria, moltiplicano i peccati veniali, vivendo con freddezza, quanti anni ti guadagni di Purgatorio? Anima mia, eccita in te un sentimento: 1. di vera contrizione; 2. di riparazione, mediante una conveniente penitenza. Prega la Vergine del Carmelo ad intercedere per te grazia e perdono.


PREGHIERA.


O cara Madre Maria, io credo esservi il Purgatorio, e ringrazio il Signore di averlo creato quale anticamera ardente del Cielo per chi, morendo, non ancora è degno d'entrare nel Regno dei giusti. Sarà somma grazia per me se, scampando dall'inferno tante volte meritato col miei peccati, potrò salvarmi passando pel Purgatorio; pure, o Vergine del Carmelo, se Voi già mi otteneste tempo e ravvedimento, compite la grazia e fate che con un sincero dolore e colla pratica della penitenza in questo mondo, sia breve il tempo del mio soffrire in quel carcere, e presto giunga a godere con Voi e con Gesù il riposo eterno. Così sia.


MEDITAZIONE PER IL MARTEDÌ.

l. I dolori del Purgatorio sono ineffabili nella qualità.
In qual modo anime separate dal corpo possano soffrire è un mistero, scrive sant'Agostino, pure è una verità: miro modo, sed vero. San Paolo afferma essere cosa ben dura cadere nelle mani di Dio, horrendum est (Hebr., x, 31). E se su questa terra, in cui Iddio più che nella giustizia abbonda in misericordia, il Signore punì una piccola curiosità nella moglie di Lot mutandola in una statua di sale, una irriverenza di Gza colla morte ima, una bugia di Anania e Saffira col farli cader morti a pie' di san Pietro; che sarà in Purgatorio ove trionfa la giustizia punitrice?
Il fuoco di quaggiù è come fuoco dipinto, a paragone del fuoco del Purgatorio, dice sant'Anselmo. È il medesimo fuoco dell'Inferno che brucia i dannati e purifica gli eletti, soggiunge sant'Agostino, anzi in qualche maniera, ripiglia, è più tormentoso perchè non eterno, cum non sit illis ceternus; quasichè più lenta e meno efficace operi il fuoco la sua vigoria coi dannati, che sempre saranno tormentati, e più possente si mostri cogli eletti che presto si dipartiranno. Due cose contribuiscono ad accrescere il dolore: 1. La materia disposta a bruciare; le Anime sono aride come legna che il fuoco invade in un istante; sono sciolte dalla materia e quindi le facoltà divengono più capaci di soffrire, sia perchè divenute più perfette, sia perchè nulla più diminuisce l'azione del fuoco sopra ciascuno dei sensi; 2. L'istrumento del loro dolore è il fuoco acceso da Dio, e non a comodo delle sue creature, ma a punizione; se è fuoco reale, nulla si può contopire in questo mondo di più penoso del fuoco; se è fuoco spirituale o metaforico, così appunto s'intitola per ricordarci la quintessenza del dolore. Anima mia, ora è facile ridere e commettere peccati; ma quando cadrai in quel carcere, e oh qual dolore! E forse là per colpa tua gemono i tuoi cari; e tu non ci pensi?
2. Dolori incomprensibili nella quantità.
In questo mondo l'infermo non soffre mai ad un tempo tutti i cruciati di cui è capace; nel Purgatorio il fuoco tormenta tutta l'anima. Tutte le pene che immaginare si possono in questa vita, sono un nulla a paragone della pena del Purgatorio, scrive san Bernardo: Eppure chi può anche solo annoverare tutti i generi di malattia, di dolori, di patimenti cui va soggetta la povera natura umana su questa terra? Chi sa enumerare tutti i crucci dei martiri, le austerità degli anacoreti, le penitenze dei confessori, le crudeltà usate dai tiranni o derivate dalla barbarie dei carnefici? Ma qualunque mortale, scrive san Cirillo Alessandrino, amerebbe d'esser tormentato fino al terminare del mondo da tutte insieme le pene, che gli uomini sopportarono fino ad ora, anzi che durarla un giorno solo in Purgatorio. Soggiunge san Girolamo: in uno supplica: tutti i supplizii stan raccolti in un solo fuoco nel Purgatorio; e ciò che a dismisura accresce il patire si è che questi mali non si succedono gli uni agli altri per quelle sante Anime, ma tutti insieme e nel medesimo tempo concorrono a tormentarle. E sant'Agostino conchiude che quel fuoco è di tal natura da superare tutto ciò che in questo secolo si può vedere, sentire ed anche solo immaginare. Anima mia, che non sai sopportare un dolore senza lamenti e grida di disperazione, che sarà di te quando piomberai in quell'abisso di pene? Non cercherai di sfuggirlo od in tutto od in parte? E se tu sai che i tuoi cari, forse tuo padre, tua madre medesima, stanno tra quelle pene, nulla farai per sollevarli? Potresti forse oggi stesso liberarli con una Messa, con una Comunione, con una limosina; e tu non apporterai loro nemanco una goccia di refrigerio?
3. Gesù e Maria medici pietosi delle Anime Purganti.
Se il Signore tormenta cotanto le Anime Purganti, non giudicare che Esso sia crudele o si diletti dei mali altrui; Egli è come medico, che non risparmia all'infermo, per guarirlo, nè l'amara medicina, nè talvolta il ferro od il fuoco. L'anima cristiana che si conosce immonda del peccato, innanzi alla purezza divina, ammirata nell'istante del giudizio, compresa di confusione e d'orrore, per purificarsi si getta essa stessa nelle fiamme e vorrebbe anche più essere tormentata per abbellirsi più presto. Indi le Anime non chiamano Gesù giudice severo, bensì medico pietoso, che loro appresta il rimedio a salute. Gesù le tormenta, ma ad un tempo infonde loro la santa rassegnazione alla volontà divina, per cui nessun lamento, nessuna disperazione ha luogo in quel carcere; ma uniformate a Dio, solo ripetono il fiat della rassegnazione, benedicendo alla mano che le flagella. Gesù mitiga le loro pene col pensiero che presto saranno salve e che un godimento senza misura le aspetta fra breve nel seno di Dio stesso. Gesù mitiga l'amaro dei loro dolori colla dolcezza dell'amore divino, certe quali sanno d'essere in grazia di Dio ed amate da Dio stesso. Gesù per mezzo degli Angeli le consola, loro annunziando i suffragi ottenuti in terra; per cui è opinione di molti che le pene ed i dolori di quelle Anime si mitigano e decrescono gradatamente. A Gesù si unisce Maria; e loro mostrando quanta parte prenda al loro penare e quanto le rincresca non poter tosto sciogliere le loro catene, le consola colla sua tenerezza. Maria, qual madre pietosa, non le rimprovera, perchè non ascoltarono in vita gl'inviti di Lei, anzi s'adopera energicamente alla loro liberazione; e lo sanno quelle Anime e si confortano.... Oh bontà di Dio e di Maria! Ma pur rifletti che queste gocce di balsamo mitigano, ma non tolgono l'acerbità del dolore; e non è meglio evitare il male, che non dopo approfittare del medico? Anima mia, pensaci mentre sei in tempo.


PREGHIERA.


O Maria, Regina del Carmelo, il riflesso delle pene del senso in cui si trovano tante anime mi sveglia la più tenera compassione. Oh come mi rincresce potere e sapere far sì poco e, suffragio di esse! Deh, aiutatemi, o care. Madre! Per le vostre purissime mani offerisco a Voi i vostri dolori, congiunti a quelli di Gesù medesimo sulla Croce: offerisco per esse a Dio tutte le opere buone di cui sono capace, in unione di tutto il bene cui intendo di partecipare; offerisco per esse tutte le Indulgenze che si possono da me acquistare; ma ben veggo che ciò è un nulla a placare la giustizia divina: o Maria, fate che per amor vostro si vuoti quel carcere, ed insieme ottenete a me che non ci cada. Così sia.


MEDITAZIONE PER IL MERCOLEDI.

1. Maria Vergine speranza delle Anime del Purgatorio nel lungo loro soffrire.
La speranza solleva nelle nostre pene e quasi le abbrevia, almeno nel pensiero. Maria è la speranza comune; ed oh! quale conforto apporta alle Anime nel loro lungo penare! La Chiesa, maestra di verità, definì che il Purgatorio cesserà dopo il giudizio universale, rimanendo solo il Paradiso e l'Inferno. Ma per quanto tempo si sta in quel carcere? Origene, sostenne che nessuno esce di colà prima dell'estremo giudizio; ma sant'Agostino combattè questa sentenza: Domenico Soto credette che nessuno stia in Purgatorio più di 10 anni, ma Alessandro VII condannò come falsa tale opinione: e chi lo potrebbe credere, ponendo a base la severa giustizia di Dio? Non è per nulla di fede che per una bugia si soffra sette anni di Purgatorio, che un menomo atto d'immodestia sia condannato a tre anni di fuoco, o che la pena d'un peccato mortale debba scontarsi sino alla fine del mondo. Sia pure immensa la bontà di Dio, nel risparmiarci almeno una parte della pena dovutaci, sia pure che castighi più a legge di clemenza che non di terrore; ma però Egli è giusto infinitamente, e chi potrebbe fare a fidanza sulla pochezza del castigo? Iddio compariste infinito si nelle massime come nelle minime cose; un fil d'erba che nasce nel prato, una foglia rapita dal vento, un capello che cade di capo non sfugge allo sguardo di Lui, dice il Vangelo; e se Gesù promette un premio ineffabile, eterno, per un bicchier d'acqua dato per amore di Lui, quale e di quanta durata sarà il castigo per un'offesa fatta a Lui stesso, sebbene appaia piccolo al corto nostro sguardo? Con Dio non si scherza, dice il Profeta, ed i suoi giudizii sono un profondo abisso. Quante anime stanno colà da anni, da secoli! Dal mondo sono dimenticate; Iddio pretende giustizia.... ma e Maria non è la speranza di tutti? Appunto Maria fa loro sentire che pensa ad esse.... O Maria, oggi appunto vi prego per le Anime condannate a più lungo Purgatorio; deh, salvatele! Ma, anima mia, non istare senza timore pe' tuoi peccati, ancorchè perdonati; forse una pena, più lunga di quel che tu credi, t'aspetta in Purgatorio, a meno che tu faccia penitenza su questa terra.... Pensaci.
2. Maria abbrevia il lungo penare delle Anime purganti.
E non è proprio delle madri alleviare i castighi giustamente inflitti dai padri ai figli? Maria non deve interrompere il corso della divina giustizia, impedendo che le anime piombino in Purgatorio; ma se può diminuire anche d' un' ora sola le pene, non farà Ella, Madre nostra? Ma intanto medita su te stesso: sant'Agostino, ragionando dei peccati veniali, diceva: se non li temi quando li pesi, temili quando li numeri. Essi non meritano l'Inferno, perchè non ci privano dell'amicizia di Dio, cioè della grazia santificante, ma lo sterminato loro numero a quanto tempo di Purgatorio ci condannerà? Anima mia, passa a rassegna la vita trascorsa; quanti peccati veniali hai tu commessi? Il giusto cade sette volte al giorno; e tu, freddo, negligente, noncurante, non cadi forse settanta volte nella giornata? Considera i peccati di pensiero, di desiderio, di giudizii temerarii, di cattive volontà, d'ingiusti progetti, di bile, di malignità, di vendette: oh quanti, quanti sono mai! Considera le parole inutili, maligne, pungenti, satiriche, mancanti di rispetto, di sottomissione, di obbedienza; le parole di mormorazione, di cattivo esempio: oh in quanto numero sono? Considera le opere.... havvene una sola perfetta? le preghiere, le Messe, le Comunioni, le perdonanze, i doveri religiosi del tuo stato tengono tutti per compagna la tiepidezza, la inesattezza volontaria; e saranno tanti debiti da aggiustare con Dio. Aggiungi a ciò le ommissioni colpevoli, la noncuranza delle grazie divine, delle ispirazioni, delle chiamate, del non cercare la perfezione secondo il proprio stato e secondo il volere di Dio; metti pure che tutto ciò sia solo peccato veniale: ma in 20, 50, 70 anni di vita, di quanti siamo noi colpevoli?
E la giustizia divina ci condannasse ad un'ora sola di Purgatorio per ogni, peccato, quante migliaia di ore dovremmo scontare laggiù? E se vi unisci la pena dei peccati veniali più gravi e quella dovuta ai peccati mortali, non dovrà essere ben lungo il nostro Purgatorio? E sia pure che una parte ci sia stata perdonata in vita; se ciò non fosse, il nostro penare sarebbe non di anni, ma di secoli. Anima mia, riflettici sul serio. Ma frattanto quante anime trapassate da lunghi anni, che già credi in Cielo, perchè in apparenza giuste, forse ancor penano laggiù! Forse i tuoi genitori stanno ancora là; e tu loro non provvedi? O Maria, vi prego oggi in ispecial modo pe' miei genitori, se ancora, soffrono in Purgatorio.... deh, liberateli! ve ne scongiuro pel purissimo vostro cuore....
3. Maria libera ogni dì Anime dalle lunghe pene del Purgatorio.
E chi ne può dubitare: se Ella mossa a pietà di noi converte ogni dì a centinaia i peccatori per salvarli dall'abisso, non farà altrettanto per le predilette sue figlie del Purgatorio? Ciò è vero; ma quante volte il Signore per giusti motivi non permette che un'anima sia tosto liberata. Ed allora quanto tempo staremo in Purgatorio? Nella Bibbia sta registrato che il Signore castiga il peccato sulla terra fino alla quarta generazione. Adamo per circa 900 anni soffrì pel suo peccato. - La sorella di Mosè fu colpita di lebbra per otto giorni in castigo d'una sola mormorazione. - Davide, sebbene perdonato da Dio, pur vide i flagelli divini scaricarsi su lui e sul popolo suo per 20 anni. - Zaccaria, padre al Battista, portò per nove mesi la pena della sua diffidenza. - Per un solo peccato mortale sta preparato un inferno eterno. Quanto tempo dunque staremo noi in Purgatorio per tanti peccati? Più nessuno entra in Paradiso senza far penitenza, ma se l'abbiamo fuggita sulla terra, non dovremo farla lunga e difficile in Purgatorio? E Signore a quanti anni di soffrire condanna le anime buone sulla terra prima di salvarle! Invia loro malattie, tribolazioni, croci, tentazioni, aridità, persecuzioni dure, quasi le dimentichi nel crogiuolo sul fuoco delle torture.... ma le anime fredde, immortificate, godenti sulla terra, non dovranno in Purgatorio subire almeno uguali pene per essere ammesse tra i Santi? Che dico uguali? san Cipriano le chiama lunghissime pene. Sant'Agostino raccomanda la santa sua madre alle preghiere dei secoli futuri. San Césario d'Arles crede i cristiani venir ivi condannati per molti giorni, mesi ed anni. La Chiesa, maestra di verità, proibisce che si ommettano le Messe anniversarie anche dopo 4 o 5 secoli dacchè il defunto è trapassato; approva le Messe perpetue, concede migliaia d'anni d'Indulgenze: crede adunque possano, almeno alcune Anime, stare in Purgatorio lunghi secoli. Non sono dunque improbabili alcune rivelazioni di anime condannate al fuoco d'espiazione per 50, 60 anni; altre per intieri secoli, altre fino alla fine del mondo. E quando si pensa che un'ora di quelle pene pare un anno? Anima mia, non provvederai a te per tempo? Vorrai provare per esperienza se è vero ciò che mèditi? Deh, aggi ogni peccato, pratica molto bene, sii devota di Maria! Buon per le anime, cadute colà, se furon figlie di Maria, se colle devozioni del Carmine, del Rosario, della Medaglia, cercarono in vita protezione da Maria! sono come certe di venir tosto liberate da Lei: ma chi fu freddo potrà ripromettersi tale grazia da Maria? Deh, pensa per te; pensa per le Anime che soffrono....
O cara Vergine del Carmelo, Voi mi otteneste finora vita e liberazione dal fuoco del Purgatorio; ma considerando, i miei peccati, le mie freddezze.... per quanto tempo ci dovrò stare io poi? Deh! impetratemi ancora tempo a penitenza, volontà a far bene, impegno a fuggire il peccato, acciò sia breve il mio Purgatorio. Ma per la vostra bontà soccorrete le Anime che là si trovano ed aprite a tutte le porte del Paradiso. Così sia.


MEDITAZIONE PER IL GIOVEDI’

1. Il Purgatorio è l'anticamera ardente del Cielo.
San Paolo scrive ai Corinti (III, 13) che il fuoco metterà a prova il patrimonio da ciascun eletto accumulatosi sulla terra, bruceranno la paglia, la legna, la stoppia; cioè quanto si raccolse di inutile, di vano, di impuro, patirà danno (Ibid., 15), ma pure l'anima sarà salva, in grazia del fuoco. Da questo parole, non solo Origene e Lattanzio, ma anche sant'Ambrogio ne conchiudeva tutti debbono passare per quelle fiamme. San Paolino da Nóla mette in bocca agli eletti quel testo, per giungere al premio celeste siam passati per l'acqua del battesimo e pel fuoco del Purgatorio. San Gregorio Nazianzeno dice dei giusti che come nella Chiesa militante, in generale, non si entra che col battesimo d'acqua, così nella Chiesa trionfante non si giunge se non pel battesimo di fuoco. Dunque, su circa novantamila persone che muoiono ogni dì, quante Anime cadono in quell'abisso ad ogni ora? Quante che ci sono da anni? Tutte, col lebbroso del Vangelo, ti dicono, se vuoi, - puoi mondarmi; e tu non risponderai loro, sì lo voglio, sii mondata? Non disperare però di te stessa, che non é impossibile, coll'aiuto di Dio e di Maria, evitare il Purgatorio, o tutto od in parte; ma è d'uopo volerlo con quella volontà energica e ferma con cui tutto si può, con cui tutto si vince: lo hai tu così fermo volere?
2. Maria Vergine esente dal Purgatorio.
Potremmo noi credere che la santissima Vergine, l'Immacolata Maria, anche sol di volo sia passata per le fiamme del Purgatorio, per giungere al trono di gloria? Ah! se Ella fu purificata dal fuoco, fu solo da quello dell'amore di Dio che dolcemente La consumò d'un martirio di amore. Se Maria fe' eccezione alla regola generale, non avvenne mai ad altri Santi la medesima cosa, e non la posso sperare anch'io?
Considerando la giustizia e la severità di Dio, che chiamerà conto fin dell'ultimo quadrante; pensando alla nostra debolezza per cui cadiamo e ricadiamo troppo sovente ne' consueti difetti e peccati; esaminando che il medesimo giusto, sonnecchia troppo sovente nella pratica della virtù, e la poca nostra premura in questo mondo di accumularci meriti e di guadagnare indulgenze a totale remissione delle colpe commesse e della pena dovuta, non è a stupire che si possa dire: tutti passano per quel fuoco. Diceva Davide, niuno tra i viventi, al tuo cospetto sarà riputato giusto; perché, e chi nol sa? Nessuno è mondo dalle terrene sozzure. Ma Iddio è infinito in misericordia, e non il nostro patire, e volendo premiare l'ardore dei Santi, non potrà o non vorrà concedere di tratto il Cielo alle anime più elette, senza che passino pel fuoco purificante? E Maria non vorrà ottenere a' suoi divoti quella grazia che ebbe per sè? Ed infatti di quanti Santi piamente si crede non abbiano toccato le fiamme purganti! Il Bellarmino, esortato in morte a sperare tanta grazia, è vero che rispondeva con un sospiro: ci riesce appena qualche giusto, ma non teneva impossibile. Santa Teresa nelle sue rivelazioni dice aver vedute appena tre Anime non toccar quelle fiamme, fra cui san Pier d'Alcantara, ma pure alcune ne scamparono. E che voleva significare quell'elevarsi al cielo quale candida colomba, come in morte di santa Scolastica vide il suo fratello san Benedetto? Che vuol dire quel globo splendente che s'eleva e s'immerge in un mar immenso di fuoco e di luce, come si legge di san Giovanni della Croce? Che vuol dire, esser veduto amano degli Angeli portato al cielo sotto ricco padiglione, come si legge del beato Sebastiano Vàlfrè? E chi in morte comparve raggiante di splendida aureola; e chi disse chiaro, come san Gaetano Thiene: ecco Maria, ecco gli Angeli, che vengono a ricevermi fra essi: questi e consimili segni non rivelano l'istantaneo passaggio dalla terra al Cielo? Dunque se e difficile non è però impossibile l'evitare il Purgatorio. Oh, quale conforto! Oh, quale speranza mi si schiude in cuore!
3. Se oggi tu morissi, scamperesti forse dal Purgatorio?
Anima mia, medita come Iddio nessuna predestina nè all'inferno, nè al Purgatorio; abbondano i mezzi di grazia ad evitare la colpa ed a purificarne noi viventi. A rigore di termini potrebbe non solo il giusto, ma anche il peccatore, in un momento, in punto di morte, pagar ogni suo debito con Dio, mediante i Sacramenti, con atti di contrizione e di carità perfetta, e coll'acquisto delle sante Indulgenze. Ciò tutto è vero; ma tu, che mediti, se morissi oggi, potresti sperare dal tuo giudice l'elogio fatto alla Maddalena: « I tuoi peccati son perdonati, perchè molto m'hai amato!? » Ti pare di meritare quanto Gesù disse al buon ladrone sinceramente pentito: « Oggi sarai meco in Paradiso? » Sapendo che due soli titoli valgono a scampo dal luogo d'espiazione, cioè, o innocenza perfetta, o perfetta penitenza, ti pare forse di possederne almeno uno? Vivi tu da santo, sicchè ti possa arridere speranza di una morte da santo? Adoperi tu i mezzi che ti sono largamente forniti per saldare in terra ogni debito? Frequenti gli atti di contrizione e di carità, per imparare a farne almeno uno perfetto in punto di morte? Anima mia, se oggi trapassassi di vita, passeresti si o no nel Purgatorio? Forse sarebbe grazia somma il non essere condannata all'inferno, tanti sono i rendiconti che ti pesano sulla coscienza, tanta è la freddezza del cuore, tanta è la penitenza che ti rimane a fare, tanta è la negligenza nel guadagnare indulgenze.... eppure se tu vorresti, potresti scampare intieramente da quel fuoco. Altri, volendo, seppero od evitarlo totalmente o diminuirlo di gran lunga.... Iddio vi ti condannerà mal suo grado, costretto dalle tue, colpe, dalla tua inerzia, dalla tua noncuranza.... E pur sapendolo, nulla risolverai per evitarlo? E nulla farai per tante Anime che incautamente caddero nel Purgatorio?


PREGHIERA.


O Vergine santissima del Carmelo, Regina del Purgatorio, mentre prego e limando pietà per tutte le Anime purganti, penso per me e desidero evitar quelle fiamme. Ne conosco tutta la difficoltà, capisco che la mia vita trascorsa merita un lungo ed un terribile Purgatorio! pure, mi affido alla vostra potenza ed alla vostra bontà, o Maria. Deh! impetratemi il perdono de' miei peccati, ardore nel bene operare, capacità di eccitarmi in morte ad un atto di cavità perfetta; scampatemi Voi dal Purgatorio ed io ve ne ringrazierò per tutta l'eternità in Cielo. Così sia.


MEDITAZIONE PER IL VENERDÌ.

1. Una calda e vera devozione a Maria, primo mezzo per far il Purgatorio in vita.
Tutte le pratiche di religione si danno a vicenda la mano, per quanto riguarda l'eterna nostra salvezza. Gli amanti del Cuor di Gesù, in quel Cuore, asilo dei bisognosi, conforto degli afflitti, e direi parafulmine delle divine vendette, rinvengono un mezzo potente per scampare dal Purgatorio. I devoti di san Giuseppe nella speranza di venire assistiti, nel loro trapasso, dalla Sacra Famiglia, colle dolcezze delle agonie toccate al gran Patriarca, confidano che san Giuseppe loro schiuderà ben tosto le porte del Paradiso; né in punto ve' metter in dubbio la loro confidenza. Gesù ci applica i frutti del preziosissimo suo Sangue o direttamente per se, o per la mediazione di Maria e dei Santi. Ma al leggere nelle storie quanti divoti di Maria ebbero il Paradiso per le mani di Lei; nel vedere le dolci morti ottenute da una santa Teresa, da san Filippo Neri, da santo Stanislao Kostka, da san Luigi Gonzaga, da san Gaetano Thiene, da sant'Andrea Avellino, e da cento altri divotissimi di Lei, non dubito di asserire: siate veri e fervorosi divoti di Maria e voi eviterete il Purgatorio. Non è dessa tutto impegno per ciò? Tutte le grazie che Le piovono di mano, non sono tutte dirette ad ottenerci il Paradiso? Non ti diede Ella a pegno l'Abitino del Carmine, mostrando quanto Ella desideri liberare presto i suoi devoti dalle pene del Purgatorio? Non è Dessa la madre della santa speranza? Non invita chi La prega e L'ama non solo a cessare, ma a fuggire puranche ogni nèo di peccato? Non è dessa l'ispiratrice della santità, essendo la copia più perfetta della santità di Gesù? Non conforta le anime generose ad emulare le cime della perfezione? E mentre invita, sprona, aiuta alla santità, non allontana con ciò le anime dal Purgatorio, e non fa sì che non vi cadano? Anima mia, L'ami tu Maria? La preghi, L'ascolti, La imiti tu? Sei tu ascritta alla confraternita del Carmine e ne adempi gli obblighi? Nel fuoco del Purgatorio quanti gemono per aver trascurato sì dolce, sì facile mezzo di salvarsi dal loro martirio!
2. La vera divozione a Maria ispira lo spirito della penitenza; secondo mezzo a far il purgatorio in vita.
Non solo le anime innocenti poterono evitare il Purgatorio, ma anche ai peccatori convertiti arrise la medesima sorte: e come? colla penitenza. Maddalena nella caverna di Marsiglia, Pelagia nei deserti della Palestina, Taide in angusta celletta, Margherita da Cortona in un romitaggio, Camillo negli ospedali e all'origliere del moribondo, Agostino nel sacro ministero, tutti coi patimenti studiarono compensare la penitenza, che la fede loro rivelava dover fare in Purgatorio: e si, ci riuscirono. La penitenza è la scala d'oro del cielo, dice sant'Agostino: la penitenza, soggiunse san Gregorio, ci mette le ali è ci rende leggieri a volare al Paradiso: la penitenza, dice il Concilio di Trento, è la tavola di scampo nel naufragio del peccato; la penitenza è il fuoco che toglie la ruggine, è il lavacro che rimbianchisce la stola macchiata, è il denaro che sconta il debito contratto col celeste Padrone. Vuoi tu evitare il Purgatorio? E’ d'uopo, ti dice santa Caterina da Genova, morire vivo al mondo, cioè morire al peccato che regna nel mondo, fuggendolo, detestandolo se commesso, troncando i vizii che sono la parte di questo mondo; morire a noi stessi, all'amor proprio, alla superbia, mortificando le nostre passioni, mortificando la carne nostra, assoggettandola a patimenti per amor di Gesù, staccandoci dalle vanità, dalle lusinghe, dalle attrattive del mondo. Tutto ciò importa morire ogni giorno, cioè privarci dei godimenti, aggiungere ai dolori, alle spine, alle croci involontarie, volontarii patimenti, che vuol dire far una vita di penitenza. Osò dire così san Gregorio: Facciamo a Dio un sacrifizio di noi in vita: e dopo morte non avremo bisogno di sacrifizii. - Or bene, la divozione a Maria non ispira l'amor della croce, il desiderio d'imitarla nello spirito di sacrifizio, la rassegnazione, il tacere, il soffrire, il pregare come Lei al Calvario? Oh se tu fossi vero divoto di Maria, ameresti, colla pazienza nelle contrarietà giornaliere, liberarti dal fuoco del Purgatorio! Invece.... non amare Maria, godi pure il mondo, gli agii, le morbidezze, evita pure la penitenza.... la farai in Purgatorio.
3. La vera divozioue a Maria ci rende caldi nelle opere buone; terzo mezzo a far il Purgatorio in vita.
Sieno pur gravi i nostri peccati e gravissima la pena loro corrispondente, ma se noi moltiplichiamo le opere sante, gli atti di virtù, i meriti da contrapporre sull'altra parte della bilancia sicchè preponderi il bene, che ci rimarrà ancora da scontare in Purgatorio? Operare, sta scritto nell'Ecclesiastico (XIV, I7), prima della morte fatti giusto e santo. Beato l'uomo, dice Davide, i di cui peccati furono coperti (Ps. XXXI, 1), ma come nasconderli allo sguardo infinitamente perspicace d Dio? In qual luogo Egli non li troverebbe? Nascondili sotto un mucchio di opere sante, e saranno un manto di protezione nel dì del giudizio, saranno una nube benefica tra noi e la collera divina, saranno un soave profumo che calmerà Iddio a nostro vantaggio. Ti dirà Gesù, (MATT., XXV, 21); o mio, servo, tu fosti fedele nelle piccole cose, nei piccoli atti di virtù, di carità, di pazienza, di rassegnazione, di giaculatorie, di sacrifizii, di indulgenze, di amor di Dio, di comunioni, di desiderii di purificarti, di sante intenzioni, di caldi sospiri.... oh, buon per te! io ti, approvo, io ti perdono, io ti amo, entra nel gaudio del tuo Signore. Oh dolce parola di Gesù! Non ti piacerebbe sentirtela ripetere nel momento del giudizio? Ma non si richieggono perciò nè miracoli, nè estasi, nè rivelazioni; bensì una santa fame di operar il bene, una volontà costante di non lasciar sfuggire occasioni di meriti, un non dire mai basta nel praticare virtù, un anelare incessante di piacere a Dio, di crescere nel suo amore, compiendo ogni nostro dovere di religione e di stato con esattezza e per amor di Dio. Tacere e operare. (Eccl., IX, 10). Così fecero i Santi, ed al punto della morte già era fatto il Purgatorio. E tu, anima mia, trovi ciò troppo, gravoso? Ah, se le Anime del Purgatorio, con preghiere, con limosine, coll'assistenza agli infermi, col sollievo ai bisognosi, col conforto agli afflitti, con una vita di edificazione, colla frequenza ai Sacramenti, con una vita fervorosa, potessero ora evitare quelle fiamme; che non farebbero? Anima mia, ti lamenterai anche tu un giorno, se non ci rifletti: deh! non tardare....


PREGHIERA.


O cara Madre del Carmelo, Maria, quanto spero da Voi per far in vita il mio Purgatorio! Mi ricordo d'essere vostro figlio, godo propagare la vostra divozione, sempre vi ho amata, ma voglio amarvi ognor più; deh! fate ch'io ami e pratichi la penitenza, ottenetemi l'amor di Dio, la purità d'intenzione, un santo ardore di moltiplicare le opere di virtù, acciò pagato il mio debito con Dio in vita, possa venire liberato in morte dalle pene del Purgatorio. Così sia.


MEDITAZIONE PER IL SABATO.

1. Il Cuor di Maria tenero e riconoscente rimprovera la nostra ingratitudine nel suffragare le Anime.
La tradizione registra come Maria, giovinetta, uscisse due volte dal tempio, e fu per accompagnare a sepoltura i suoi genitori Anna e Gioacchino. Amava Ella Dio di tutto cuore, ma sentiva pure il più tenero affetto per gli Autori de' suoi giorni; e la riconoscenza non solo estraeva dagli occhi di Maria una larga vena di pianto nel loro trapasso, ma la sua calda preghiera si univa a quella del sacerdote, pel santo riposo delle anime loro nel seno di Abramo. Maria lo credette un dovere, e non sarà pure per noi? L'ingratitudine venne sempre riprovata da tutti i popoli come cosa vergognosa; e non sarà tale, anzi talvolta un vero delitto, allorchè si tratta delle Anime del Purgatorio? Chi sulla terra paga di noncuranza, e peggio di disprezzo, i proprii genitori, chi non li aiuta ne' loro bisogni, è stimato colpevole; ma forsechè dessi non son più tali perchè trapassati? Chi abbandona un padre, una madre moribondi, vien detto un mostro, e non sarà peggio l'abbandonarli nel fuoco ardente? Il comando della legge di Dio: honora patrem et matrem, che prescrive l'onore, il rispetto, 1'aiuto ai nostri genitori, non cessa sul limitare dell'eternità; è dovere nostro di soccorrerli finchè ne hanno bisogno: e se questo è grande, stringente per essi nel Purgatorio, non peccheremo noi nel non soccorrerli? Dopo Dio, vi ha forse qualcuno cui debbasi maggiore gratitudine che ai genitori? Da essi la vita, le cure innumerevoli della tua infanzia, le premure per la tua sanità, pel tuo benessere; chi può pensare alle veglie, agli affanni, alle lagrime di: una madre accanto alla culla, senza provare un palpito di amore? Quante premure per l'educazione, per l'istruzione, per mantenerti, per procacciarti un po' di patrimonio! E se ai benenefizii fisici aggiungi i morali, del battesimo appena nati, dell'impartirti la dottrina cristiana, insegnandoti colle massime del Vangelo la strada dell'eterna salvezza, correggendoti nella tua inesperienza, pensando giorno e notte al tuo bene temporaneo ed eterno, non potrai a meno di confessare che sono senza numero i benefizii ricevuti da' tuoi genitori. Ma se essi co' tuoi maestri, superiori, direttori, gemono in Purgatorio e ti domandano per gratitudine non la metà del tuo patrimonio, come offriva Tobia per riconoscenza all'Angelo Raffaele, ma solo una qualche Messa, a loro suffragio, qualche opera buona, e tu gliela nieghi, non sei dunque un ingrato, e non pecchi mancando al tuo dovere? E tu non hai forse promesso, anzi giurato sul loro letto di morte, di assisterli? E non è più peccato mancare ai fatti giuramenti?
2. La Vergine santissima ti fa vedere molti in Purgatorio per causa tua.
Maria mai donò cattivo esempio ad altri, nè giammai fu occasione di male al prossimo; ma tu, mettendo mano alla coscienza, puoi tu dire d'essere innocente sui patimenti di quelle Anime? Colà forse ancor si trova tuo padre, che per troppo amore per te, per lasciarti più pingue patrimonio, trascorse in frodi, in ingiustizie, in cenno bugie! Là forse vi ha tua madre, che cadde in mille impazienze per cagion tua, che per troppa bontà di cuore mancò al suo dovere di correzione, di severa riprensione, ed i tuoi valli furono aggiudicati a lei: dovette ella render conto a Dio della tua superbia non mortificata, della tua vanità non repressa, della tua freddezza in religione non isvegliata.... dunque in gran parte per causa tua ella soffre; e tu non sarai obbligata à riparare e starai tranquillo in coscienza come se non avessi obbligo alcuno verso di essi? Oh se potessi vedere i mesti loro sguardi! Non ti maledicono; ma vuoi tu che ti benedicano, mentre, come i fratelli di Giuseppe sulla cisterna di Sichem, tu ti godi il frutto delle loro fatiche, e li lasci soffrire in quel baratro profondo? - Si trovanti laggiù gli scandelizzati da noi! Quanti, al vedervi mal fare, imitarono i vostri difetti ed i vostri peccati! Quanti, al vedere la vostra indifferenza alla preghiera in chiesa, ai Sacramenti, si fecero forti dei vostri esempii e vi imitarono. Quanti impararono da voi il godimento dei piaceri, l'immodestia, la vanità nel vestire, l'attacco alla roba, lo spirito di immortificazione! Anzi quante perfide lezioni uscirono dal vostro labbro e furono causa di cento peccati! Quell'amico, quel parente, quel compagno, già trapassati, commisero peccato per farvi piacere; ma ora nell'abisso vi guardano, e non dr cono al Giudice supremo: non vogliamo vendetta; bensì desiderano ricordarvi il dovere di restituzione della innocenza loro rubata, della purità di cuore loro tolta; e voi, potendo coi suffragi compensare il danno spirituale loro arrecato, non facendolo, sareste disumani, ingrati, ingiusti, anzi quasi i loro tormentatori; e ne renderete un dì stretta conto al Signore. Anima mia, pensaci appiù, di Maria santissima; è un dovere ben grade per te!
3. Maria santissima ti rimprovera per (…) non soddisfatti.
Quante Anime, questo motivo, Maria non può vedere tosto in cielo! Quanto onore e gloria a Dio ed a Lei non si toglie colle Messe non dette, colle preghiere non fatte dai poveri, per le limosine omesse! Ha ben ragione Maria di rimproverarti.... Più volte regna somma negligenza nei figli e negli eredi, per quanto spetta ai legati lasciati dal testatore. Sono Messe da dirsi nel più breve tempo possibile: ma colla scusa delle grandi spese, trascorrono i lunghi mesi, e ben lungi dall'anticiparne la celebrazione si differisce... Ma non pensi tu che l'Anima del defunto è tra pene crudeli, ed i giorni per lei sembrano secoli? Non impedire ai morti la grazia di o, dice lo Spirito Santo. Quelle limosine alle opere pie erano forse restituzioni, compensi, riparazioni necessarie; l'Anima sta forse tra le pene finchè non sieno fatte; e tu differisci a tuo bell'agio, finché ti torni comodo.... dov'è la tua giustizia? Tu godi il patrimonio di lui, e chi è morto, aspetti.... Non dice così il defunto, che fidavasi in te vedere compiute le sue volontà ed avere suffragi: invece che dirà dal Purgatorio? Peggio chi non adempie ai legati senza una legittima scusa. Sono lasciti antichi, sono pesi di altre eredità avute, sono talvolta prezzi di peccati, legati di stretta giustizia, per cui le Anime dei defunti porteranno pena non avendovi soddisfatto in vita. Ma avendone pur danno le Opere pie defraudate dei loro redditi, le chiese cui vengono negati i sussidii loro largiti, e talvolta intiere popolazioni private di Messe, di catechismi, di limosine, di assistenza dei sacerdoti, chi può scusare questi tali da grave peccato e dall'obbligo della restituzione? Anima mia, non hai nulla a rimproverarti per questo riguardo? Non hai Messe da far celebrare? Hai soddisfatto esattamente alla volontà del testatore? La roba dei morti sterminò ben molte famiglie....


PREGHIERA.


O cara Madre Maria, ai vostri piedi mi riconosco colpevole d'ingratitudine, e forse di vera ingiustizia, verso le Anime de' miei parenti, delle Anime da me scandolezzate, o di quelle che m'imposero obblighi per testamento. Desidero rimediarvi quest'oggi, unisco i miei deboli suffragi ai vostri meriti per le Anime dei miei benefattori; farò oggi una penitenza per liberare le Anime che soffrono per colpa mia; ma dirò con Zaccheo, se defraudai qualche legato, lo compenso con un'abbondante restituzione. O Maria, ottenetemi la benedizione di Dio sul fermo mio volere. Così sia. Mezzo efficace e potente alla nostra eterna salvezza e ad affrettarci i gaudii eterni del Paradiso è la divozione sincera del Santo Abitino del Carmine. Beato chi va rivestito di questa santa livrea di Maria, contrassegno di sua confratellanza, privilegio a tutti i Carmeliti, i quali morendo con questo Santo Abito NON ANDRANNO AL FUOCO ETERNO: pegno di salute, scampo dai pericoli, segno di alleanza e di pace in sempiterno.
Nè paga di tanta liberalità, l'eccelsa Regina del Cielo, Maria, compariva al Sommo Pontefice Giovanni XXII ingiungendogli di pubblicare al mondo intero che, Essa, proteggendo in singolar modo l'Ordine e i Confratelli del Carmelo, solleverà e libererà dalle fiamme del Purgatorio le Anime dei Religiosi e Confratelli defunti, specialmente nel PRIMO SABATO dopo LA LORO MORTE, se avranno recitato in vita il Suo PICCOLO UFFICIO tutti i giorni, o, non sapendo leggere, avranno osservato l'astinenza dalle carni nel mercoledì e nel sabato e i digiuni della Chiesa; e saranno vissuti casti secondo il proprio stato. Ciò che egli fece pubblicando una Bolla detta perciò Sobatina, la quale fu poi approvata e confermata da altri Pontefici suol successori.
Io, loro Madre, discenderò benigna nel sabato dopo la loro morte e le libererò dal Purgatorio.