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Fatima. Apologia del Santo Rosario


In un colloquio con padre Fuentes, il 26 dicembre 1957, suor Lucia affermò: « Dio ha deciso di dare al mondo gli ultimi due rimedi contro il male, che sono il Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria ». Si tratta delle due pratiche che la Madonna di Fatima aveva fortemente raccomandato alla veggente nel 1917. 



“IO SONO LA MADONNA DEL ROSARIO”
Così come a Lourdes e in altre innumerevoli occasioni, in tutte le sei apparizioni alla Cova da Iria (dal maggio all’ottobre 1917) la Beata Vergine Maria sollecita i tre pastorelli a recitare il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra (in quel periodo anche il Portogallo era impegnato nella Prima Guerra Mondiale). Il 13 luglio, in particolare, la misteriosa Signora vestita di bianco dice a Lucia di recitare quotidianamente il Rosario in onore della Madonna del Rosario, «perché solo Lei vi potrà aiutare». Ed aggiunge che questa preghiera è necessaria per ottenere le grazie durante l’anno. Inoltre, sempre nello stesso giorno, Maria Santissima raccomanda di recitare, alla fine di ogni mistero, la nota preghiera per la salvezza eterna e in suffragio delle anime del Purgatorio, che ancora oggi è di uso comune: “O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia”. Nell’ultima apparizione, il 13 ottobre, quando ci fu il “miracolo del sole”, Nostra Signora – che si era sempre mostrata con la corona del Rosario in mano - finalmente si rivela: « Io sono la Madonna del Rosario». Oltretutto, il 19 agosto aveva chiesto ai pastorelli di raccogliere soldi per la festa della Madonna del Rosario. Che – detto per inciso - si celebra il 7 ottobre, in ricordo della strepitosa vittoria degli eserciti cattolici contro i musulmani a Lepanto, nel 1571. Una vittoria ottenuta proprio grazie alla recita del Rosario e che frenò l’espansionismo islamico, salvando così l’Europa cristiana. A conferma di quanto detto, a Lucia appaiono, in successione, la Sacra Famiglia (con San Giuseppe e Gesù Bambino benedicenti), la Vergine Addolorata (unita a Nostro Signore vestito con la tunica rossa della sua Passione) e la Madonna del Carmelo (con lo Scapolare in mano). Tre immagini che simboleggiano i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi del Rosario.
Uno degli insegnamenti di Fatima, quindi, è l’importanza e la necessità della recita quotidiana del Santo Rosario. Nel 1917, quando la Madonna lo raccomandava, si trattava di una pratica diffusa, comune a tutto il popolo cristiano, senza distinzioni di ceto sociale. A cento anni di distanza, invece, è evidente che nella stragrande maggioranza delle famiglie (e spesso anche nelle chiese) non solo non si prega il Rosario, ma nemmeno lo si conosce. E le conseguenze sulla vita dei singoli e della società si vedono.

IL ROSARIO RISOLVE OGNI PROBLEMA
Eppure, come disse suor Lucia a padre Fuentes nel 1957, « la Santissima Vergine ha voluto dare, in questa fine dei tempi in cui viviamo, una nuova efficacia alla recita del Santo Rosario. Ella ha talmente rinforzato la sua efficacia, che non esiste problema, per quanto difficile, di natura materiale o, soprattutto, spirituale, nella vita privata di ognuno di noi, o in quella delle nostre famiglie, delle famiglie del mondo, delle comunità religiose o addirittura nella vita dei popoli e delle nazioni che non possa essere risolto dalla preghiera del Santo Rosario. Non c’è problema, vi dico, per quanto difficile, che non possa essere risolto dalla recita del Santo Rosario. Con il Santo Rosario ci salveremo, ci santificheremo, consoleremo il nostro Signore e otterremo la salvezza di molte anime ». Ciascuno può provare la veridicità delle parole di suor Lucia. Limitandoci all’ambito della “vita dei popoli” basti ricordare, tra i tanti fatti storici, la già menzionata battaglia di Lepanto e la liberazione dell’Austria dall’occupazione sovietica, avvenuta pacificamente il 26 ottobre 1955, dopo che per mesi e mesi migliaia di cittadini, compreso il primo ministro, avevano pregato il Rosario e fatto processioni con la statua della Madonna di Fatima sotto la guida del padre Pavlicek. Straordinario è poi quanto accaduto ad Hiroshima e Ngasaki, le città del Giappone con il numero più alto di cattolici. Quando nel 1945 vennero sganciate le bombe atomiche, gli unici edifici a restare intatti furono il convento dei gesuiti di Hiroshima e quello dei francescani di San Massimiliano Kolbe a Nagasaki. Luoghi in cui il Rosario veniva recitato ogni giorno. Alla Cova da Iria, la Mediatrice di tutte le grazie lo ha ribadito a chiare lettere: per ottenere la pace ed ogni grazia bisogna recitare il Rosario. Tutti i giorni.
Nel corso della sua vita suor Lucia non ha mai mancato di sottolineare questo insegnamento. In una lettera inviata ad una consorella nel 1970, la veggente scrisse: « Il Rosario è l’orazione dei poveri e dei ricchi, dei sapienti e degli ignoranti; portar via alle anime questa devozione sarebbe come portar loro via il pane spirituale di ogni giorno. Il Rosario alimenta la piccola fiamma della fede che ancora non si è spenta del tutto in molte coscienze. Anche per quelle anime che pregano senza meditare, il semplice atto di prendere la corona per pregare è già un ricordo di Dio, del soprannaturale. Il semplice ricordo dei misteri di ogni decade sostiene nelle anime il lucignolo ancora fumigante. Perciò il demonio gli ha fatto tanta guerra! Il peggio è che è riuscito ad illudere e ad ingannare anime piene di responsabilità per la carica che occupano... Sono ciechi che guidano altri ciechi... ». In effetti tra gli anni Sessanta e Settanta il Rosario sembrava ormai una preghiera antiquata, da mettere in soffitta. Addirittura, durante il Concilio Vaticano II, la commissione preparatoria incaricata di scrivere il capitolo sulla Madonna della costituzione Lumen gentium si rifiutò di accogliere l’integrazione proposta a nome di centotredici vescovi dal cardinale arcivescovo di Lisbona, Manuel Gonçalves Cerejeira, ovvero di aggiungere alle parole “le pratiche ed esercizi di pietà” (incoraggiati dalla Chiesa), la precisazione “tra i quali si distingue il Rosario”.
Sempre nel 1970, scrivendo ad un’amica, suor Lucia ribadì che « Nostra Signora ha chiesto e ordinato di recitare il Rosario ogni giorno, ripetendolo in tutte le sue apparizioni, come per premunirci contro questi tempi di disorientamento diabolico, affinché non ci lasciamo ingannare da false dottrine ». Non è un caso che tale pratica, nella forma in cui ancora oggi la conosciamo, sia stata ideata da San Domenico per combattere l’eresia catara, assai diffusa nella sua epoca.

PREGARE IL ROSARIO OGNI GIORNO
Per affrettare il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, come promesso dalla stessa Santissima Vergine a Fatima, occorre dunque pregare il Rosario. Rivolgendosi a tutte le Comunità Mariane del mondo, nell’ottobre 2001 suor Lucia ricordò che la Madonna « ci esorta a recitare il suo Rosario con più fede, con più fervore, contemplando i misteri della gioia, della passione e della gloria del Figlio suo che volle associarla al mistero salvifico della nostra redenzione […]. È quando il Rosario scorre nelle vostre mani che gli Angeli e i Santi si uniscono a voi. Per questo vi esorto a recitarlo con profondo raccoglimento, con fede, meditando con religiosa pietà il significato dei suoi misteri […]. Recitatelo privatamente o in comunità, in casa o fuori, in chiesa o per le strade, con semplicità di cuore, seguendo passo passo il cammino della Madonna col Figlio suo. Recitatelo sempre con viva fede per chi nasce, per chi soffre, per chi lavora, per chi muore. Recitatelo unito a tutti i giusti della terra e a tutte le Comunità Mariane, ma, soprattutto, con la semplicità dei piccoli, la cui voce ci unisce a quella degli Angeli. Mai come oggi il mondo ha bisogno del vostro Rosario […]. È stata tante volte la recita di un solo Rosario a placare lo sdegno della Divina Giustizia ottenendo sul mondo la misericordia divina e a salvare tante anime ».

Fatima e la devozione al Cuore Immacolato di Maria
    
L’elemento essenziale e in un certo senso più originale delle apparizioni di Nostra Signora a Fatima è senza alcun dubbio la devozione al suo Cuore Immacolato. Così come nel XVII secolo Nostro Signore era apparso a Santa Margherita Maria Alacoque per chiederle di diffondere e promuovere il culto al suo Sacratissimo Cuore, all’inizio del XX secolo, in piena Prima Guerra Mondiale, la Madonna ha parlato ai tre pastorelli portoghesi della devozione al suo Cuore Purissimo.
In effetti, sebbene tale culto fosse stato sempre praticato a livello privato o locale grazie soprattutto all’apostolato di santi come Giovani Eudes e Antonio Maria Claret e allo zelo di Pontefici quali Pio VII ed il beato Pio IX, è con le mariofanie portoghesi del 1917, esattamente cento anni fa, che ha assunto una valenza tutta particolare ed un riconoscimento universale, sino ad arrivare alla consacrazione dell’intero genere umano fatta nel 1942 da Pio XII, che due anni più tardi estese a tutta la Chiesa la festa del Cuore Immacolato di Maria, fissandola al 22 agosto (dopo la riforma liturgica Paolo VI l’ha trasferita al sabato dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù).

UNA DEVOZIONE PER I NOSTRI TEMPI 

Il 13 giugno 1917, durante la sua seconda apparizione, Nostra Signora disse a Lucia: « Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi la abbraccia, prometto la salvezza; e queste anime saranno amate da Dio come fiori posti da me per adornare il suo trono ». Di fronte alle perplessità e ai timori della bambina, la Santissima Vergine aggiunse: « Non ti scoraggiare. Io non ti lascerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio ». Come è evidente da queste parole, ci troviamo di fronte non ad una pia invenzione di tre pastorelli, ma ad una richiesta esplicita della Madonna, su mandato espresso di Dio stesso. In un certo senso, sembra quasi che se la devozione al Sacro Cuore era stata richiesta per gli uomini del XVIII e XIX secolo, quella al Cuore Immacolato è rivolta particolarmente ai nostri tempi, così travagliati e confusi. Quanto annunciato a Fatima, infatti, non si è ancora pienamente realizzato e dunque l’invito rivolto ai pastorelli è oggi ancora più attuale e impellente. Quello al Cuore Immacolato è il culto più utile e più gradito in questo attuale momento storico. È quindi nel segno del Cuore Purissimo di Maria che sarà possibile ricostruire la Civiltà Cristiana. È sotto le sue insegne che i cattolici sono chiamati a combattere. D’altra parte, i risvolti temporali del messaggio di Fatima sono evidenti (come del resto quelli delle apparizioni di Gesù a Santa Margherita Maria, quasi tre secoli prima): nel grande Segreto affidato a Francesco, Giacinta e Lucia si parla esplicitamente di consacrazione della Russia e del finale trionfo del Cuore Immacolato. Ma di questo si parlerà in una prossima occasione. Ad ogni modo, Giacinta lo aveva capito molto bene. Poco prima di morire, ricordò alla cugina Lucia cosa avrebbe dovuto fare: « Tu rimani qua per dire che Dio vuole istituire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Quando ce ne sarà l’occasione, non ti nascondere. Di’ a tutti che Dio ci concede le grazie per mezzo del Cuore Immacolato di Maria; che le domandino a Lei, che il Cuore di Gesù vuole che, vicino a Lui, sia venerato il Cuore Immacolato di Maria. Chiediamo la pace al Cuore Immacolato di Maria; Dio la mise nelle Sue mani ». Oltretutto, queste parole ci ricordano un aspetto tipicamente cattolico: la devozione a Maria Santissima nulla toglie all’adorazione che dobbiamo a Gesù Cristo. Anzi, è il Figlio stesso a volere che la sua Madre venga venerata dagli uomini, senza alcuna paura di esagerare, perché nessun mortale certamente La amerà quanto Lui. Inoltre, è Dio stesso ad aver stabilito che ogni grazia ci giunga attraverso la Madonna, Mediatrice di tutte le grazie.

SACRIFICIO E RIPARAZIONE

Pertanto, quello al Cuore Immacolato di Maria non è un culto melenso, minimalista e infantile. Non è una devozione sentimentalistica. La Madonna ai tre pastorelli (e pertanto a chiunque si dichiari cattolico) ha chiesto molto di più: ha raccomandato il sacrificio, la penitenza, l’espiazione e la riparazione. Concetti oggi ritenuti da molti superati, fondamentalisti e persino “pagani”: eppure il Cielo non ha mai parlato di misericordia a buon mercato, ma sempre condizionata al pentimento e al proposito di cambiare vita. Il 13 luglio, data della terza apparizione, la Beata Vergine Maria invitò i veggenti a sacrificarsi, accompagnando le loro penitenze con questa preghiera: « O Gesù, è per Vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria ». La Madonna chiede cioè atti di riparazione per le offese che riceve il suo Purissimo Cuore, tradizionalmente sempre raffigurato trafitto da una spada (come profetizzato da Simeone) e circondato di spine: la Madre di Dio infatti ha cooperato in maniera tutta speciale all’opera della Redenzione e, soffrendo indicibilmente sotto la Croce, è divenuta la Corredentrice, insieme e subordinatamente al Figlio suo.

I CINQUE PRIMI SABATI

Nostra Signora ha spiegato in che modo possiamo riparare, suggerendo la pratica dei cinque Primi sabati del mese.
Il 10 dicembre 1925, a Pontevedra, suor Lucia ebbe la visione della Santissima Vergine e del Bambino Gesù. Questi le disse: « Abbi compassione del Cuore della tua Santissima Madre ricoperto di spine conficcate in continuazione dagli uomini ingrati, senza che vi sia nessuno che compia un atto di riparazione per toglierle ». Subito dopo, prese la parola la Madonna: « Vedi, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati mi conficcano in continuazione attraverso la bestemmia e l’ingratitudine. Almeno tu cerca di consolarmi e dì a tutti che per cinque mesi, ogni primo sabato, si confessino e si comunichino, recitando un Rosario e mi tengano compagnia per quindici minuti, meditando sui misteri del Rosario, allo scopo di alleviare il peso che porto. In cambio prometto di assisterli nell’ ora della loro morte con tutte le grazie necessarie per la salvezza delle loro anime ».
Quindi, per sintetizzare, nei primi sabati di cinque mesi consecutivi la Madonna raccomanda di:
- fare (bene, cioè in grazia di Dio, dopo una buona confessione) la Santa Comunione;
- farLe compagnia per (almeno) un quarto d’ora, recitando il Santo Rosario e meditandone i misteri;
- compiere il tutto con l’intenzione di riparare per i peccati che affliggono il Cuore Immacolato di Maria.
A chiunque, con devozione sincera, compirà questa pia pratica, Nostra Signora ha promesso di assisterlo particolarmente nell’ora della morte, garantendogli la salvezza eterna.
Gesù stesso poi ha chiarito che il numero di cinque sabati è dovuto alle cinque specie di offese e bestemmie rivolte contro il Cuore di Sua Madre: le bestemmie contro l’Immacolata Concezione; le bestemmie contro la sua Verginità; le bestemmie contro la sua Maternità divina, rifiutando al tempo stesso di riconoscerla come Madre degli uomini; le bestemmie di coloro che cercano pubblicamente di infondere nel cuore dei bambini l’indifferenza o il disprezzo o anche l’odio nei riguardi di questa Madre Immacolata; le offese di coloro che la oltraggiano direttamente nelle sue sante immagini.
Purtroppo, nonostante sia trascorso un secolo, quella dei cinque Primi sabati è una devozione ancora poco diffusa e conosciuta. In questo Centenario di Fatima appena iniziato, dunque, sarebbe quanto mai opportuno e consigliabile riprendere o iniziare, promuovere e spiegare tale pratica in cui peraltro sono strettamente congiunte devozione mariana e devozione eucaristica (le due colonne della Chiesa e della spiritualità cattolica, come affermava San Giovanni Bosco).

L’ULTIMO RIMEDIO

Parlando con il padre Fuentes, suor Lucia confessò che Dio ha deciso di dare al mondo gli ultimi due rimedi contro il male: il Santo Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Si tratta delle ultime due armi per emendare le nostre condotte ed evitare (o mitigare) il castigo annunciato a Fatima. Come detto da suor Lucia, tale devozione consiste nel considerare Maria come sede della clemenza, della bontà e del perdono, e come sicura porta attraverso cui entrare in Paradiso. Che cosa aspettiamo ad esaudire quanto richiestoci dalla nostra Madre celeste?

Il Santo Rosario: l’Arma potente

La Corona del Santo Rosario fa del più povero della terra, l’uomo spiritualmente più forte, più ricco di Grazia di Dio, felice, ricolmo di pace, amato da Maria e considerato suo figlio prediletto.

Il Rosario ci fa ottenere il dono della sapienza, perché ci fa comprendere il senso della vita, ci dà lume soprannaturale per cercare Dio, solo Dio e stare sempre con Dio, così da allontanarci dalle vanità terrene e da ciò che dispiace a Gesù e a Maria.

Potenza del Santo Rosario, perchè ci rende sempre più umili, buoni, esperti del sapere divino, capaci di resistere al maligno e meritevoli del Paradiso.
Il Rosario è Arma potente, solamente se recitato con attenzione: più delle labbra deve parlare il cuore. Nella nostra mente non deve esserci altro che l’Ave Maria, si deve pensare a ciò che si dice con la bocca, perché una sola Ave Maria recitata bene, è più meritoria di 200 recitate male. Dice San Luigi, che “nessuna preghiera è più meritoria per l’anima e più gloriosa per Gesù e Maria quanto il Rosario ben recitato”.

Il Santo Rosario non è un’arma qualsiasi, perché anche l’arma più debole è un’arma, ma è l’ARMA POTENTE, immensamente più potente di tutte le potenze del mondo messe insieme, perché col Rosario abbiamo la Madre di Dio e, quindi, la SS. Trinità stessa dalla nostra parte.

E chi è superiore in questo mondo di Colui che ha creato questo mondo, che lo alimenta con il suo soffio vitale e può farlo sparire quando vuole? Nessuno e nessuna cosa al mondo potrà mai vincerci o abbatterci, senza la permissione Divina.

Il Rosario è chiamato Arma potente, perché è strumento di difesa e strumento di offesa. Di difesa da tutti gli attacchi diabolici, da coloro che intenzionalmente cercano di arrecarci del male con le parole o con le opere. Di offesa a tutte le situazioni negative che incontriamo nella vita e che dobbiamo superare con l’amore, il perdono, il silenzio, la bontà e la comprensione.

Nelle apparizioni di Lourdes e di Fatima la Madonna ci ha invitato a recitare il Rosario come Arma potente contro il male, per portarci alla vera pace.
“Il Santo Rosario è un’Arma potente. Impiegala con fiducia e ti meraviglierai del risultato”, questo insegnava e scriveva una grande anima come San Josemaria Escrivà.

Anche Suor Lucia di Fatima ha detto questo: “Il Rosario è l’Arma più potente con cui possiamo difenderci in campo di battaglia”.

È molto famoso quanto avvenne nella battaglia di Lepanto, per arginare l’invasione musulmana. Giunti all’apice della loro potenza nel Mediterraneo, i maomettani minacciavano sul serio di invadere l’Europa cristiana.

Il Papa San Pio V formò una lega, a cui presero parte le Repubbliche italiane di Venezia e di Genova; vi si unì la flotta della Spagna. Comandante in capo fu Don Giovanni d’Austria. Fin dal 17 settembre 1571 il Papa aveva ordinato a tutta la cristianità di chiedere aiuto dal Cielo, mediante la pia recita del Santo Rosario. Prima di partire all’attacco, a Lepanto i marinai cristiani recitarono anche loro devotamente il Rosario, mentre il Legato Pontificio dava loro la solenne Benedizione Apostolica.

Per ben 3 ore i 65.000 uomini, i quali avevano ricevuto la Santa Comunione, continuarono a recitare il Rosario. La battaglia infuriò al tardi pomeriggio; i turchi furono sbaragliati e completamente sconfitti; e mai più si ripresero. Don Giovanni attribuì il grande trionfo della flotta cristiana alla potente intercessione della Regina del Rosario. Il Senato veneziano così ne scrisse agli altri Stati che formavano la lega: “Non furono i generali, né i battaglioni, né le armi che ci procurarono la strepitosa vittoria di Lepanto; ma fu nostra Signora del Santo Rosario”.

L’Arma potente del Rosario è utile a tutti, efficace a coloro che lo recitano con umiltà, Fede, perseveranza, grande attenzione, e soprattutto con amore.
Certo è cosa molto difficile -specialmente per i principianti- non avere distrazioni, perché la fantasia o il diavolo portano a volte la mente altrove. Rivolgiamoci alla Madonna, non pensiamo di vincere le distrazioni da noi stessi -pur sforzandoci di non distrarci durante il Rosario e di impegnarci a diminuire le distrazioni-, ma con il suo aiuto, tutto sarà facile, specialmente se noi ci siamo consacrati al suo Cuore Immacolato.

Nel libro “Il segreto meraviglioso del Santo Rosario”, San Luigi Grignon da Monfort indica che non è sufficiente recitare le Ave Maria con la bocca, bisogna che sia principalmente il cuore a parlare, ad amare: “Per pregare bene non basta esporre le nostre domande con la più bella fra le preghiere qual è il Rosario: occorre anche una grande attenzione perché Dio ascolta la voce del cuore più che la voce della bocca. Mettiti alla presenza di Dio: pensa che Dio e la sua Santa Madre ti guardano, che l’Angelo Custode posto alla tua destra coglie le tue Ave Maria, se dette bene, come altrettante rose per farne una Corona a Gesù e a Maria”.

Anche se un principiante non capisce il valore del Rosario, è sempre bene recitarlo, perché piano piano prenderà comprensione di questa sublime preghiera. È la Madonna ad accendere l’amore verso il Santo Rosario.
Con il Rosario uno va dritto al cuore del Cristianesimo, recita la preghiera che impregna tutta la Rivelazione operata da Gesù. È questa preghiera a favorire la conversione, perché c’è la Madre di Dio che prega con te, prega per te, prega su di te.

È grande cosa recitare il Rosario in Grazia di Dio o quantomeno avere il proposito di uscire dallo stato mortale, perché senza la Grazia nell’anima, le preghiere e buone opere non sono meritevoli davanti a Dio. Non per questo, i peccatori non devono recitarlo, anzi, devono recitare molte Corone per ricevere molte Grazie. Più c’è purità nella persona, più il Rosario diventa l’Arma potente.

Dio ci vede sempre, Maria in Dio non toglie gli occhi dai suoi consacrati e non abbandona i peccatori, ma ricordiamo che specialmente durante la recita del Rosario, Maria è presente, perché lo recita con noi, e raccoglie quelle Rose che noi Le offriamo, per portarle davanti al Trono di Dio. Ogni Ave Maria, ogni Rosa che noi offriamo alla Madonna, Gesù la vede, la conosce, l’accetta perché è data alla sua Madre, che è Avvocata potente davanti a Dio e ci ottiene Misericordia, quando siamo invece meritevoli di castighi.

Come vivere al meglio la nostra Fede Cattolica. Il Santo Rosario. Padre Nicholas Gruner