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Sono gli angeli inviati da Dio per missioni di particolare importanza. Nella Bibbia se ne nominano soltanto tre: Michele, Gabriele e Raffaele. Quanti spiriti celesti appartengono a questo coro? Potrebbero essere milioni come negli altri cori? Non sappiamo. Alcuni dicono che sono soltanto sette. Così dice lo stesso arcangelo san Raffaele: Io sono Raffaele, uno dei sette santi angeli, che presentano le preghiere dei giusti e possono stare dinanzi alla maestà del Signore (Tob 12, 15). Alcuni autori li vedono anche nell’Apocalisse, dove si dice: Grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono (Ap 1, 4). Vidi che ai sette angeli ritti davanti a Dio furono date sette trombe (Ap 8, 2). 

Nel 1561 Papa Pio IV consacrò la chiesa, costruita nel locale del salone delle terme dell’imperatore Diocleziano, a santa Maria e ai sette arcangeli. Si tratta della chiesa di Santa Maria degli Angeli. 

Ma quali sono i nomi dei quattro arcangeli sconosciuti? Ci sono diverse versioni. La beata Anna Caterina Emmerick parla dei quattro angeli alati che distribuiscono le grazie divine e che sarebbero arcangeli e li chiama: Rafiel, Etofiel, Salatiel e Emmanuel. Ma i nomi sono il meno, ciò che conta di più è sapere che ci sono angeli speciali del coro degli arcangeli che stanno sempre dinnanzi al trono di Dio, presentando le nostre preghiere a lui, e ai quali Dio affida missioni speciali. 

La mistica austriaca Maria Simma ci dice: Nella Sacra Scrittura si parla di sette arcangeli dei quali i più conosciuti sono Michele, Gabriele e Raffaele. 

San Gabriele è vestito da sacerdote e aiuta specialmente chi invoca molto lo Spirito Santo. È l’angelo della verità e nessun sacerdote dovrebbe lasciar passare nemmeno un solo giorno senza chiedergli aiuto. 

Raffaele è l’angelo della guarigione. Aiuta specialmente i sacerdoti che confessano molto ed anche gli stessi penitenti. In particolar modo le persone sposate dovrebbero ricordarsi di san Raffaele. 

L’arcangelo san Michele è l’angelo più forte contro ogni tipo di male. Dobbiamo chiedergli  spesso che protegga non solo noi, ma anche tutti i membri vivi e defunti della nostra famiglia. 

San Michele va frequentemente in purgatorio a consolare le anime benedette e vi accompagna Maria, specialmente nelle feste più importanti della Vergine. 

Alcuni autori pensano che gli arcangeli siano gli angeli della più alta gerarchia, di un ordine superiore. A questo proposito, il grande mistico francese padre Lamy (1853-1931), che vedeva gli angeli ed in particolare il suo protettore l’arcangelo san Gabriele, afferma che Lucifero fu un arcangelo caduto. Egli dice: Non possiamo immaginare l’immenso potere di un arcangelo. La natura di questi spiriti, anche quando sono condannati, è notevolissima... Un giorno insultai Satana, dicendogli: sporca bestia. Ma san Gabriele mi disse: non dimenticare che è l’arcangelo caduto. È come un figlio di una famiglia molto nobile decaduto per i suoi vizi. Egli non è rispettabile in se stesso ma bisogna rispettare la sua famiglia in lui. Se si risponde ai suoi insulti con altri insulti è come una guerra tra gente bassa. Bisogna attaccarlo con la preghiera. 

Secondo padre Lamy, Lucifero o Satana è un arcangelo caduto, ma di una categoria e di un potere superiore agli altri angeli. 

San Gabriele 

Il suo nome significa forza di Dio. Lo si rappresenta con una verga di giglio profumato, che ossequiò a Maria nel momento dell’Annunciazione e che rappresenta la purezza immacolata della Vergine Santa. La sua festa è il 25 marzo, ricorrenza dell’Annunciazione. 

È il messaggero di Dio per eccellenza e colui che comunica agli uomini le grandi notizie da parte del Signore. Già nell’Antico Testamento parla al profeta Daniele degli avvenimenti importanti che avranno luogo per il popolo di Israele. 

Vediamo i testi: 

Mentre io, Daniele, consideravo la visione e cercavo di comprenderla, ecco davanti a me uno in piedi, dall’aspetto d’uomo, in mezzo all’Ulai, che gridava e diceva: Gabriele, spiega a lui la visione. Egli venne dove io ero e quando giunse, io ebbi paura e caddi con la faccia a terra. Egli mi disse: Figlio dell’uomo, comprendi bene, questa visione riguarda il tempo della fine. Mentre egli parlava con me, caddi svenuto con la faccia a terra; ma egli mi toccò e mi fece alzare. Egli disse: Ecco io ti rivelo ciò che avverrà al termine dell’ira, perché la visione riguarda il tempo della fine (Dn 8, 15-19). 

Mentre io stavo ancora parlando pregavo e confessavo il mio peccato e quello del mio popolo Israele e presentavo la supplica al Signore Dio mio per il monte santo del mio Dio, mentre dunque parlavo e pregavo, Gabriele, che io avevo visto prima in visione, volò veloce verso di me: era l’ora dell’offerta della sera. 

Egli mi rivolse questo discorso: Daniele, sono venuto per istruirti e farti comprendere. Fin dall’inizio delle tue suppliche è uscita una parola e io sono venuto per annunziartela, poiché tu sei un uomo prediletto. Ora sta attento alla parola e comprendi la visione: Settanta settimane sono fissate per il tuo popolo e per la tua santa città per mettere fine all’empietà, mettere i sigilli ai peccati, espiare l’iniquità, portare una giustizia eterna, suggellare visione e profezia e ungere il Santo dei santi (Dn 9, 20-25). 

Gabriele lascia anche intravedere un tempo di immense benedizioni spirituali con la venuta del Messia: Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di un uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui, che gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo serviranno; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto (Dn 7, 13-14). 

Qui si parla chiaramente del Messia promesso al popolo d’Israele. Per questo Gabriele è chiaramente, già dall’Antico Testamento, l’ambasciatore di Dio per i grandi avvenimenti del popolo di Dio. E ciò si manifesta con totale chiarezza nel Nuovo Testamento quando viene annunciata la nascita di Giovanni il Battista e di Gesù. 

Dice Gabriele a Zaccaria: Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo (Lc 1, 19-20). 

Ma soprattutto egli annuncia a Maria la grande notizia della nascita del Salvatore: Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te (Lc 1, 26-28). Maria si spaventa alla vista dell’angelo, che le ha chiarito fin dal principio che veniva da parte di Dio. E Dio, per mezzo di Gabriele, le dice le belle parole dell’Ave Maria: Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te. Parole divine ed evangeliche, la cui ripetizione nell’Ave Maria non può essere se non fonte di immense benedizioni per i credenti. 

Ed egli continua dicendo: Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato figlio dell’Altissimo; il Signore Iddio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre nella casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine (Lc 1, 30-33). 

Poi l’angelo le spiega il concepimento miracoloso di Gesù: Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato figlio di Dio. Vedi: Anche Elisabetta tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio. Allora Maria disse: eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto. E l’angelo partì da lei (Lc 1, 35-38). 

C’è un particolare significativo, che è bene annotare su san Gabriele, l’ambasciatore di Dio. Gabriele saluta Maria con il Dio ti salvi, in greco rallegrati, che era il saluto normale tra i greci. Ma il saluto di Dio va al di là del mero saluto umano, perché il saluto divino rimane impresso nella sua anima, che è immacolata e le dice piena di grazia. 

Questo è il maggiore elogio che un essere umano abbia mai ricevuto da Dio e a nessuno, al di fuori di lei, è stato rivolto. Piena di grazia, vale a dire, piena di Dio, totalmente colma, senza la minima traccia di peccato. Per questo anche noi le diciamo per lodarla: Santissima, purissima, immacolata. 

Maria, nella sua umiltà, non comprende come Dio l’abbia scelta e non può capire come questo progetto potrà realizzarsi, dal momento che ha fatto voto di verginità, ma l’angelo le chiarisce che il figlio che nascerà sarà concepito per opera dello Spirito Santo. 

In questa ambasciata, Gabriele si presenta dinanzi all’umanità come il grande comunicatore, il grande messaggero, come se fosse il corriere di Dio. Perciò papa Paolo VI lo nominò patrono delle poste, dei postini, degli impiegati delle poste e dei filatelici, attraverso la lettera apostolica Quondoquidem del 9 dicembre 1972. 

Papa Pio XII lo proclamò patrono delle telecomunicazioni e dei comunicatori col breve apostolico del 12 gennaio 1951, in cui si dice: 

Dinanzi alla sollecitudine di molti personaggi che lavorano nel mondo delle telecomunicazioni e che hanno chiesto che venga concesso loro san Gabriele arcangelo come celeste patrono, abbiamo deciso di accogliere favorevolmente questa richiesta che risponde anche ai nostri desideri. Perciò, con il nostro potere apostolico, costituiamo per sempre e dichiariamo san Gabriele arcangelo patrono celeste davanti a Dio delle telecomunicazioni, dei loro specialisti e di tutti gli impiegati, concedendo a san Gabriele tutti gli onori e privilegi che corrispondono normalmente ai patroni principali. 

Poiché san Gabriele è ambasciatore di Dio, è anche patrono degli ambasciatori e dei diplomatici; così pure l’hanno per patrono gli annunciatori radiofonici e tutti gli impiegati, i lavoratori e gli operatori della radio e della televisione, nonché gli operatori telefonici e i messaggeri. Attualmente molti lo considerano patrono dei cibernauti e di Internet. 

In una parola tutto ciò che faccia riferimento alla comunicazione di notizie attraverso i mezzi conosciuti e quelli che si inventeranno in futuro, è sotto la sua protezione. 

Santa Matilde racconta: Un giorno, vidi l’arcangelo Gabriele andare davanti alla Vergine Maria con un cetro d’oro che portava scritto in lettere d’oro le parole: Dio ti salvi, piena di grazia, il Signore è con te. 

La beata Rosa Gattorno di Gesù su san Gabriele scrive: Il 24 gennaio 1889 di notte, stanca per aver lavorato molto al tavolo, faccio uno sforzo per raccogliere le idee e trovare il punto di meditazione. Mi dispiacevo, perché non trovavo quell’unione che desideravo nella preghiera. E mi apparve un bellissimo angelo che pregava vicino a me. Una voce interiore mi disse: Prega per te. Egli fa ciò che tu non puoi fare; ti supplisce. L’angelo Gabriele fa le tue veci. Rimasi molto contenta dentro di me come se avessi gustato ciò che nell’unione potevo sperimentare. 

Alla stigmatizzata italiana Teresa Musco (1943-1976), il 13 gennaio 1955, mentre si trovava ricoverata in ospedale dopo un’operazione chirurgica, si presentò una bambina bella e bionda con ali d’oro, che con voce soave le disse: Offri tutto per i peccatori senza lamentarti. Io sono l’arcangelo Gabriele e sono sempre al tuo fianco. Non preoccuparti per nulla. 

Al mistico padre Lamy, Dio aveva donato la grazia di vedere il suo angelo custode e, come protettore speciale, l’arcangelo Gabriele. Il 18 maggio del 1912 stava facendo le pulizie in chiesa quando gli si presentò san Gabriele e gli disse: Attento, stai per pregare davanti alla Vergine Maria. E gli apparve Maria circondata da una sessantina di angeli perlomeno. 

Lo stesso padre ci racconta: Il 15 marzo 1918 vidi che le piastrelle della Chiesa erano molto sporche e mi misi a pulirle, ma sentì parlare il santo arcangelo Gabriele e il mio angelo che mi dicevano “è inutile”. A volte quando vogliono dirmi qualcosa, parlano tra di loro e mi lasciano sentire quello che dicono. 

Poche ore dopo avvenne l’esplosione nella cappella. Quel giorno, per ispirazione degli angeli, non mi ero fermato a pregare come facevo normalmente... nell’aria si erano diffusi dei gas tossici che fecero peggiorare il mio occhio destro. Ma all’interno della disgrazia avvenne un miracolo eucaristico sorprendente. La pisside con le ostie consacrate restò sul corporale fuori dal tabernacolo, nell’aria, sopra il corporale che pure era sospeso per aria. Il canonico di Rochetaillade (arciprete di Saint-Denis), dopo aver constatato il miracolo, portò la pisside al tabernacolo maggiore. Io vidi il corporale con la pisside nell’aria. 

Il mio angelo custode ha la testa rotonda ed è bellissimo con i suoi capelli neri e ondulati. L’arcangelo Gabriele ha i capelli corti e ondulati. Egli ha la testa più grande di quella degli altri angeli. Per questo io riconosco un angelo di categoria superiore... durante la guerra, visitavo i feriti alla stazione e vedevo il santo arcangelo e il mio angelo che li benedicevano. 

A volte alla stazione dei treni c’erano seicento o settecento feriti. Il santo arcangelo e il mio angelo erano con me. Quando c’era l’arcangelo io vedevo chiaramente, vedevo le coscienze. Davo l’assoluzione con la convinzione di avere il 99% di sicurezza che veniva ricevuta con successo... 

La Santa Vergine aveva detto all’arcangelo Gabriele: Prenditi cura di lui. Un giorno era uscito dalla cappella di Nostra Signora del Bosco, al tramonto. Camminavo piegato in avanti per non ricevere negli occhi gli ultimi raggi di sole. Non vedevo quasi niente, perché sono mezzo cieco. All’improvviso compare un ciclista davanti a me. Mi avrebbe sicuramente investito, ma l’arcangelo Gabriele prese la sua bicicletta per le due ruote e sollevandola la spostò delicatamente da una parte. L’arcangelo aveva sollevato la bicicletta con l’uomo sopra e l’aveva sistemata sull’erba, di fianco alla strada. L’uomo rimase a bocca aperta vedendo me e l’angelo. A me scappava tanto da ridere per lo stupore di quel giovane, ma mi trattenni per non offenderlo. E mi allontanai da lui e dall’altra persona che arrivava da dietro e che aveva visto tutto. 

Il primo ciclista gridò al secondo: sono due, sono due! Io credo che si riferisse all’arcangelo e a me. L’altro non capiva. La Vergine mi aveva affidato all’arcangelo ed egli mi aveva protetto. Di questo fatto si parlò poi molto nei locali e tra gli abitanti della zona ma io facevo finta di niente. 

Inoltre gli angeli mi protessero dalle api nell’estate del 1923. Siccome ci vedo molto male, essi mi difesero. Io entrai nella cappella, dopo aver passeggiato nel bosco che ospita diversi sciami. Avevo raccolto alcuni fiori vicini ad uno sciame senza rendermi conto che nei fiori c’erano le api. Quando entrai nella cappella, mi seguì un gran numero di esse e in quel momento udii queste parole: Non pungetelo, non pungetelo. La nostra Regina non sarebbe contenta. È bene che egli ritorni a casa sul suo asino; se tornasse da solo, dovremmo accompagnarlo in forma umana. Era la voce dell’arcangelo Gabriele che ormai conosco bene. Tutte le api si ritirarono senza farmi male ed io ringraziai i tre arcangeli. 

Il conte Paul Biver, grande amico confidente del padre Lamy, ci racconta il seguente episodio: 

Il 19 novembre 1924, mercoledì, alle 10 meno cinque di sera, il padre Lamy era molto affaticato. Lo accompagnai con due lampade alla sua stanza. Egli mi augurò buona notte ed io gli diedi una lampada accesa. Alle 10,15 mi coricai e spensi la luce. Dopo due o tre minuti, attraverso le due porte, sento una conversazione animata nella sua stanza. Vi prendono parte tre uomini, con voci differenti, che si distinguono molto bene nel silenzio della notte. Mi siedo sul mio letto. Il padre parla di tanto in tanto con un interlocutore, la cui voce è molto maschile e gradevole. Sento alcune sillabe, ma non capisco quello che dicono. Per discrezione non vado fino alla porta per ascoltare. Il terzo interlocutore ha la voce un po’ meno gradevole ma perfettamente normale. Io percepisco chiaramente la voce dei tre interlocutori, che parlano in francese. 

Il giorno dopo di buon mattino mi ritrovo con il padre Lamy. Andando verso la chiesa, gli chiedo: Ieri sera lei parlava con qualcuno. Erano angeli? Egli mi sorrise e mi disse: Può darsi di sì, sono la consolazione della sera. Poi, durante il giorno, mi risponde chiaramente che le voci che avevo sentito erano di san Gabriele e del suo angelo custode. 

E ci racconta lo stesso padre Lamy: L’arcangelo viene spesso ad accompagnarmi. Venne il 29 giugno [1925]. Ero da solo:  stavo pregando col breviario e mi parlò di cose celesti. Quando viene gli do dei messaggi per la Santissima Vergine. Lui non mi risponde, però mi sorride. 

Se voi vedeste il rispetto degli angeli verso Dio e verso la Madonna! Li rispettereste un po’ di più. Con quanto rispetto parla l’arcangelo Gabriele alla Santissima Vergine! La chiama REGINA e si inchina. E lei gli risponde con un tono materno. 

Il padre morì il 1° dicembre del 1931 di infarto, dopo aver affidato la sua anima alla Santissima Vergine e a san Gabriele arcangelo, i suoi celesti protettori. 

  

LITANIE A SAN GABRIELE 

San Gabriele arcangelo,           prega per noi. 

San Gabriele, che hai manifestato le visioni divine al profeta Daniele  prega per noi. 

San Gabriele, che sei apparso a Zaccaria per annunciargli la nascita e il ministero glorioso 

di suo figlio Giovanni il Battista prega per noi. 

San Gabriele, che sei stato mandato da Dio alla Vergine Santissima per annunciarle la nascita del Salvatore prega per noi. 

San Gabriele, che hai portato sulla terra il nome di Gesù prega per noi. 

San Gabriele, che offri le nostre preghiere all’Altissimo prega per noi. 

San Gabriele, protettore speciale delle anime caste prega per noi. 

San Gabriele, guardiano potente della beata vergine Maria prega per noi. 

San Gabriele, pieno di forza di Dio prega per noi. 

San Gabriele, messaggero di Dio prega per noi. 

San Gabriele, difensore della fede cristiana prega per noi. 

San Gabriele, adoratore perfetto del Verbo divino prega per noi. 

San Gabriele, protettore del bambino e di sua madre prega per noi. 

San Gabriele, angelo della verginità consacrata prega per noi. 

San Gabriele, protettore delle comunicazioni e dell’unità dei credenti prega per noi. 

San Gabriele, angelo dell’umiltà prega per noi. 

San Gabriele,  prega per noi. 

Adesso e nell’ora della nostra morte. Amen. 

Preghiamo: O Dio, che hai scelto tra tutti gli angeli l’arcangelo Gabriele per annunciare il mistero dell’Incarnazione di tuo figlio Gesù, concedici, ti chiediamo, di poter godere qui sulla terra della sua potente intercessione. Per Gesù Cristo Nostro Signore. Amen. 

SAN RAFFAELE 

Raffaele significa medicina di Dio e di solito si rappresenta questo arcangelo insieme a Tobia, mentre lo accompagna o lo libera dal pericolo del pesce. Il suo nome compare soltanto nel libro di Tobia, dove egli viene presentato come modello di angelo custode, perché protegge Tobia da tutti pericoli: dal pesce che voleva divorarlo (6, 2) e dal demonio che l’avrebbe ucciso con quegli altri sette pretendenti di Sara (8, 3). Guarisce la cecità del padre (11, 11) e così manifesta il suo carisma speciale di essere medicina di Dio e patrono di coloro che curano i malati. Sistema la faccenda dei soldi prestati a Gabaele (9, 5) e consiglia a Tobia di sposarsi con Sara. 

Umanamente, Tobia non si sarebbe mai sposato con Sara, perché aveva paura di morire come i precedenti mariti di lei (7, 11), ma Raffaele guarisce Sara dalle sue paure e tranquillizza Tobia affinché si sposi, perché quel matrimonio è voluto da Dio da tutta l’eternità (6, 17). Lo stesso Raffaele è colui che presenta le preghiere di Tobia e della sua famiglia davanti a Dio: Quando pregavate, io presentavo le vostre orazioni davanti al Santo; quando tu seppellivi i morti, anch’io ti assistevo; quando senza pigrizia ti alzavi e non mangiavi per andare a seppellirli, io ero con te (12, 12-13). 

Raffaele viene considerato il patrono dei fidanzati e dei giovani sposi, perché sistemò tutto ciò che riguardava il matrimonio fra Tobia e Sara e risolse tutti i problemi che ne impedivano la realizzazione. Per questo tutti i fidanzati devono raccomandarsi a san Raffaele e, per mezzo di lui, alla Madonna che, come Madre perfetta, si preoccupa della loro felicità. Così Lei fece infatti alle nozze di Cana, durante le quali ottenne da Gesù il primo miracolo per far felici i neo sposi. 

Inoltre san Raffaele è un buon consigliere familiare. Invita la famiglia di Tobia a lodare Dio: Non temete; la pace sia con voi. Benedite Dio per tutti i secoli. Quando ero con voi, io non stavo con voi per mia iniziativa, ma per la volontà di Dio; lui dovete benedire sempre, a lui cantate inni. [...] Ora benedite il Signore sulla terra e rendete grazie a Dio. Io ritorno a colui che mi ha mandato. Scrivete tutte queste cose che vi sono accadute (12, 17- 20). E consiglia a Tobia e a Sara di pregare: Prima di unirti a lei, alzatevi tutti e due a pregare. Supplicate il Signore del cielo perché venga su di voi la sua grazia e la sua salvezza. Non temere: Essa ti è stata destinata fin dall’eternità. Sarai tu a salvarla. Ti seguirà e penso che da lei avrai figli che saranno per te come fratelli. Non stare in pensiero (6, 18). 

E quando si trovarono da soli nella stanza da letto, Tobia disse a Sara: Sorella, alzati! Preghiamo e domandiamo al Signore che ci dia grazia e salvezza. [...] 

Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri, e benedetto per tutte le generazioni è il tuo nome! Ti benedicano i cieli e tutte le creature per tutti i secoli! Tu hai creato Adamo e hai creato Eva sua moglie, perché gli fosse di aiuto e di sostegno. Da loro due nacque tutto il genere umano. Tu hai detto: Non è cosa buona che l’uomo resti solo; facciamogli un aiuto simile a lui. Ora non per lussuria io prendo questa mia parente, ma con rettitudine di intenzione. Degnati di avere misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia. 

E dissero insieme: Amen, amen! (8, 4-8). 

È importante pregare in famiglia! La famiglia che prega unita, rimane unita. Inoltre, san Raffaele è patrono speciale dei marinai, di tutti coloro che viaggiano per acqua e di coloro che vivono e lavorano vicino all’acqua, poiché, siccome liberò Tobia dal pericolo del pesce nel fiume, può liberare anche noi dai pericoli delle acque. Per questo è patrono speciale della città di Venezia. 

Per di più è patrono dei viandanti e dei viaggiatori, che lo invocano prima di intraprendere un viaggio, perché egli li protegga come protesse Tobia nel suo viaggio. 

Ed ancora è patrono dei sacerdoti che confessano e amministrano l’unzione degli infermi, poiché la confessione e l’unzione degli infermi sono sacramenti di guarigione fisica e spirituale. Per questo i sacerdoti dovrebbero chiedere il suo aiuto specialmente quando confessano ed amministrano l’estrema unzione. È patrono dei non vedenti, perché può guarirli dalla cecità come fece al padre di Tobia. Ed in modo molto speciale è patrono di coloro che curano o badano agli infermi, concretamente, dei medici, degli infermieri e delle badanti. 

La medicina non deve essere un atto semplicemente terapeutico senza compassione o amore. Una medicina disumanizzata, che vede soltanto i mezzi scientifici e tecnici, non può essere totalmente efficace. Per questo è imprescindibile nell’esercizio della medicina e della cura agli infermi, che il paziente e chi lo assiste, siano in grazia di Dio e invochino san Raffaele con fede, come inviato da Dio per guarire. 

Dio può fare miracoli o può guarire per via ordinaria attraverso i medici e le medicine. Ma sempre la salute è un dono di Dio. Peraltro è molto significativo ed utile far benedire i medicinali nel nome di Dio prima di assumerli. È importante che siano benedetti da un sacerdote; però, se non c’è tempo o possibilità di farlo, noi stessi o un familiare può pronunciare questa preghiera o una simile: 

O Dio, che meravigliosamente hai creato l’uomo ed ancor più meravigliosamente lo hai redento, degnati di soccorrere con il tuo aiuto tutti i malati. Ti chiedo specialmente per... Esaudisci le nostre suppliche e benedici queste medicine (e questi strumenti medici) affinché colui che le prenda o sia sotto la loro azione, possa essere guarito per la tua grazia. Te lo chiediamo, Padre, per intercessione di Gesù Cristo, tuo Figlio e per l’intercessione di Maria, nostra Madre e di san Raffaele arcangelo. Amen. 

La benedizione delle medicine risulta molto efficace quando viene realizzata con fede e il malato è in grazia di Dio. Padre Dario Betancourt riferisce il caso seguente: 

A Tijuana, in Messico, Carmelita de Valero doveva prendere una medicina che le causava una sonnolenza permanente  e tale da impedirle di compiere i suoi doveri di sposa e di madre. Suo marito, José Valero, lei ed io pregammo per le medicine. Il giorno dopo la donna non aveva sonno ed era felice, si prendeva cura di noi con molto amore e sollecitudine. 

Lo stesso padre Dario, durante un suo viaggio in Perù, raccontò che negli Stati Uniti c’era un’associazione di medici cristiani che si riunivano a pregare per i loro pazienti e succedevano cose straordinarie. Uno dei fatti più sorprendenti era che, quando pregavano per la chemioterapia che somministravano ai pazienti ammalati di cancro, quelli che la ricevevano benedetta non perdevano i capelli. In questo modo comprovavano concretamente la potenza di Dio attraverso la preghiera. 

Vediamo ora alcune esperienze e apparizioni in relazione con san Raffaele. 

Santa Francesca delle Cinque Piaghe, nota stigmatizzata di Napoli, canonizzata da Pio IX nel 1867, aveva l’arcangelo Raffaele per suo migliore amico. Egli la consolava quando aveva dei dispiaceri e la curava quand’era malata. Un giorno, il suo direttore Francesco Saverio Bianchi, beatificato da Leone XIII, mentre si trovava con lei, sentì un profumo di paradiso. Chiese alla santa una spiegazione e lei gli disse: Non si meravigli, perché qui in mezzo a noi c’è l’arcangelo Raffaele. 

Nel 1786 la stessa santa si ammalò gravemente ed era incapace di fare il più piccolo movimento. Don Giovanni Pessiri volle aiutarla e le portò una tazza di cioccolata e la depose sul comodino, dicendole di prenderla, mentre lui andava a sbrigare alcune incombenze del suo ministero sacerdotale. La povera malata non sapeva come obbedire perché non riusciva a muoversi, e chiese aiuto al suo grande protettore san Raffaele. All’istante una mano invisibile le avvicinò la tazza e, dopo averle fatto bere la cioccolata, la raccolse e l’appoggiò al suo posto. Maria Francesca, consolata e grata, rese grazie a Dio e al suo celeste arcangelo. 

Un’altra volta le si presentò l’arcangelo Raffaele come un giovane di straordinaria bellezza e vestito di bianco. 

L’arcangelo le disse: Io sono san Raffaele. L’Altissimo mi ha inviato a guarirti la piaga del tuo costato che sta per andare in cancrena. Rinnova la tua fede in Dio e Lui ti benedirà. Il giorno dopo la piaga del petto era guarita. 

Il gentile arcangelo le faceva da infermiere e l’aiutava tagliandole il pane e le diceva con un dolce sorriso che lei non era in grado di fare da sola. La santa godette di una grande familiarità con l’arcangelo, che era il suo speciale protettore e guardiano. 

Nella città di Pozzuoli in Italia si venera in modo speciale l’arcangelo Raffaele. Uno dei suoi abitanti era molto malato e pensò di andare a Napoli per farsi curare, raccomandando il suo viaggio a san Raffaele. La notte prima del viaggio si aggravò e non poté viaggiare. Alcuni giorni dopo volle confessarsi e chiese a padre Celso, un domenicano del convento di Gesù e Maria, di venirlo a confessare. Gli disse che sua madre, nel vederlo così infermo, lo aveva raccomandato all’arcangelo Raffaele. Gli raccontò anche che quel giorno, nel dormiveglia, gli era sembrato di morire e di essere portato alla presenza di Dio. E il giudice divino gli mostrò con severità che meritava la condanna eterna per i peccati mal confessati. A quel punto vide al suo fianco l’arcangelo che gli disse: Io sono Raffaele e voglio aiutarti. Chiamerai il padre e farai una buona confessione e Dio ti ritirerà la condanna. 

Così avvenne. Il moribondo si confessò e ricevette l’assoluzione, lasciando questa vita tra chiari segnali di salvezza. 

San Giovanni di Dio (1495-1550) era molto devoto a san Raffaele. Una notte mancò l’acqua nella fontana per i servizi e andò di buon mattino alla piazza di Vivarrambla con due anfore e tardò a tornare perché il luogo era abbastanza lontano. Quando arrivò all’ospedale trovò in cucina i piatti lavati, il pane e tutto preparato, i letti rifatti, le sale spazzate e tutto in ordine. Chiese, meravigliato, ai malati chi aveva fatto in sua assenza i lavori e tutti gli risposero che era stato proprio lui. 

- Non posso essere stato io quand’ero lontano da qui. 

Insistettero che era stato lui perché l’avevano visto, come tutti i giorni, svolgere i diversi servizi. Allora egli, pieno di gioia, esclamò: Veramente, fratelli, Dio ama molto i suoi poveri, infatti manda angeli a servirli. E pensò che l’arcangelo Raffaele, prendendo le sue sembianze, aveva fatto i suoi lavori. 

Una notte molto fredda e piovosa il servo di Dio, uscendo dalla via Zacatin, incontrò un povero intirizzito che chiedeva aiuto. Giovanni gli disse: Vieni con me, fratello, al nostro ospedale, e trascorrerai la notte al riparo. 

Il povero gli disse che era invalido e gli mancavano le forze per sostenersi in piedi. E Giovanni se lo caricò su una spalla mentre sull’altra portava la sporta con i tegami dei cibi raccolti. Si mise a camminare in fretta, spinto dalle forze dello spirito più che da quelle del corpo, debilitato com’era da digiuni e sforzi. Il peso era superiore alle sue forze umane e Giovanni cadde con le sue elemosine e il suo povero all’inizio di Calle de los Gomerez... Mentre cercava di sistemare di nuovo sulla sua spalla l’uomo, un giovane molto bello lo aiutò e, prendendolo per la mano, disponendosi ad accompagnarlo, gli disse: Fratello Giovanni, Dio mi manda ad aiutarti nel tuo ministero e a farti sapere quanto questo gli è gradito; sappi che tutto ciò che fai per il Signore io ho l’incarico di scriverlo in un libro. 

Giovanni gli chiese chi fosse e il giovane rispose: Sono l’arcangelo Raffaele, destinato da Dio ad essere tuo compagno, custode tuo e di tutti i tuoi fratelli. 

Un pomeriggio nel suo ospedale di Granada, all’ora di cena, san Giovanni di Dio si rese conto che il pane non sarebbe stato sufficiente. Pregò Dio e in pochi minuti un giovane si presentò alla porta dell’infermeria. Il nostro santo riconobbe il suo amico e protettore san Raffaele e disse ai malati: Coraggio, fratelli, gli angeli di Dio vengono a servirvi. 

L’arcangelo si avvicinò a Giovanni e con grande familiarità disse: Fratello mio, noi formiamo un solo Ordine, perché ci sono uomini che sotto una povera veste sono uguali agli angeli. Prendete il pane che il cielo vi invia. E scomparve lasciando Giovanni e i suoi poveri pieni di consolazione e di gioia spirituale. 

Un altro giorno, arrivava l’ora del pranzo e non aveva nemmeno un pezzetto di pane da dare ai suoi poveri. Tuttavia prese la cesta e uscì molto fiducioso di trovare il necessario. 

Nell’attraversare una strada, vide venire verso di lui un uomo a cavallo, che gli offrì una quantità di pane maggiore rispetto a quella di cui aveva bisogno, scomparendo subito dopo. 

Giovanni di Dio fece ritorno all’ospedale benedicendo il Signore, e, sia lui che i testimoni del fatto, giudicarono che questa generosità proveniva da un angelo apparso in forma umana. 

Alla vigilia di un Natale il santo venne informato che non c’era più combustibile per la cucina. Insieme a due fratelli andò nel bosco e incominciò a tagliare legna. Anche se si sforzavano molto, il lavoro era molto lungo e si faceva buio. Allora si presentarono due uomini vigorosi che, in meno di un’ora, abbatterono alberi e ne tagliarono a pezzi i rami, formando fascine in quantità tale da riempire diverse carrette. I due religiosi dissero a Giovanni: Se ci fosse qui un carro, potremmo portare via legna per molto tempo. Il santo non rispose, ma sorrideva misteriosamente. 

- Figlioli, non preoccupatevi, noi che l’abbiamo tagliata la porteremo, risposero i legnaioli celesti. 

Si fece molto buio e affinché non si perdessero né finissero in qualche precipizio, due torce luminose, portate da mani invisibili, illuminarono il cammino a Giovanni e ai suoi confratelli. Ma la loro ammirazione arrivò al colmo quando, entrando nel cortile dell’ospedale, vi trovarono ben sistemata tutta la legna che avevano visto tagliata sul monte. 

Mentre si trovava gravemente malato in fin di vita, il santo ricevette una notte la visita dell’arcangelo Raffaele, che lo incoraggiò e gli rivelò il giorno della sua morte. 

Poco prima di morire disse a quelli che lo circondavano: La notte scorsa l’arcangelo Raffaele mi è venuto a trovare e mi ha dato la certezza che il Signore mi userà la misericordia di chiamarmi al suo fianco. 

Dopo avermi dato la comunione, la Santissima Vergine, san Raffaele e san Giovanni Evangelista, mi hanno favorito con la loro presenza, promettendomi che sarebbero stati i protettori dell’Opera che io ho iniziato. 

In Spagna, nella città di Cordova, c’era una peste terribile. I morti erano molti e rimanevano persino a terra per le strade senza che nessuno avesse il coraggio di raccoglierli. Ma la cosa triste era che molti morivano senza sacramenti, perché c’erano pochi confessori sopravvissuti. Simone de Sousa, religioso che per tutta la sua vita era stato un grande devoto dell’ arcangelo Raffaele, si faceva in quattro per accudire i malati e portare le elemosine ai bisognosi. Ma vedendo che il suo lavoro era  insufficiente, chiese alla Vergine di mandargli san Raffaele per soccorrere gli infermi. 

L’angelo gli apparve sotto le sembianze di un giovane di una bellezza straordinaria e gli disse: io sono Raffaele e vengo ad aiutarti. Le tue preghiere, le tue elemosine e, soprattutto, la tua umiltà e carità hanno un grande valore agli occhi di Dio; Dio aiuterà questa città con le dolcezze della sua clemenza. Vai dal vescovo e digli di mettere una mia immagine sotto il campanile della cattedrale e di esortare tutti a ricorrere a me. 

Immediatamente gli ammalati verranno guariti, a condizione che si raccomandino alla Regina degli Angeli. Tutti coloro che ricorreranno alla mia intercessione e porteranno la mia immagine, verranno liberati dalla peste e dal demonio impuro Asmodeo, che fa perdere gli uomini e li allontana da Dio. 

Simone corse a dare il messaggio al vescovo. La città obbedì all’invito di Raffaele e promise di celebrare ogni anno una festa speciale per ricordare la celeste apparizione. Subito la peste scomparve e la città di Cordova venne consacrata a san Raffaele arcangelo. In una delle sue piazze pubbliche venne collocata nel 1884 una statua monumentale del santo arcangelo come patrono e liberatore della città. 

Padre Richa, gesuita, in un piccolo libro pubblicato nel 1751, dice che c’era a Firenze un monastero di religiose benedettine molto devote a san Raffaele. Il confessore del convento, il carmelitano padre Alvizzo, aveva anch’egli molta fiducia nell’arcangelo. Queste buone religiose dovettero subire una grande prova relativa nientemeno che alla loro reputazione. La questione fu portata fino alla Santa Sede e le religiose erano molto amareggiate. Un giorno, verso le cinque del pomeriggio, sentirono bussare molto forte alla porta del convento. Andò ad aprire la suora portinaia e vide un giovane pellegrino che chiedeva l’elemosina, dicendo: Vado a Roma e là vi aiuterò e al mio ritorno vi porterò buone notizie. La comunità preghi per nove giorni i salmi “i cieli narrano la gloria di Dio” (sal 129) e “dal profondo a te grido, Signore” (sal 130). E accenda nove ceri di cera bianca in onore dei nove cori angelici. 

Il confessore era stato consolato da una visione di san Raffaele e tutte le suore obbedirono con sollecitudine. Un giorno, dopo qualche tempo, di domenica 1º ottobre, verso le sei di sera, la madre badessa si trovava con alcune religiose quando un giovane le raggiunse in fretta e disse loro: buone notizie. È se ne andò. 

In effetti, il problema era stato risolto e le suore si trovarono libere da ogni preoccupazione. Come prova di riconoscenza la badessa, Margherita Macci, fece rappresentare in un quadro san Raffaele vestito da pellegrino come era loro apparso. Le religiose stabilirono di recitare tutte le sere, dopo compieta, i salmi raccomandati dall’arcangelo. Inoltre per nove giorni consecutivi prima della festa dei santi arcangeli, il 29 settembre, accendono nove ceri di cera bianca in onore dei nove cori degli angeli (29). 

  

LITANIE A SAN RAFFAELE 

San Raffaele arcangelo,  prega per noi. 

San Raffaele, che hai liberato il giovane Tobia da tutti pericoli           prega per noi. 

San Raffaele, che hai liberato Sara dal potere del demonio prega per noi. 

San Raffaele, che hai aiutato Tobia e Sara nel loro matrimonio           prega per noi. 

San Raffaele, che hai liberato Tobia dal pericolo del pesce  prega per noi. 

San Raffaele, che hai reso felice l’intera famiglia di Tobia prega per noi. 

San Raffaele, medicina di Dio prega per noi. 

San Raffaele, protettore dei viaggiatori e dei viandanti prega per noi. 

San Raffaele, medico celeste  prega per noi. 

San Raffaele, che offre le nostre preghiere a Dio prega per noi. 

San Raffaele, aiuto e protezione dei marinai e dei medici prega per noi. 

San Raffaele, amico inseparabile e compagno di viaggio prega per noi. 

San Raffaele, aiuto per coloro che si confessano e si riconciliano con Dio prega per noi. 

San Raffaele,  prega per noi. 

Adesso e nell’ora della nostra morte. Amen. 

Preghiamo: O Dio, che hai scelto tra tutti gli angeli del cielo san Raffaele per accompagnare i viaggiatori e proteggerli da tutti pericoli di questa vita e portarli sani e salvi alla patria celeste, chiediamo di aiutarci con la sua intercessione durante il nostro pellegrinaggio terreno e di liberarci da ogni male. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen. 

CHI E’ SAN MICHELE ARCANGELO? 


PAROLE E RACCOMANDAZIONI DI S. MICHELE, DEI PAPI, E DEI SANTI

San Michele disse a Santa Filomena: "Fai conoscere agli uomini la mia grande potenza presso la SS. Trinità. Dì a loro che mi espongono con grande fiducia tutti i loro desideri... neces­sità spirituali e corporali. 

Sappiano, che la mia speciale protezione a favore dei miei devoti è senza limiti! Fai cono­scere la mia grandezza!" fu il comando a Santa Filomena e per mezzo di Lei a tutti i cristiani! 

Il miglior modo per onorare e conoscere il grande Principe degli angeli è la divulgazione di questo opuscoletto, scritto per il Suo onore e glo­ria. 

S. Santità Pio XII di f.m. esortò: "Raramente il ricorso all'Arcangelo S. Michele è apparso più urgente di ora! Il mondo, intossicato dalla men­zogna e dalla slealtà, ferito dagli eccessi della violenza, ha perduto la santità morale e la gioia!" 

S. S. Giovanni XXIII di f.m. raccomandò: "Invochiamo S. Michele Arcangelo, protettore della Chiesa Universale, affinché per la Sua intercessione il Signore confonda il padre della nequizia e del disordine: imperet illi Deus! 


È ben giusto, che S. Michele abbia un posto nelle nostre preghiere, perché l'ordine civile e morale sia conforme agli insegnamenti del Van­gelo. 
San Michele Arcangelo a Santa Caterina Eme­rich: "Finché tutti i cristiani non IMPLORE­RANNO IL MIO SOCCORSO, io con i miei Angeli non ristabilirò l'ordine sulla terra". 


INTRODUZIONE

GENTILE LETTORE: PRENDI E RIFLETTI!

Prima di introdurti nel poco conosciuto mondo degli Angeli, medita seriamente sopra la grande dignità in riferimento alla tua natura umana, che stupì anche il Re Davide: "Cos'è l'uomo che Tu ti ricordi: di lui? O il figliolo dell'uomo, perché di lui Tu ti prendi cura? "DI POCO L'HAI FAT­TO INFERIORE AGLI ANGELI! DI GLORIA E D'ONORE L'HAI CORONATO!" (Ps. 8). 

Per l'umanità il più grande onore è che il Ver­bo Divino per obbedienza a Dio Padre, ha assun­to la mortale natura umana. La Resurrezione glo­riosa di Gesù è la sicura caparra della nostra resurrezione e glorificazione della nostra carne, nel grande giorno del Giudizio Universale! Sono immutabili le parole di Gesù ai saducei del Suo tempo, i quali non ammettevano la Resurrezione della carne, proprio come oggi molti la negano: "Voi sbagliate non conoscendo né la Scrittura, né la potenza di Dio; nella Resurrezione né si ammoglieranno, né si mariteranno. MA SARAN­NO COME ANGELI DI DIO IN CIELO!" (Matt. 22,29). 

Il tempo non ritorna a nessuno. Anche la vita più lunga sembra appena un istante conforme all'Eternità. Il nostro più importante impegno quotidiano deve essere "Vincere la felicità eterna nella Casa del Padre! Chi perde Dio, va nella schiavitù di Satana!" 

  

COM’E’ A IL REGNO DI DIO E LA FELICITÀ ETERNA?

Unica risposta approssimativa si dà S. Paolo apostolo, il quale fu rapito fino al terzo Cielo in estasi: "OCCHIO NON VIDE NÉ ORECCHIO UDI', NÉ COMPRENDE IL CUORE DELL'UOMO CIO’ CHE DIO PREPARO’ A QUELLI CHE LO AMANO!" (Cor. 1). Il primo martire S. Stefano, mentre lapidavano esclamò: "VEDO IL CIELO APERTO ED IL FIGLIO DELL'UOMO ALLA DESTRA DI DIO!" (Att. 7). 

Da Adamo, fino alla morte di Gesù, il Cielo fu popolato esclusivamente dagli Angeli. Solo dopo molti millenni, con l'Ascensione gloriosa di Cri­sto aprì il Cielo agli Uomini. Né gli angeli pote­vano, né gli uomini possono ascendere alla feli­cità della "Visione Beatifica", senza prova, che consiste nel "contemplare Dio faccia a faccia". Questo è un premio così grande, "che nessun mortale rimarrebbe in vita, come disse Dio a Mosè, che supplicò di vederlo. "Non potrai vede­re il Mio Volto; perché nessun uomo Mi vedrà e poi rimarrà vivo!" (Esod. 33,20). Se nemmeno a Mosè fu concesso vedere Dio in faccia grave­mente presuntuoso dire o scrivere altre cose del Regno di Dio e della felicità eterna che Gesù ha rivelato nel S. Vangelo. Noi poveri mortali, che abbiamo il grande dono, di chiamare Dio "Padre Nostro", dovremmo ardere dal desiderio di essere partecipi in compagnia degli Angeli nella felicità eterna della "Visione Beatifica" a faccia a faccia con Dio, nostro Creatore. Solo allora potremmo sapere come è il Regno di Dio. Intanto piangiamo lacrime cocenti sulla tragedia di coloro, i quali con preferenza scelgono la via nel Regno di Sata­na! 

  

IL PASSAPORTO E IL "LASCIAPASSARE" AL REGNO DI DIO

Mentre gli Angeli buoni con un unico atto vit­torioso nella loro prova, furono trovati subito degni di entrare nella felicità della "Visione Bea­tifica" del Signore, ai figli di Adamo, l'inferma natura umana esige durante tutto l'arco della vita, una lotta decisiva contro il Male, contro noi stes­si, contro il demonio! L'immenso amore di Dio, come in una lettera d'amore, prescrisse i Suoi desideri e li consegnò a Mosè, per trasmetterli al popolo, come Passaporto per il Regno dei Cieli, e di salvezza eterna. 

Dio, come ogni padre terreno, desidera arden­temente di essere riamato dalle sue creature. Per­ciò, nel Primo Comandamento esige AMORE: "Amerai il Signore Dio tuo, con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua e con tutta la tua mente; amerai il prossimo come te stesso". 

"Non nominare il nome di Dio invano!" (bestemmia o per abitudine). 

"Ricordati di santificare le feste". (nei giorni dedicati al Signore). Ascoltare la messa ed aste­nersi dai lavori servili è obbligatorio. 

"Onora il padre e la madre". 

"Non ammazzare!" (né singolarmente, né con mezzi di sterminio). 

"Non commettere atti impuri!" (sola o altri, adulterio, concubinaggio). 

"Non rubare!" (senza restituzione o il giusto risarcimento il confessore non può assolvere il penitente! (Questa legge fu confermata da SS. Giovanni Paolo II il 18 marzo 1995). 

"Non dir bugie, falsa testimonianza!" 

"Non desiderare la donna d'altri!" (Oggi il divorzio è un'epidemia!). 

"Non desiderare la roba d'altri, né casa, terre­ni, animali, etc." 

Con questi Comandamenti Dio desidera che le Sue creature nella loro breve esistenza terrena siano unite nel reciproco amore, come sono i miriardi Angeli in Cielo. Ma l'astuzia e l'odio satanica di Lucifero hanno trasformato e trasfor­mano anche oggi la terra in una "Valle di lacri­me", irrigata ovunque dal sangue umano degli uccisi dai nuovi Caini! 

Eppure, l'Amore di Dio Padre non si dava per vinto da così grandi delitti, né l'ingratitudine quasi universale e mandò il Suo Figlio sulla terra, per ricondurre l'umanità al Suo Paterno Cuore! Venne Gesù, mite, umile, obbediente e sconfigge l'incontrastato potere satanico, riapre "la porta chiusa del Paradiso e proclama a tutti i viventi: "non sono venuto ad abolire la Legge, ma per completarla! In verità vi dico, che fino a quando il Cielo e la Terra non passeranno, non scompa­rirà dalla Legge neppure uno iota o una virgola!" 

Gesù, non solo riafferma con autorità divina la validità perenne dei Comandamenti come Regola della vita di ogni Buona Volontà in azione, ma le proclama come "passaporto" indispensabile per entrare nel Regno dei Cieli: "SE VUOI ENTRA­RE NELLA VITA OSSERVA I COMANDA­MENTI!" Prima della venuta del Salvatore nes­sun profeta poteva parlare delle meraviglie della Vita futura dell'Aldilà, in quanto il Cielo era chiuso ai discendenti di Adamo. 

Come il primo comandamento del Decalogo comanda: "AMA IL SIGNORE!", Gesù con Sapienza Divina insegna a tutti in che cosa consi­ste il vero Amore per Dio: "Se Mi amate, osser­vate i Miei Comandamenti!" (Gv. 14). Non chiunque dice ... SIGNORE ... SIGNORE entrerà nel Regno dei Cieli, MA CHI FA LA VOLONTA DEL PADRE MIO, CHE È NEI CIELI!" 

Il giovane ricco del Vangelo al cospetto di Gesù e la folla affermò che fin dalla sua fanciul­lezza osservò e mai trasgredì nessuna di essa! E tu caro lettore quale risposta daresti oggi a Gesù? Hai già deciso dove vuoi passare la tua Eternità? La libera scelta, l'Eterno Amore, depose nelle tue mani: O nel Regno dei Cieli con gli Angeli buo­ni, oppure se non sei vincitore, nel Regno dell'Eterno Dolore con gli Angeli ribelli nell'Inferno. Il loro grido: "NON SERVIAM!" oggi riecheggia sulle labbra di moltissimi uomini e donne, incauti servitori dei dettami del mondo e delle sue tenebrose vanità ed ambizioni. 

IL "LASCIAPASSARE" PER IL PARADISO Pensa caro lettore, se tu fossi l'unica creatura sulla terra, l'Eterno Padre anche per te sola sacri­ficherebbe il Suo Unigenito. Ti ama di un Amore Eterno, tiene contati i tuoi capelli e senza il Suo permesso nemmeno uno cade dalla tua testa! Dio, prevedendo che la maggior parte dei suoi figli saranno immersi in ogni sorta di peccato, ispirò alla Sua Chiesa una medicina miracolosa, fatta da poche parole, ma efficacissima nei casi più sva­riati, quando la morte sopraggiunga improvvisa­mente, ma la mente è ancora lucida. Si chiama "ATTO DI DOLORE PERFETTO". Perfetto, perché nasce da un motivo perfetto, cioé dall'amore filiale verso Dio e perché ci fa ottene­re subito il PERDONO dei peccati, anche se resta l'obbligo di confessarsi nel caso l’infortunato sia scampato alla morte. 

Questo dolore perfetto è un "lasciapassare" dalla morte eterna dovuta ai peccati gravi alla felicità del Cielo (non escluso il Purgatorio), come spiegò Gesù a Sr. Benigna, morta in con­cetto di santità in Torino, convento della Visita­zione: "QUANDO UN'ANIMA FOSSE COPERTA DI TUTTI 1 PECCATI CHE SI POSSONO COMMETTERE DALLE PERSONE CHE SONO STATE, CHE SONO, E CHE SARANNO FINO ALLA FINE DEL MONDO SE QUELL'ANIMA SI PENTE ED IL MIO SANGUE LA PURIFICA, NON RESTA PIU QUELL'ANIMA NEPPURE LA PIU PICCOLA MACCHIA, PERCHÉ LA MIA GRAZIA OPE­RA SEMPRE, MA SOLO, QUANDO TROVA IN UN'ANIMA LE DOVUTE DISPOSIZIONI". 

Ecco la formula: "Mio dio, mi pento con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i Vostri castighi, ma molto più perché ho offeso Voi, infinitamente buono, degno di essere amato sopra ogni cosa ed i miei peccati furono la cagione della dolorosa Passione e Morte del Vostro Divin Figliuolo Gesù, e la mia spiritualità rovina. Propongo con il Vostro santo aiuto di non offenderVi mai più e di fuggire le occasioni! Signore misericordia, perdonatemi, Vi chiedo in nome di Gesù! 

Ai giorni nostri; pieni di disastri improvvisi è saltare recitare questo atto di dolore perfetto ogni sera per non svegliarsi nell' Inferno. Gesù nomina 22 volte questo luogo del dolore nel S. Vangelo. 

TESTIMONIANZA DIVINA SULL'ESISTENZA DEGLI ANGELI .          SIA NELL'ANTICO CHE NEL NUOVO TESTAMENTO

Dopo la triste caduta di Adamo ed Eva, l'uma­nità nella giungla dei secoli, si allontanò sempre più da Dio, e quasi dimenticò la sua origine di essere "Immagine e somiglianza di Dio" cioé immortale nell'anima e sarà immortale anche nel corpo dopo il giorno del Giudizio. Nessuno può immaginare la miseria morale ed il pesante giogo della schiavitù morale prima della venuta di Gesù. 

Nell'inaccessibile luce del Cielo abitava Dio con gli Angeli vittoriosi, mentre sulla terra sotto la tirannica signoria di Satana, gemevano le stirpi umane, ingolfate fino al collo nel fango dell'ido­latria e di immoralità di ogni specie, tanto che Dio "tocco da intimo dolore del cuore disse: sterminerò di su la faccia della terra gli esseri da Me creati, dall'uomo, insino alle bestie, dai rettili sino agli uccelli dell'aria, PERCHÉ MI PENTO D'AVERLI FATTI!" (Gen. 6,6). La porta del Paradiso perduto era serrata e con essa la Via al Cielo. Ma questa tragedia non tormentava i viventi in quanto ora la fonte di ogni gioia si limitava ai beni materiali ed alla soddisfazione dei sensi! (come oggi quasi dopo 2.000 anni dalla Redenzione!). 

Il Diluvio distrusse quasi totalmente questo Regno assoluto di Satana. Noé, ed i suoi, appena 8 persone danno origine alla nuova umanità. In virtù della rinnovata Benedizione Divina dell'Arcobaleno, in questa stirpe germogliarono molti giusti i quali vivevano nella perfezione del­la Legge Naturale. In Noé Dio minacciò Satana con il crollo del suo Regno. Nella santità, carità ed obbedienza di Abramo, Dio creò il Popolo del Messia, sfracellò così il volto orrendo di Lucife­ro, il quale divenne cieco, e non vide più i chiari segni della Redenzione umana mediante la morte futura del Redentore. 

Nell'Antico Testamento da Abramo in poi gli Angeli si prendono forme visibili agli uomini come Messaggieri di Dio, sia come difensori dei popoli. Ecco alcuni esempi dalla Bibbia: 

II primo Angelo che la S. Scrittura presenta è un Cherubino "con la spada fiammeggiante che Dio posò sull'Ingresso del Paradiso Terrestre, dopo che ha fatto uscire da questo luogo di deli­zia Adamo ed Eva. Angelo di cui non è stato rivelato il nome apparsa ad Agar, schiava di Sara, moglie sterile di Abramo. Per sottrarsi dalla mano pesante di Sara, Agar fugge nel deserto di Sur. Qui Angelo le viene incontro e disse: "Agar, torna alla tua padrona ed umiliati sotto la mano di Sara. Vedi, hai concepito e partorirai un figlio, e lo chiamerai Ismaele. Dio t'ha esaudito nella tua afflizione. Ismaele sarà un uomo fiero e padre di dodici tribù del deserto. Agar obbedì all'Angelo, e ritornò a Sara sua Padrona nella casa di Abra­mo. 

Angeli, come esecutori della condanna divina contro Sodoma e Gomorra. Mancando i dieci Giusti nella Decapoli di Sodoma e Gomorra, fal­lita anche la generosa supplica di Abramo ai tre Pellegrini, che lui accolse ed ospitò con signorile generosità, e che non furono altro che le 3 Perso­ne della SS. Trinità. Pia tradizione è questa, in quanto solo Dio può promettere un figlio a termi­ne fisso fra un anno, ad una coppia di 90 e 100 anni. Solo Lui può misurare ai singoli ed ai popo­li, quando i loro delitti traboccano perfino la Divina tolleranza e la Giustizia Divina deve intervenire, perché Dio lascia fare, però mai sopraffare! 

In Sodoma abitava anche il nipote di Abramo, Lot, figlio del suo fratello morto in Caldea. Due Angeli arrivarono nella casa di Lot in forma umana. Gli abitanti di Sodoma vedendo i due uomini, volevano abusarli e per la loro violenza quasi già sfondavano la porta della casa di Lot. I due Angeli allora stesero le mani e colpirono di cecità dal piccolo al più grande, così che non potevano più trovare la porta. "Sul fare del gior­no, gli Angeli sollecitarono Lot e la sua famiglia di lasciare Sodoma. 

Allora Dio fece piovere dal Cielo su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco e tutti i dintorni. Il Mar Morto è la tomba a queste dieci città. È un tre­mendo ammonimento ai viventi di questo scorcio di secolo di rinsavire, ritornare a Dio, perché con le armi odierne si possono distruggere non dieci città e dintorni, ma intere Nazioni e Continenti. Il peccato dell'omosessualità oggi è più distruttivo, in quanto contamina orribilmente la terra, la famiglia, in quanto Gesù, il Figlio di Dio lo santi­fica con la Sua presenza reale in ogni Tabernaco­lo del mondo! Dio non può creare ed infondere in una persona "natura gay", cosa che Lui nella Bib­bia chiama: ABOMINEVOLE. Dio crea sempre e solo cose buone ed ottime, ma l'ambiente, edu­cazione ed astuzia di Satana non può tentare ed inculcare ogni vizio che rovina il morale! 

Giacobbe, figlio di Isacco, nipote di Abramo, fuggendo dall'ira di suo fratello Esaù, si incam- 

minò verso Haran di Mesopotamia. Mentre ripo­sò, in sogno vide una scala che dalla terra tocca­va con la cima il Cielo. Gli Angeli di Dio saliva­no e discendevano per essa. Dio, appoggiato sulla scala disse a Giacobbe: "Nella tua discendenza saranno benedette tutte le tribù della Terra". Sve­gliando Giacobbe dal suo sogno disse: "Quanto è terribile questo luogo! Altro non è che la Casa di Dio e la porta del Cielo!" Questa esclamazione di Giacobbe, San Michele Arcangelo ripete parola per parola nella sua apparizione nella Grotta in Monte S. Angelo, nell'anno 490 dopo Cristo. Come si legge nell'Antico Testamento, fu Gerico la terra scelta, dove apparve San Michele Arcan­gelo in forma di soldato a Giosué, il nuovo con­dottiero di Israele, dopo la morte di Mosè. Gio­suè si trovava a Gerico preoccupato per la con­quista per essa. Alzando gli occhi, vide dinanzi a sé un uomo, con la spada sguainata. Sorpreso da questo insolito atteggiamento gli domandò: "Sei tu dei nostri o dei nemici?" 

"No, rispose egli, sono un Principe dell'eserci­to del Signore ed arrivo in questo momento". Giosuè cadde con la faccia a terra dicendo: "Che cosa comanda il mio Signore al suo servo?" "Slegati i calzari dei piedi, perché il luogo dove stai è santo!" Tutti i credenti dovrebbero riflettere seriamente sull'eccelsa santità e gloria di S. Michele che, dove pose i suoi piedi, nelle apparizioni questi luoghi divennero da Lui santi­ficati. Quanto più santificherà l'anima dei suoi vero devoti, i quali sono in contatto spirituale con Lui mediante le loro preghiere umili e fiduciose. Lui presenterà le loro suppliche come incenso gradito alla SS. Trinità. 

Non meno importante è la seconda apparizione di S. Michele durante l'Esodo degli Ebrei sul Monte Oreb, descritta nella lettera di S. Giuda Apostolo. Conoscendo il diavolo dove Dio ha seppellito il corpo di Mosè, volle scoprirlo al Popolo Israele, per indurre questa gente instabile nel Bene, ad adorare Mosè, come Dio. 

Il santo zelo di S. Michele per salvare gli Ebrei da una nuova caduta ed infedeltà, affrontò Satana sul sepolcro di Mosè con l'arma dell'intelletto, convincendolo del gran male che voleva fare. Nonostante la sua invincibile potenza e suprema gloria, non ardì ad attribuire a se stesso la vitto­ria, oppure pronunziare sentenza di maledizione o vero (come fanno i figli di Adamo) ma disse solo a Lucifero con grande umiltà "TI REPRIMA IL SIGNORE!" (Lett. S. Giuda ap.) 

Fino ad oggi nessuno è stato in grado di ritro­vare la tomba di Mosè. Questo grande amico di Dio, dopo quasi 1600 anni dalla sua morte, apparve con Elia al fianco di Gesù Cristo nella gloria della Trasfigurazione sul Monte Tabor. È lecito pensare che a motivo della sua singolarissi­ma missione, dei suoi privilegi, per il suo eroico amore per il Popolo affidato da Dio a lui, gli fu concesso di entrare nel Cielo insieme con tutti i risuscitati, nel giorno della gloriosa Ascensione di Gesù al suo Padre Celeste. La riapertura del Cielo ai discendenti di Adamo ad ogni razza e tribù, dovrebbe formare la Festa Universale al Mondo intero! Dolorosamente come disse Evan­gelo, la preferenza universale è per il regno di Satana: "Larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione e MOLTI SON QUELLI CHE ENTRANO PER ESSA; mentre STRETTA E’ LA PORTA E ANGUSTA E’ LA VIA CHE CONDUCE ALLA VITA!" (Mat. 7,13). 

Dio, nel Suo Infinito Amore dispose, che l'eroica santità di Mosè sia glorificata anche sulla terra. Infatti, in Venezia esiste da secoli una meravigliosa chiesa, dedicata a Mosè. Ivi il suo culto è sempre vivo e la sua intercessione per i popoli è sempre efficace! 

Gedeone. Dopo alcuni secoli S. Michele Arcangelo apparve a Gedeone nella città di Efra, figlio di Joas e disse: "Il Signore è con te, o uomo fortissimo. Io sarò con te; sconfiggerai i Medianiti come fosse un uomo solo!" E S. Michele lo inviò a distruggere tutti i falsi Dei esi­stenti nei boschetti della sua famiglia e poi in tut­ta la città. Gedeone ubbidì con generosa prontez­za. 

Tobia. Arcangelo S. Raffaele in veste di sem­plice pellegrino, sotto il nome di Azaria fu la gui­da fidatissima del giovane ed inesperto Tobia nel paese lontano e sconosciuto di Media. Arrivato nella casa dello zio Raguele, la figlia di lui, Sara fu trovata vessata dal demonio e come raccontò il Padre di lei, il demonio ha ucciso sette mariti del­la sua figlia. Arcangelo Raffaele liberò Sara da questa insidia satanica sollecitamente. Tra gioia e riconoscenza dei genitori di essa, il giovane Tobia e Sara festeggiano il loro matrimonio. Tor­nando a Ninive, S. Raffaele con il fiele della pesce invita Tobia di guarire la cecità del suo padre. S. Raffaele rifiuta la ricchissima ricom­pensa rivelando la sua vera identità: IO SONO L'ANGELO RAFFAELE, UNO DEI SETTE CHE STANNO DINANZI AL SIGNORE". Ciò udito caddero tutti tremanti con la faccia a terra. Non temete, se sono stato con voi è stato per Volontà di Dio; Lui benedite, Lui cantate lodi. E scomparve. (Tobia, 1,14). 

I sublimi, molteplici insegnamenti dell'Arcan­gelo S. Raffaele dovremmo tutti meditare ogni giorno. Sono una miniera d'oro questi consigli angelici, per vivere felicissimi sulla terra e beati in Cielo! Per non prolungarmi molto, trascrivo solo una piccolissima parte dell'istituzione dell'Arcangelo S. Raffaele. Dobbiamo arrossire come siamo lontanissimo dalla santità degli anti­chi, noi che abbiamo Dio vivo in ogni tabernaco­lo, non solo nel Tempio di Gerusalemme! 

Parla S. Raffaele: "Lodevole rilevare e manife­stare le opere di Dio. Buona è l'orazione unita al digiuno. Meglio far elemosina che metter da par­te mucchi d'oro. Perché l'elemosina libera l'ani­ma dalla morte; essa purifica come penitenza, fa trovare la Misericordia e la Vita Eterna. Quelli invece che fanno il peccato e l'iniquità SONO NEMICI DELLA LORO PROPRIA ANIMA!" (Tobia 1,7). 

Eliodoro. Stupenda è l'apparizione di S. Michele Arcangelo nel ricostruito Tempio di Gerusalemme, sotto il Pontificato del grande sacerdote Onia. 

Eliodoro, ministro alla corte del Re degli Assi­ri, fu mandato a Gerusalemme a requisire tutte le ricchezze contenute nel Tempio. Mentre Eliodoro con i suoi uomini si accingeva di mettere in ese­cuzione il suo mandato, apparve nel Tempio un cavallo ornato di ricchissima bardatura, con un maestoso, terribile cavaliere sopra, rivestito da un'armatura d'oro. Esso, muovendosi con impe­to, colpiva Eliodoro con gli zoccoli anteriori del cavallo. Apparvero anche due altri giovani di aspetto vigoroso di splendida bellezza e con vesti magnifiche. Essi, postigliosi di qua e di là, lo per­cuotevano ininterrottamente, infliggendogli mol­tissimi colpi. 

Eliodoro cadde subito per terra, lo presero i suoi uomini e messolo su una sedia portatile, lo condussero via. S. Michele con bontà disse a lui "RENDI GRAZIA AL SOMMO SACERDOTE ONIA, PERCHÉ PER AMOR SUO IL SIGNO­RE TI HA LASCIATO IN VITA. TU POI, DA DIO COSI’ FLAGELLATO, ANNUNZIA A TUTTI LA GRANDEZZA E LA POTENZA DI DIO E LA SANTITA’ DELLA SUA CASA!" (Mac. 2) 

Questa storia vera di Eliodoro mostra a tutti l'immutabile santità di Dio ed il sempre ardente zelo di S. Michele nel difendere con i suoi Angeli l'onore di Dio ed onore del suo Tempio. Se oggi non vediamo interventi così miracolosi, non significa che i ladri di oggetti sacri o espropriato­ri di essi a scopi profani o lucrosi, come musei, mostre a pagamento oppure disprezzo ideologici, non verranno puniti nel mondo dell'Aldilà, dove esiste solo il Tribunale della Divina Giustizia, senza interferenza terrestre. Valido anche per chi tollera la moda provocante ed indecentemente scandalosa nel luogo sacro e durante le funzioni sacre. 

Zaccaria. Il Sommo Sacerdote Zaccaria e la sua moglie Elisabetta furono sommessi nel più profondo dolore per la mancanza dei figli. Il Cuore misericordioso di Dio per consolarli, mandò Arcangelo Gabriele a portare a Zaccaria la buona notizia, che Elisabetta sua moglie nella sua vecchiaia partorirà un figlio, sarà Profeta dell'Altissimo e che chiamasse Giovanni. Mentre Abramo gioiva ad un simile messaggio, Zaccaria non gli restava fede, perciò S. Gabriele lo puniva istantaneamente e perdette la parola e diventò muto per la sua incredulità. 

S. Anna e Gioacchino. San Gabriele Arcange­lo è sempre il grande Messaggiero della vera Gioia e consolazione divina ad ogni cuore ansio­so e tribolato. S. Gioacchino ed Anna, furono considerati secondo la Legge Antica, a causa del­la sterilità del loro matrimonio come castigati da Dio. Chi può immaginare la meraviglia dell'umi­le S. Anna, vedendo S. Gabriele apparire nel suo splendore portando il divino messaggio, che dopo 20 anni di amare lacrime e preghiere, Dio la eles­se per Madre della futura Madre di Dio. La sua figlia sarà Colei, che rivestirà con carne mortale il Dio immortale. Si chiamerà: MARIA. 

L'Annunciazione del concepimento di Maria SS. glorifica l'Eterna Sapienza Divina, che preor­dinava ab eterno in conformità alla futura gloria e dignità della maternità divina di Maria SS., e del­la gloria della propria Maestà Divina e del Suo Unigenito. 

Se il preannunzio di certe nascite fu conve­niente per alcuni eletti, per missioni minori, per Maria SS. fu esigenza divina della giustizia in ordine della Grazia, predestinata per dare la materia alla Sacra Umanità di nostro Signore Gesù Cristo. In Gesù e Maria SS. sono realizzate tutte le promesse dell'Antico Testamento, com­preso la DONNA VITTORIOSA promessa ad Adamo, mentre il Nuovo Testamento insegna la Via Nuova che scaturisce dalla Redenzione umana, con la riapertura del Cielo all'umanità finora chiuso. 

  

GLI ANGELI DEL NUOVO TESTAMENTO

Per annunziare il più grande evento di tutti i tempi ed in tutti i secoli, cioé l'Incarnazione del Verbo Divino, Unigenito Figlio dell'Eterno Padre, fu scelto di nuovo S. Gabriele Arcangelo. È lui, che nel silenzio della notte stellata di Naza­ret fece risuonare per la prima volta: "AVE MARIA". Da quel momento nell'Universo intero riecheggia in tutte le lingue questo angelico salu­to. 

Non solo l'Antico, ma anche il Nuovo Testa­mento è ricchissimo di interventi angelici. Glori­ficano e servono con grande sollecitudine in ogni circostanza la Sacra Famiglia. Cantano Lodi al Verbo Incarnato. Con premura invitano i pastori di Betlemme a venire ad adorare il nato Bambi­no. Trasmettono a S. Giuseppe ogni comando dell'Altissimo. 

Portano ristoro a Gesù affamato nel deserto, dopo 40 giorni di digiuno. Sono compagni invisi­bili a Gesù in ogni Suo cammino sulle polverose vie della Palestina. Commovente la compassione dell'Angelo che consola Gesù agonizzante nell'Orto degli Ulivi, che tutti ritengono, per la grande dignità di Gesù, che poteva essere solo San Michele Arcangelo. Che la Paterna Bontà di Dio conceda a tutti noi la grazia che S. Michele venga a consolare anche noi nella nostra agonia! 

Sono ancora gli Angeli presenti nell'interno della tomba vuota di Gesù e proclamare alle don­ne pie la gloriosa Resurrezione di Lui. Nel momento della radiosa Ascensione di Gesù nel Regno dei Cieli con i miriardi di anime beate dell'Antico Testamento, discendono ancora gli Angeli a consolare gli Apostoli ed i discepoli e le pie donne, impietriti dal dolore per la dipartita del loro amato Maestro e Signore. 

Nella Chiesa nascente, per comando di Maria SS., gli Angeli svolgevano interventi decisivi. Un Angelo liberò S. Pietro dal carcere. Trasmettono le Istruzioni della Madonna SS. agli Apostoli, dispersi in ogni contrada del mondo e predicando l'Evangelo di Gesù. Maria SS. fu per 20 anni amata Guida della Chiesa nascente, fino alla bea­ta morte. Per tre giorni gli Angeli custodivano la tomba della Vergine, e poi tra canti di gioia e leti­zia seguirono l'Assumzione di Maria SS al Cie­lo sulle braccia del Suo Figlio Gesù, nell'anima e corpo, circonfusa di un inenarrabile gloria cele­ste. 

San Michele Arcangelo, con tutti i suoi Angeli si mostrò sempre molto premuroso nel difendere il piccolo gregge di Cristo, non solo in Oriente, ma anche in occidente. Come l'Amore vicende­vole cimentò i primi cristiani in "UN CUORE ED UN'ANIMA SOLA!". Così la gratitudine dei credenti ed i Pastori del Gregge spronò i cuori ad erigere altari, cappelle, chiese in onore di S. Michele e dei suoi Angeli. 

Accade nell'anno 452, che arrivò in Italia il Re degli Unni, Attila, bruciando e devastando tutto là dove passò con la sua armata. Così per lui aprì la strada anche verso Roma. Il grande Pontefice San Leone Magno gli venne incontro fino alla periferia, supplicando di risparmiare la città con i suoi abitanti. Dopo un breve colloquio, Attila promise la pace, ed accinse con i suoi soldati incamminare sulla via del ritorno. 

Ma i suoi generali, i quali speravano già di tro­vare ricchi bottini, lo rimproverano per la sua insolita clemenza. Attila rispose: "NON MI SONO IO ARRESO PER LE PAROLE DEL PAPA: MI SONO ARRESO PERCHÉ HO VISTO UN ANGELO SPLENDENTE COME IL SOLE CON LA SPADA SGUAINATA DIETRO IL PONTEFICE, pronto ad uccidermi!" Così ini­ziò il Principe degli Angeli, San Michele la sua fedele assistenza ai Pontefici della Chiesa Roma­na e continuerà fino alla fine del mondo, dove vicino a Gerusalemme, nella valle di Giosafat, Gesù ritornerà glorioso per il grande Giudizio Universale ed inaugurerà il "Nuovo Cielo e la nuova terra". 

Passarono poco più di cento anni, e S. Michele apparso di nuovo nella città di Roma, sopra l'antica tomba dell'imperatore Adriano. Sulla sommità di questo Mausoleo, durante una proces­sione di penitenza, e di impetrazione, implorando da Dio la cessazione della peste, il Papa S. Gre­gorio Magno vide S. Michele Arcangelo come rifondeva la sua spada e la peste si fermò. 

Questo grande miracolo avvenne nell'anno 599 e la gratitudine del popolo romano erigeva una statua sulla cima della tomba, e già dopo la prima apparizione del Celeste Principe volle chiamare "CASTEL SANT'ANGELO". 

Dopo Roma S. Michele apparve in Francia nell'anno 708 a San Auberto abate, pregandolo di erigere sulla vetta del Monte Tombe un santuario in suo onore. Il santo Abate eseguì con diligenza il comando S. Michele. 

Da quell'apparizione il Monte Tomba cambiò nome e da secoli si chiama Monte Saint Michel. Durante 1a Rivoluzione Francese l'abbazia fu tra­sformata in carcere per lungo tempo. Oggi, risplende di nuovo nella sua antica bellezza e meta incessante ai devoti di S. Michele ad ogni lingue dei suoi devoti. 

Ad ogni punto della terra, laddove S. Michele pose i piedi, lui alza la Croce dicendo: "ECCE CRUCEM DOMINI, FUGGITE POTENZE NEMICHE!" Ecco la Croce del Signore fuggite potenze nemiche!" 

  

L'INCREATA NATURA DIVINA E LE DUE NATURE CREATE: NATURA ANGELICA, NATURA UMANA

Per conoscere meglio S. Michele nella sua Natura Angelica, si deve riflettere singolarmente sulle tre nature esistenti: la Natura Divina, la Natura Angelica, ed infine la natura umana. 

LA NATURA DIVINA è increata, esiste da tutta l'Eternità ed appartiene solo esclusivamente a Dio eterno in tre Persone Uguale e distinte: Padre, Figlio, Spirito Santo. Unica Natura, Unica Sostanza! Mistero immenso, impenetrabile ad ogni intelligenza creata, sia Angelica che umana. Tra le tantissime infinite perfezioni della Natura Divina, come Onniscienza, Immensità, etc., vi è la Sua Onnipotenza, cioé la facoltà di creare dal nulla con un atto della Divina Volontà miriardi di esseri tutti differenti tra di loro, milliori di mondi per comporre l'Universo. Oltre la semplice esi­stenza di questi corpi celesti ognuno è regolato da leggi immutabili ed in perenne movimento, senza incidenti o cambiare la sua traiettoria stabi­lita da Dio al momento della Creazione. 

Nel secolo presente, grazie alla conquista dell'Astronomia e ai voli spaziali, abbiamo mag­gior conoscenza del meraviglioso funzionamento del Creato come nei secoli passati, ciò obblighe­rebbe l'umanità ad adorare ed amare sopra ogni cosa Dio Creatore con i misteri nascosti nella Sua Natura Divina. Lui è Alfa ed Omega! 

LA NATURA ANGELICA contiene molti doni e misteri che sulla terra l'umana limitatezza non può nemmeno avvicinare, nonostante che trascorriamo la nostra esistenza terrena nella compagnia di un Angelo! L'Onnipotenza Divina come tutto, anche i miriardi e miriardi di Angeli creò dal nulla, con solo il suo "Fiat come purissi­mi, fulgidissimi Spiriti per la sua lode e gloria e per assistere agli uomini sulla terra in ogni loro difficoltà nel cammino verso la Patria Celeste. La natura Angelica è propria solo agli Angeli sta al vertice della Creazione. I suoi naturali doni e pri­vilegi sono: immortalità, volontà immutabile, acutissima intelligenza che penetra e conosce tut­te le leggi e segreti del mondo materiale. Però non può, come fa Dio, creare dal nulla, ma solo variare le relazioni tra gli elementi già esistenti; come apparire in forma umana, causare terremo­ti, temporali, lampi, tuoni, etc. 

Gli Angeli ribelli con capo Lucifero hanno conservato tutti i componenti caratteristici della Natura Angelica, sono privi solo della grazia san­tificata che racchiude in sé la gloria futura di ogni creatura. Se perde questa Grazia con il peccato, perde anche come gli Angeli ribelli la Visione Beatifica di Dio nella felicità eterna. Gli Angeli Buoni al contrario degli Angeli ribelli, tutti i loro doni e potere adoperano per salvare ed aiutare tutti gli uomini anche con i miracoli, come ha fat­to S. Michele che salvò Roma dalla terribile epi­demia, guarire infermità come consigliò S. Raf­faele al Tobia jr. di guarire dalla cecità suo padre, e molti altri. Con beneplacito Divino ogni Ange­lo può fare prodigi, come l'Angelo inviato a gui­dare S. Pietro attraverso diverse porte chiuse del carcere, che in via normale il corpo dell'Apostolo ancora in carne mortale non avrebbe potuto attra­versare. Un altro fulgido esempio in S. Gabriele Arcangelo, che a porte chiuse entrò a mezzanotte nella stanzetta di Maria SS. salutandola in nome dell'Altissimo. Un'altra caratteristica della natura Angelica di muoversi con la velocità del pensiero e del lampo. Così l'Angelo, che Dio mandò al Profeta Abacuc, il quale stava in Giudea ed accingeva di portare la buona minestra fumante ai suoi mietitori, Angelo sollevò il Profeta, ed in un batter d'occhio lo trasportò in Babilonia, sen­za che la minestra si raffreddasse, per ristorare il Profeta Daniele con i suoi due compagni, nella fossa dei leoni. "DANIELE SI ALZO’ E MAN­GIO’ E L'ANGELO DEL SIGNORE RIPORTO ABACUC IN UN ISTANTE IN GIUDEA. (Dan. 14,32). 

Anche se miriardi e miriardi è il numero degli Angeli, come vide S. Giovanni apostolo nell'Apocalisse, non ve ne sono due uguali tra di loro. Si distinguono nella personalità, nel potere, nella fulgida bellezza nella gloria, nello zelo e nell'intelligenza sublime. 

Tutti gli Angeli furono creati nello splendore della Grazia Santificante, ma moltissimi tra di essi la perdettero per istigazione di Lucifero, un po' per colpa propria con la libera adesione alla sua ribellione. 

A questi fulgidi Spiriti, Dio preparò una dimo­ra eterna nei Cieli dei Cieli. I sette primi Principi Angelici stanno al soglio del Trono divino, immersi nell'insondabile felicità, come vide S. Paolo: "NÉ ORECCHIO UDI, NÉ OCCHIO VIDE, NÉ IL CUORE PUO’ DESIDERARE, CIO' CHE DIO PREPARO' A QUELLI CHE LO AMANO!" 

Tutti questi privilegi e tanti altri misteri della Natura Angelica, Dio effuse in misura sovrab­bondante nella persona del supremo Principe Lucifero. La sua sovrangelica bellezza e luce riempiva con ammirazione tutti gli Angeli. Era la luce fulgente, destinata ad illuminare i suoi sud­diti. Infedele alla sua elezione, ingrata per i doni gratuiti sì eccelsi, si cambiò in tenebre. Il suo esempio trascinò con sé moltissimi Angeli tra­sformati in orribili demoni, ed ha per seguaci moltissimi uomini. La prima che lo ascoltò fu Eva e credette all'inganno satanico. Nella sua caduta si trascinò con sé anche Adamo e tutti i loro discendenti, eccetto la Vergine Immacolata, che riparò i loro misfatti, ed i nostri misfatti. 

  

CHI E’ SAN MICHELE ARCANGELO?

Nella creazione del mondo Angelico, Dio col­locò San Michele al secondo posto, dopo Lucife­ro. Il Creatore divise gli Angeli in tre gerarchie ed in nove Chori: I LORO NOMI SONO RIVE­LATI NELLA S. SCRITTURA: SERAFINI, CHERUBINI, TRONI, DOMINAZIONI, POTE­STA’, PRINCIPATI, VIRTU’, ARCANGELI ED ANGELI. Gli Angeli rimarranno per tutta l'Eter­nità nel medesimo coro. Tutti questi fulgidi e potenti Spiriti ardono dal desiderio di compiere la Santissima Volontà di Dio, con la velocità del pensiero. 

S. Michele, vedendosi uno dei primi Principi, rivestito di potenza, gloria e splendore più degli altri Angeli, si umilia, si getta ai piedi di Dio e riconosce con profonda gratitudine che la sua magnificenza nella natura Angelica e tutti i doni, privilegi nell'ordine della Grazia sono gratuiti, senza alcun merito preventivo da parte sua, o alcun diritto a tali dignità, in quanto fu creato dal nulla e la sua origine rimarrà sempre nulla. Un amore serafico, una dedizione profonda inonda il suo essere e si annienta nella contemplazione del­la Bontà e dell'Amore Divino. In questa quieta armonia del Cielo, nulla poteva presagire i fune­sti eventi di una guerra imminente, che tanto diraderà le loro file in ogni coro Angelico. 

  

LA PROVA DEGLI ANGELI E LA SCONFITTA DEI RIBELLI PER MEZZO DI S. MICHELE ARCANGELO

Tanto prima che il Creatore ponesse il fonda­mento visibile della Creazione, pose come fonda­mento invisibile ma reale: l'OBBEDIENZA a tutte le creature ragionevoli, siano angeli oppure uomini. 

Gesù Cristo acquista la sua nuova aggiuntiva gloria come CAPO DELL'UMANITÀ. mediante l'obbedienza ai decreti eterni della SS. Trinità. Maria SS. percorra la via regale della Maternità Divina con la sua umile "Fiat mihi secundum verbum tuum". Obbedire a Dio fu la prova anche agli Angeli, prima che venissero confermati nella Visione Beatifica, che consiste sia agli Angeli vittoriosi, sia agli uomini di vedere Dio nella Sua eterna gloria a faccia a faccia. 

Tutti gli Angeli ricevettero una chiara visione dell'Essere Divino e delle sue infinite perfezioni, e dovevano riconoscere la Maestà Divina come loro Signore e Creatore, Autore della loro esi­stenza: adorarLo, ServirLo, amarLo come loro Unico Sommo Bene. 

Gran parte degli Angeli ubbidì con gioia e con umiltà, offrendo con amore la propria adorazione e la propria esistenza per adempiere in tutto la Volontà Divina. Anche Lucifero si sottomise, però più per convenienza che per amore, essen­dogli per il momento impossibile di sottrarsi a sì dolce comando. Anche perché l'orgoglio stava appena germinando in lui. Era il piccolissimo seme del Male, che poi diventò il gigantesco albero dei peccati di ogni specie, di cui frutti la morte e la morte eterna riempirono anche la terra intera. 

In un secondo tempo, come si legge nelle visioni della Badessa Maria Agreda nel meravi­glioso libro: Mistica Città di Dio fu mostrato il Verbo Divino, rivestito della natura umana, da Dio molto prediletta e molto favorita, fino ad innalzarla al Trono della SS. Trinità nella Perso­na del Suo Figlio Unigenito. Dio invitò tutti gli Angeli di adorarlo come loro Re e servirLo, non solo nella Sua Natura Divina, ma anche unita ipostaticamente con la natura umana. Con il lume della Grazia attuale, Dio illuminò tutti gli Angeli sui meriti infiniti del Suo Figlio umanato e che, preventivamente ha meritata anche per ognuno di essi tutte le Grazie e Doni che posseggono, com­preso la futura gloria e felicità senza fine, che attende tutti loro nella VISIONE BEATIFICA. 

Osanna, esultanza, sottomissione da parte degli Angeli obbedienti, ammirazione e stupore per sì grande accondiscendenza ed umiliazione del Ver­bo Divino! 

Non così Lucifero. La sua ripugnanza verso la natura umana cresce, e se prima obbediva con mala voglia, ora proprio non ne può più! Invidia inonda il suo spirito insuperbito, accecato per la sua suprema bellezza e potenza personale e con sdegno resiste ai Voleri di Dio. Invita anche gli altri Angeli alla disobbedienza, promettendo loro un Regno indipendente da quello di Cristo uma­nato. Lui, Lucifero sarebbe il capo, e loro altret­tanti Principi! Diceva con grande superbia: "SALIRO' IN CIELO, AL DI SOPRA DEGLI ASTRI DI DIO, INNALZERO' IL MIO TRO­NO... SALIRO' SULLA SOMMITA’ DELLE NUVOLE... SARO' SIMILE ALL'ALTISSIMO! (Is. 14,13) 

Questo suo insensato grido di ribellione rie­cheggiò in tutto l'ambiente celeste e fu raccolto da un terzo degli angeli. Iniziò così la grande e tremenda guerra in Cielo, per spodestare Dio ed appropriarsi del Suo trono. 

Vedendo S. Michele il caos ed il tumulto pro­vocato dai ribelli, con voce potente esclamò: CHI E’ COME DIO! e si sprofondò nel suo nulla al fronte del Creatore di ogni esistenza. Lo adora ed offre il suo amore fedele, tutto il suo essere al servizio della Maestà Divina, per difendere il Suo Onore e Gloria conculcata dai ribelli ingrati. 

Con discorso infiammato per la gloria del Signore, esorta tutti gli Angeli a resistere all'insana ribellione di Lucifero, ricordando a loro il sacro dovere di adorazione e di gratitudine verso Dio con umile sottomissione per gl'immen­si. benefici ricevuti. Invita tutti ad accettare con umile amore tutti i disegni e progetti che riguar­deranno l'Incarnazione del Verbo Divino. Il Figlio Unigenito del Padre è e sarà sempre il nostro Re e Creatore, anche sotto le spoglie della natura umana. 

A questo punto interviene Dio, con il suo terzo comando, dissimulando con pazienza divina il grande tumulto, causato da Lucifero e dai suoi partigiani. L'autenticità questo fatto vide e descrive S. Giovanni apostolo nell'Apocalisse: "APPARE UN SEGNO NEL CIELO: UNA DONNA RAVVOLTA NEL SOLE E LA LUNA SOTTO I PIEDI, E SUL CAPO UNA CORONA DI DODICI STELLE. ED ESSENDO INCINTA GRIDAVA TRA LE DOGLIE DEL PARTO". (Apoc. 12) In questa visione stupenda mostrò Dio a tutti gli Angeli la divina maternità di Maria SS. ed in via intellettiva l'Unione Ipostatica della Natura Divina con la natura umana nella Sacra Persona di Gesù Cristo: "Magnum pietatis Sacra­mentumo". (Tim. 3,16) Per salvare molti Angeli, di nuovo incerti e titubanti S. Michele esortò: "O Angeli, veneriamo, ossequiamo questa Donna singolare e benedetta, che sarà il Capolavoro del­la SS. Trinità, la Madre futura del Verbo Incarna­to, e la nostra gloriosa, amabile Regina in avveni­re". 

"No! Non servirò mai ad una natura inferiore alla mia, quale é la natura umana!" rispose Luci­fero, e con lui gridarono moltissimi suoi seguaci. 

Dio rispose: "EBBENE, QUESTA DONNA A CUI HAI NEGATO OSSEQUIO E NON VOLE­VI SOTTOSTARE, SARA’ COLEI CHE TI SCHIACCERA’ IL CAPO E DA LEI SARAI VINTO E ANNICHILITO. PERCHÉ SE PER LA TUA SUPERBIA ENTRERA’ LA MORTE NEL MONDO FUTURO, PER LA SUA UMILTA’ ENTRERA’ LA VITA E LA SALUTE A TUTTI I MORTALI, 1 QUALI GODRANNO IL PREMIO E LA CORONA CHE TU ED I TUOI AVETE PERDUTO PER SEMPRE! (Sal. 23) 

I seguaci di S. Michele decidono unanimamen­te di difendere onore del Verbo Incarnato; e della Sua futura Madre e gloriosa Regina del Creato. 

A questo punto Lucifero proruppe contro que­sta tanto prediletta Donna da parte di Dio con aspri insulti e bestemmie orribili, fino allora mai uditi nell'ambiente del Cielo! "CHI E’ COME DIO!" esclamò di nuovo S. Michele, sdegnato contro i ribelli e scatena una grande guerra in Cielo, come vide S. Giovanni apostolo sull'Isola di Pathmos, e descrive fedelmente nell'Apocalis­se. "MICHELE ED I SUOI ANGELI GUER­REGGIARONO COL DRAGO. ED IL DRAGO GUERREGGIO’ ED INSIEME CON LUI I SUOI ANGELI. E NON CE LA POTERONO, NÉ SI TROVO PIU' POSTO PER LORO NEL CIELO. E FU PRECIPITATO GIU' II. GRAN DRAGO, IL SERPENTE ANTICO, CHE È CHIAMATO DIAVOLO E SATANA, IL SEDUTTORE DI TUTTA LA TERRA". I SUOI ANGELI FURO­NO PRECIPITATI CON LUI. San Michele con la Potenza Divina lo strinse con catena e lo buttò nell'Inferno. (Apoc. 12,7). Per Lucifero seguì un castigo, adeguato al suo peccato. L'Angelo ribel­le si vede trasformato in un mostro orribile, con sette teste, simbolo delle sette Legioni in cui furono divisi ed ordinati gli Angeli caduti, tra­sformati anche essi in ripugnanti Diavoli. Lucife­ro nominò un capo ad ogni Legione, secondo i sette vizi capitali: SUPERBIA, AVARIZIA, LUSSURIA, IRA, GOLA, INVIDIA, ACCIDIA. Peccati nei quali dopo la creazione del mondo, trascineranno i poveri incauti figli di Adamo nel loro Regno dell'eterno dolore, in quanto sono tut­ti peccati mortali. 

Terminata la guerra tra gli Angeli, S. Michele e gli Angeli fedeli videro con stupore che abisso nella terra informe si aprì e Lucifero, nella forma di un orrendo dragone rosso fu precipitato con tutti i suoi Angeli. Nella profondità dell'Inferno, Lucifero comprese il suo fatale sbaglio e che la sua tragedia ormai è irreparabile: "IL DIADEMA DEL NOSTRO CAPO E’ CADUTO; sciagura a noi che abbiamo peccato!" (Geremia, 5,16). Ma era tardi... ormai troppo tardi ... per sempre ...per un'Eternità! Che la Misericordia del Buon Dio liberi tutti noi poveri peccatori da simile pre­sunzioso calcolo e sbagli!!! 

Tornata la quiete, tornata la separazione delle Tenebre dalla Luce il peccato della Grazia Santi­ficante, lo sguardo addolorato ed il cuore treman­te di dolore, Dio cercò consolazione presso la "Visione della donna rivestita dal Sole" sospiran­do i secoli della Sua Creazione e con impeto divi­no sussurrò: "Ave, Ave o Piena di Grazia. Io sarò sempre con Te!" Poi l'Altissimo si rivolse a S. Michele e si congratulò con lui per la sua splen­dente vittoria e per la sua incrollabile Fedeltà che salvo miriardi di Angeli. 

Contemplando l'Altissimo il grande vuoto lasciato dai ribelli, fu ferito nell'Amore del Padre e Creatore a fronte di sì crudele ingratitudine e si sfoga in un amaro lamento, parlando come a se stesso: "Tu eri sigillo di perfezione, pieno di sapienza, al colmo dello splendore: eri nelle deli­zie del Paradiso di Dio, ogni sorta di pietre pre­ziose ingemmava la veste che ti copriva: il sar­dio, il topazio, la iaspide, il crisolito, l'onice, il berillo, lo zaffiro, lo smeraldo. 

L'oro fu apprestato in servizio della tua bellez­za e la filigrana era preparata per il giorno in cui saresti stato creato; tu eri un Cherubino che stende l'ali protettrici. Io ti avevo posto sul mon­te santo di Dio e tu incedevi in mezzo a pietre infuocate. Perfetto nei tuoi procedimenti dal giorno in cui fosti creato fino a tanto che, l'ini­quità fu ritrovata in te ...! il tuo interno si riempì di iniquità ed hai PECCATO! Ed io ti scacciai dal monte di Dio e ti mandai in perdizione, o Cherubino... in mezzo alle pietre fiammeggian­ti... 

Il tuo cuore s'innalzò nella tua bellezza e nella tua bellezza hai perduto la sapienza: Io ti ho get­tato, a terra, nel cospetto dei re... Quanti fra le nazioni avranno veduto resteranno attoniti per la tua sorte! (Ez. 28,17)... "Come sei caduto dal Cielo, o Lucifero, che nascevi all'Aurora! (Is. 14,12). Solo un Dio, che ama tutti con un Amore Infinito, immutabile, può lamentarsi così alla per­dita del suo Angelo primogenito. 

Questo immenso dolore fu rivelato a noi per mezzo dello Spirito Santo, con la bocca dei Santi Profeti dell'Antico Testamento. 

Dio, per premiare la fedeltà di S. Michele, gli diede il posto lasciato vuoto da Lucifero, lo costi­tuì Primo Ministro della SS. Trinità e capo degli Angeli. 

  

IL NOME NUOVO DI S. MICHELE ARCANGELO

Nell'investitura di S. Michele nella sua nuova dignità di Primo Principe dei Principi Angelici ed a tutti i cori dei celesti spiriti, Dio cinse la sua fronte con un diadema nuovo e misterioso che portava inciso il Santo nome "MI-CHA-EL", ossia "Chi è come Dio!". Eterno Padre ricolmò S. Michele con nuovo onore e gloria. Il suo splen­dore è in grado di illuminare tutta la terra, come vide S. Giovanni apostolo nell'Apocalisse. 

Il Suo grido potente della vittoria Angelica echeggerà sempre negli ambienti celesti e risuo­nerà sulla Terra, quando S. Michele verrà in for­ma visibile con i suoi Angeli per difendere l'ono­re di Gesù Cristo e Maria SS. come vide S. Gio­vanni apostolo nell'Apocalisse. I nemici di Gesù avranno la sorte di Lucifero, se non si convertono in tempo, mentre i fedeli a Dio godranno per un'eternità la compagnia della SS. Trinità. 

Ad esempio di S. Michele noi tutti dobbiamo pronunziare il suo nome eccelso, con grande rispetto, come istruì Lui stesso Manue, della stir­pe di Dan, dopo che S. Michele apparso alla sua moglie come uomo di Dio, con volto angelico ed un aspetto terribile... Manue chiese umilmente di rivelare il suo nome. "PERCHÉ CHIEDI IL MIO NOME CHE È AMMIRABILE! E Manue diven­ne padre di Sansone. (Giudici 13,18). 

Anche a tutti noi, se saremo vittoriosi sulla car­ne, sul mondo ed il demonio, nel Regno dei Cieli aspetta un nuovo nome glorioso, come descrive S. Giovanni apostolo nell'Apocalisse: "A CHI VINCERA’ DARO’ DELLA MANNA NASCO­STA, GLI DARO’ UN SASSOLINO BIANCO, E NEL SASSOLINO SCRITTO UN NOME NUO­VO!" Disse Gesù. (Apoc. 2,17). 

  

SAN MICHELE ARCANGELO NELLA LUCE DELLA SUA VITTORIA

La santità dello spirito non si può improvvisare neppure in Cielo. Il coraggioso grido di S. Michele: "CHI È COME DIO!" racchiude in sé tutti i misteri della sua ascensione alla sublime vetta della santità. 

Per poter esclamare "Chi è come Dio!" fu necessario da parte di San Michele una conoscen­za più intima, più perfetta di Dio e di se stessa. Questa non sarebbe stata possibile senza una con­tinua, amorosa ed umile meditazione delle Divine perfezioni. In queste contemplazioni maturavano frutti copiosi, accompagnati da ogni sorta di virtù. Così nell'Arcangelo aumentava la santità alla pari della sua eccelsa dignità e doni. Agli Angeli, la futura vita terrena di Gesù e Maria, fu come il libro aperto, da dove potevano apprendere tutte le virtù eroiche della Sacra Umanità del Verbo Incarnato, come umiltà, obbedienza, mitezza, pazienza, carità.

Umiltà. Più che nella sua immensa gloria e potenza, l'Arcangelo risplende nella sua profon­da umiltà. Compreso con il lume della Grazia, che al cospetto ed a fronte dell'Essere Increato ed Eterno, ogni essere creato dal nulla è meno di niente, anche se ornato dei più eccelsi doni e pri­vilegi. Arcangelo Michele, invece di inebriarsi della sua suprema bellezza ed insuperbirsi come Lucifero, si umiliò di nuovo, sentendosi profon­damente indegno di tanta preferenza. 

Obbedienza. Prima che il Cielo e l'Universo visibile fossero creati, l'Obbedienza già esisteva nella Volontà del Verbo Divino. "Ecco, io vengo per fare la tua volontà, o Padre!" Obbedienza fu la porta a tutti gli Angeli per godere la felicità della Visione Beatifica di Dio. La maggior parte di questi beati Spiriti con Capo di S. Michele obbedirono con gioia a tutti i decreti e progetti della Gloriosa Trinità. 

L'Obbedienza incondizionata, non gravata da alcun castigo promesso antecedentemente, fu la prova dei nostri progenitori ad Adamo ed Eva, e rimarrà per ogni singola creatura l'unica àncora, unica via che porta alla felicità eterna. Confermò anche Gesù nel S. Vangelo: "SE VUOI ENTRA­RE NELLA VITA ETERNA, OSSERVA 1 COMANDAMENTI!" (Mt. 19,12). La perfezio­ne consiste nell'obbedire con grande amore, con tutto il cuore, non per timore servile del castigo, ma solo per puro amore, secondo l'esempio di S. Michele Arcangelo.

In ogni atto di obbedienza sono contrapposte due volontà: la Volontà Increata di Dio e la volontà creata e dotata del libero arbitrio della creatura. Ora, non prendere in considerazione un Comando espresso dalla Volontà Increata da coloro a cui fu indirizzata, è un'offesa dell'Esse­re Infinito che è Dio. La disobbedienza ed ogni altro peccato grave non può essere punita nella sostanza, perché il trasgressore, sia Angelo o uomo, è un essere creato, con dimensioni e facoltà limitate: perciò è punita - se non pentita durante l'esistenza terrena - con dolori eterni. 

Per riparare il peccato nella sua sostanza, era necessario un Essere Infinito nella Sua Sostanza e Natura, che è solo Dio. Gesù Cristo compie questa carità a favore del genere umano, per obbedienza al Padre Suo. Tutta l'Eternità non basterà a ringraziare questa condiscendenza del Figlio di Dio, che ha pagato con la Sua passione e morte i nostri debiti. Anche per i poveri dannati non basterà tutta l'Eternità per piangere la pro­pria stoltezza, di non aver tenuto nessun conto del Divino Amore che ha sacrificato il Suo Uni­genito, solo per farci felici tutti nel Regno dei Cieli. Se quasi tutte le donne hanno grande amore per i loro nati, il che è sempre un pallido senti­mento e fuggevole ombra dell'Amore Paterno di Dio per le Sue piccole creature! Eppure, la mag­gior parte dell'umanità rifiuta Dio, divinizza se stessa e serve Satana, dimenticando ogni Legge Divina! 

Umile obbedienza di S. Michele insegna ai suoi devoti di non imitare gli Angeli ribelli, i quali sciuparono il tempo prezioso della loro pro­va, con orgoglio indomato, vanità, invidie, ambi­zioni, disobbedienza. Peccati, i quali hanno pri­vato per sempre nella Visione Beatifica di Dio. 

Fiducia. S. Michele fulgido          esempio nell'incondizionata fiducia in Dio. Appena vide offeso il suo Creatore, pronto a difendere l'onore Divino, non temè e non indietreggiò davanti alla superiorità e alla forza maggiore dell'avversario. Confidò con fede incrollabile nell'assistenza di Dio, affrontò la battaglia contro Lucifero con i suoi Angeli. Ed ecco, il Cielo echeggiò di gioia per la vittoria così strepitosa. Onore del Verbo e di Lui futura Madre, la Deipara Virgo, risplende più meravigliosa nel Sole Divino. 

Amore. Chi mai potrebbe comprendere l'Amo­re ardente che S. Michele nutre per il suo Dio, e l'Amore con il quale l'Onnipotente ricambiò, questo affetto? Già prima della "prova" questo umile amore dell'Arcangelo sorpassò gli ardori dei più infiammati Serafini. Nessuno fu più sde­gnato di S. Michele, vedendo oltraggiato e disub­bidito il suo amato Signore. Chi ama veramente S. Michele dovrà dimostrare con fedele imitazio­ne il suo glorioso esempio. Nel nostro mondo confuso, negatore della vita dopo la morte dob­biamo avere il coraggio di difendere l'onore della SS. Trinità, onore di Maria SS., supremo dono all'umanità del Cristo Crocifisso morente per noi!

Carità. Un atto di carità, è come il Sole, perché contiene un raggio della "sostanza divina, come dice S. Giovanni: "Dio è carità!" Non si può amare Dio, ed odiare il prossimo, che è l'imma­gine e somiglianza Sua. Per misura diversa e con compiti diversi, tutti siamo usciti dalla mano di Dio, creati con Amore Infinito. Un padre non vuol privarsi mai dei suoi figli. San Michele nella sua umile contemplazione comprese l'ansia divi­na e la Sua S. Volontà di salvare tutti gli angeli. Con Infinita Pazienza Dio aspetta... aspetta, sperando contro ogni speranza che non dovrà inter­venire con la Giustizia Divina. Ma invano! Luci­fero nella sua bellezza ha perduto la sapienza! 

Quanti imitatori ha la sua insensatezza anche tra i figli di Adamo, ad abbandonare la luce vera e scegliere le tenebre! 

S. Michele vedendo il crescente tumulto, il tur­bamento, l'incertezza degli angeli vacillanti, con zelo ardente e con delicata carità esorta ancora una volta tutti gli angeli di rimanere fedeli al loro Creatore. Così salvò molti dalla caduta i quali per un'eternità ringrazieranno la sua carità! 

Grande è la carità di S. Michele anche verso l'intera famiglia umana, sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento. Le sue numerose apparizioni servono per tener accesa la fiaccola della Fede in Gesù Cristo, suo Re. Una speciale predilezione e premuroso soccorso mostra verso i suoi devoti già in questa vita, ed un'assistenza speciale pro­diga a loro nell'ora della morte.

Fedeltà. La fedeltà di S. Michele è un esempio luminoso non solo per gli Angeli, ma anche per noi poveri mortali. In nessun istante della sua esi­stenza perse di vista lo scopo per cui Dio lo creò: lodare, adorare, amare, ringraziare e servire con tutta la forza il suo Creatore. Secondariamente ad assistere con amorosa premura agli Angeli ed a tutti gli uomini, e custodire il Creato per mezzo di loro. 

Anche Gesù, nostro Re e Redentore esige una simile fedeltà da tutti i suoi redenti: "CHI RICO­NOSCERA’ ME DAVANTI AGLI UOMINI, ANCHE IO LO RICONOSCERO' DINANZI AL PADRE MIO NEI CIELI!" E CHI MI RIN­NEGHERA’ DINANZI AGLI UOMINI, ANCHE IO RINNEGHERO' DINANZI AL PADRE MIO!" (Mt. 10,32). Chi ha orecchie intenda!!! 

  

IL PRINCIPATO DI S. MICHELE IN CIELO

A Dio, Signore dei signori, Re dei re, non potevano mancare Principio splendenti di gloria e di santità, ricchissimi ai Doni Divini, secondo le loro speciali missioni. Tra questi Pricipi il più eccelso è S. Michele Arcangelo. Il suo Dominio è esteso come il Cielo, i sudditi di questo Regno sono tutti gli Angeli, divisi in nove Cori. 

S. Giovanni Apostolo parla nell'Apocalisse di "moltitudine di Angeli; il loro numero è di miliardi di miliardi. (Apoc. 5,9). Nessun impera­tore terrestre oserebbe mai sognare sudditi così numerosi e nobili!

Il Signore ad ogni singola Nazione ha assegna­to ad un Principe dal Coro degli Arcangeli. Ad alcuni conosciamo, come S. Gabriele, S. Raffaele etc. 

Serafini. Ardenti d'amore divino, sono i più vicini al Trono della SS. Trinità. Si adoperano ad inculcare nei cuori delle creature le vive fiamme della carità per AMORE INCREATO, per godere poi con i Serafini immensa felicità in Cielo. 

Cherubini. Rappresentano la Sapienza Divina. In estasi contemplano senza fine le Divine Perfe­zioni. Incessantemente Lo adorano, Lo amano, Lo pregano, Lo ringraziano in nome del Creato. Per Volontà Divina è un Cherubino che custodi­sce con una spada fiammeggiante il Giardino del­le Delizie, dopo la scacciata di Adamo ed Eva. 

Troni. Ardono come Aurora. Nel lento sorgere dell'Aurora i Troni intravedono la Divinità che si avvicina agli uomini nell'Incarnazione dell'Uni­genito Figlio del Padre. In questa Aurora Divina, contemplano moltissimi Misteri celesti, che il debole intelletto umano non è in grado di assorbi­re. 

Dominazioni hanno ardente desiderio di illu­minare l'intelligenza umana e spronare le anime alla profonda gratitudine verso il loro Creatore. Eterno Padre, inviando al mondo il Suo Figlio, ha rialzato l'intelligenza umana dalla limitazione terrena ed idolatria verso la VERITA’ ETERNA e dei BENI CELESTI. Gesù, il Capo dei credenti è il VERO MODELLO da imitare soprattutto con instancabile zelo nelle Opere Buone, ed incrolla­bile Fede e fedeltà al Suo Evangelo autentico. 

Potestà sono talmente immersi nella Luce Divina, che nessuna creatura umana e terrestre non sarebbe mai in grado di fissarli. Gli Angeli a questo coro sono i fortissimi debellatori dei demoni, ci sostengono nelle lotte e nei combatti­menti e nelle tentazioni della vita. 

Virtù. Gli Angeli a questo coro assistono con ardente desiderio ed instancabile zelo ai fedeli nel compimento di opere glorificanti della SS. Trinità. Con zelo illuminiamo la intelligenza nel­la libera scelta tra il Bene ed il Male, tra Dio e Satana. Dolorosamente, molti cuori non accolgo­no e non seguono le ispirazioni buone, e volonta­riamente, oppure per debolezza scelgono il Male, e con essa l'eterna predizione di Dio, unico vero Bene immutabile. Ogni vittoria riportata contro Satana, le Virtù presentano subito con grande gioia a Dio e lo ringraziano. 

Nobilissimi Arcangeli. Nunzi ed ambasciatori, furono eletti da Dio, come Messaggieri speciali tra il Cielo e la Terra, nella realizzazione della Redenzione umana. 

Angeli ed Angeli Custodi. Ministri zelantissi­mi, formano un coro armonioso e con le anime beate lodano, adorano e glorificano la Divina Maestà. Con cura e con amore angelico suppli­scono le preghiere poco perfette, o addirittura distratte dei fedeli ancora viandanti. 

Con premura eseguono i loro mandati, come descrive anche il Salmo: "Dio affidò (agli Ange­li) le Sue creature pellegrini sulla terra, perché lo custodiscano in tutte le loro vie". (Salm. 90) 

  

IL PRINCIPATO DI S. MICHELE SULLA TERRA

Infinita Bontà di Dio non si accontentò di aver conferito a S. Michele la massima dignità tra miriardi di Angeli, volle affidare alla sua vigilan­za il Creato intero, tutti i Regni della terra, ed ogni singola creatura tutti discendenti di Adamo ed Eva, in quanto sono sua immagine e somi­glianza. 

Lo zelo con il quale S. Michele affronta il Suo nuovo compito, scaturisce dalla sua eminente santità, e dalle singolarissime doti di potere che Dio elargì a lui per la sua grande felicità. Sorve­glia l'Universo per mezzo dei suoi Angeli. Segue i Principi Angelici nei loro svariati compiti, come si legge nel Profeta Daniele: "Già durava da ven­tun giorni la contesa tra Arc. Gabriele ed il cele­ste Principe dei Persiani senza conclusione. Ed ecco interviene S. Michele a favore di S. Gabrie­le e tutto fu presto risolto. In questo grazioso rac­conto si incontra anche il Principe dei Greci, il che dimostra che ogni nazione, anche se pagana, già nel mondo antico aveva il suo Angelo tutela­re, non solo Israele. Ora, che in tutti i paesi del mondo dove si trova un Tabernacolo, il Figlio di Dio, Gesù abita con la Sua Divina Maestà, nasco­sto nella piccola Ostia, gli Angeli coprono il vol­to lacrimante, perché nel nostro mondo sconvolto "la superbia ha germogliato ... l'iníquità si è riz­zata in verga d'empietà" (Ezech. 7). Il popolo immerso nel materialismo e nell'Ateismo grida verso Dio: "Va lungi da noi; la dottrina dei tuoi precetti noi non gradiamo! Chi è mai Onnipoten­te che lo dobbiamo servire?" (Giobbe, 21,14). "Dateci Barabba!" (Gv. 18,40). E Barabba fu un prepotente assassino! 

Gli Angeli, tutelari delegati delle Nazioni, non tollereranno sempre inerti le mostruose offese del loro Creatore, Signore del cielo e della terra. 

Quando Dio chiederà: "Chi si leverà per Me con­tro i malvagi? Chi sarà con Me contro gli opera­tori di iniquità?" (Salm. 93,16). Il glorioso San Michele si alzerà con i suoi Angeli, come ha fatto in Cielo, discenderà sulla terra e la purificherà secondo il Volere Divino! 

Dalla nascita della Chiesa, S. Michele ha prov­veduto una protezione speciale per tutti i suoi membri. Inviò un Angelo per liberare S. Pietro dal ben custodito carcere. Salva Roma dai soldati di Attila, etc. 

L'Arcangelo S. Michele vigila con cura specia­le sulle Sacre Persone del S. Padre, S. Giovanni Bosco vide una sua visione che, oltre S. Michele, altri sei Angeli stanno accanto al Trono di Pietro, per assisterlo, proteggere il suo Pontificato. 

Per ogni Diocesi ed ad ogni Parrocchia S. Michele delega un Angelo tutelare, e per ogni membro della Famiglia Umana, a qualsiasi religio­ne appartengono, un Angelo Custode. Il potere ed influsso di Satana potrebbe essere molto diminuito, se in ogni Parrocchia si trovasse un altare dedicato a S. Michele ed all'Angelo della Parrocchia. Certo non servirebbe nulla se in pari tempo non venisse inculcata nei cuori dei parrocchiani la devozione a questo grande Principe, con cui avremo da fare tut­ti noi nel momento della nostra morte. 

Si legge nella vita di M. Teresia Mayer, fonda­trice di un convento in Svizzera, come ella inco­raggiò un Parroco di mettere il suo apostolato sotto la speciale protezione dell'Angelo della parrocchia. Consigliò anche di aggiungere al ter­mine del S. Rosario o alla Messa un Pater, Ave, Gloria in onore degli Angeli Custodi dei suoi parrocchiani. In breve tempo questa devozione portò frutti inaspettati, sia in campo spirituale che materiale. In ogni sua pastorale il sacerdote si sentì quasi di essere portato "sulle ali degli ange­li" e gli sembrava che, anche lui stesso vivesse con loro da angelo in carne umana. Gli angeli sollecitavano di benedire frequentemente non solo i suoi parrocchiani, ma tutti gli ammalati, agonizzanti e le povere Anime del Purgatorio. Un luminoso esempio nel seguire questa angelica sollecitazione è il Sac. Padre Pio da Pietrelcina, come afferma lui stesso: "HO ALZATO PIU' VOLTE IN ALTO LA MIA MANO NEL SILENZIO DELLA NOTTE E NEL RITIRO DELLA MIA CELLETTA, BENEDICENDOVI TUTTI E PRESENTANDOVI A GESU". Voglia­mo sperare, che questa sua santa abitudine sia esercitata anche dal Cielo! I tanti problemi "della pastorale" sarebbero risolti in compagnia degli angeli sotto la guida di San Michele senza problemi, per il bene di tutti. 

L'incomprensibile, gratuito Amore e Provvi­denza Divina, creando l'uomo alla Sua Immagi­ne, al momento del concepimento di essa, delega un angelo per custodirla fino alla morte. La scienza moderna e la scienza antica è in disaccor­do sul momento della creazione dell'anima. Ai credenti la giusta risposta viene dalla Fede. È dogma della Chiesa Cattolica 1`Immacolato Concepimento di Maria SS.", che significa che fu concepita nella pienezza della Primiera Santità dell'Eden, senza la minima possibile ombra del peccato originale. Questo privilegio dimostra chiaramente che Dio crea l'anima, la scintilla divina nel momento del suo concepimento. Que­sta verità conferma anche l'incarnazione del Ver­bo Divino, che si unì alla Sua anima creata al momento che lo Spirito Santo concepì il Suo Sacro Corpo nel Seno Immacolato di Maria SS. Il minuscolissimo essere è già una persona integra con tutte le facoltà della natura umana. Chi sepa­ra l'anima dal corpo violentemente con l'uccisio­ne dell'individuo commette un delitto che oltre alla giustizia umana, anche la Giustizia Divina punisce con il carcere eterno dell'Inferno, se l'assassino muore impenitentemente, a qualunque religione egli appartiene. Vale questo anche per chi procura o collabora nell'uccisione degli esseri innocenti ed indifesi. Uccidere i deboli, è il col­mo della malizia e degradamento sociale. Quan­do la legge dello Stato si contrappone alla Legi­slazione Divina, i cattolici sono obbligati a Seguire San Pietro Apostolo che dice: "Biso­gnerà ubbidire a Dio più che agli uomini!" (Att. 5,29). Nessuno entra nella felicità del Cielo se non accetta di cuore l'ammonimento di Gesù: "Se vuoi entrare nella vita, osserva i Coman­damenti!" 

Mentre nell'Antico Testamento era Legge Divina l'uccisione immediata di ogni adultera o adultero colti in flagranza, e di ogni spargitrice di sangue, nel Nuovo Testamento il grano buono deve crescere tra la zizzania. Questo però non dispensa i credenti dall'agire per difendere i dirit­ti e la Santità di Dio, come faceva San Michele Arcangelo. Chi tace, acconsente e partecipa alle colpe, come si legge nel libro di Ezechiele Profe­ta: è Dio che parla: "quando dunque tu ascolti qualche parola dalla mia bocca, annunzierai ad essi da parte Mia. Se io mandassi a dire all'empio - empio, tu morrai! - e tu non par­lassi affinché l'empio (peccatore) si ravveda della sua condotta, e l'empio morrà nella ini­quità, lo domanderò conto a te del suo sangue! 

E se il peccatore, avvertito da te non si conver­te dai suoi andamenti e dalla sua condotta, egli morrà nella sua iniquità, ma tu avrai messo al sicuro l'anima tua!" (Ezechiele 33,7). Questo ammonimento è valido anche per oggi, secondo le parole di S. Paolo a Timoteo: "Insisti a tempo opportuno e anche non opportuno, confuta, sgrida, esorta con grande pazienza!" (Tim. 2 lett.). San Michele regna sull'Universo intero mediante i suoi angeli, ma la reggia del suo Prin­cipato terrestre sta sulla vetta del Gargano, nel Santuario da lui stesso consacrato nella cittadella di Monte S. Angelo! 

  

GLI ESULI DEL REGNO CELESTE: GLI ANGELI CUSTODI

La maggior parte degli angeli svolge la sua attività in Cielo, come ad esempio i Serafini o i sette supremi Principi alla soglia del Trono di Dio. Il Creatore conoscendo bene la fragilità del­la natura umana dopo la caduta dei Progenitori, e la potenza ed astuta intelligenza dei demoni, nel­la Sua Paterna premura affida ogni uomo alla vigile custodia di un angelo. 

Lasciare la visione beatifica, la gloria, gli splendori della Reggia Celeste di Dio e venire ad abitare tra gli uomini nei poveri villaggi o tra i marmi gelidi dei palazzi della città, richiederebbe da questi angelici spiriti un eroismo così sublime che sorpasserebbe anche la capacità della nobilis­sima natura angelica. Per prevenire questo "non meritato martirio" Dio operò un miracolo grande che fu rivelato da Gesù stesso: "Guardatevi dal disprezzare alcuno di questi piccoli, perché vi dico, che i loro Angeli vedono continuamente il Volto del Padre Mio nei Cieli". (Mt. 18,10) 

Queste parole divine testimoniano infallibil­mente, che ogni creatura della grande famiglia umana ha il suo Angelo Custode, che lo accom­pagna nel suo peregrinare verso la Patria Celeste. 

San Michele assiste, illumina ogni Angelo Custode nel fedele compimento delle loro mis­sioni celesti. Ogni volta che riescono con le loro ispirazioni e preghiere a liberare un peccatore dagli artigli di Satana, fanno grande festa, come testimonia Gesù: "SI FA FESTA IN PRESENZA DEGLI ANGELI DI DIO IN CIELO, PER UN SOLO PECCATORE CHE SI CONVERTE E SI PENTE!" (Luc. 15,10). 

Chi può immaginare in questa vita l'amore e la sollecitudine dell'Angelo Custode per la sua piccola protetta affidata da Dio alla sua cura e vigi­lanza? Dolorosamente, anche tra i cattolici sonc pochissime le anime che prendono in considera­zione questo grande dono e la doverosa gratitudi­ne a Dio per essa. Dopo la morte vedremo quanti incidenti della vita hanno salvato. 

I nostri Angeli Custodi conoscono bene per esperienza la natura angelica e la malizia dei loro ex compagni, trasformati in demoni. Sanno che è un nemico potente, violento, instancabile per pre­parare tranelli ed insidie di ogni genere alle ani­me incaute. La base di questa crudele lotta sono i diritti acquisiti da Lucifero, con la vittoria su Adamo ed Eva. L'umanità lo eredita con il pecca­to originale. Fin dal seno materno Satana cerca di influire negativamente sul nascituro, e fa tutto per impedire che ricevesse la Grazia del Battesi­mo. Oggi Satana avanza ovunque e canta vittoria a squarcia gola. 

All'avvicinarsi dell'uso della ragione, i demoni moltiplicano l'attenzione, per procurarsi impres­sioni cattive nei cinque sensi, ottenebrare l'intel­ligenza con la noncuranza o con la superficialità ciò che riguarda la religione e la salvezza eterna. 

Gli Angeli Custodi contrappongono ai demoni le loro armi, come il Battesimo, frutto della Redenzione, i caratteri dei Sacramenti, le preghiere, i sacrifici e le opere di carità dei loro pro­tetti. Ispirano alle anime devozione filiale verso Maria SS. rifugio e salvezza dei peccatori! 

Tantissime anime per privilegio divino, hanno passato la loro esistenza terrena in compagnia visibile dei loro Angeli Custodi. S. Francesca Romana, Santa Gemma Galgani e molti altri. Più recentemente il sacerdote per eccellenza Padre Pio da Pietrelcina. Con quale grande intimità egli viveva nella compagnia visibile del suo Angelo, lo descrive lui stesso in una lettera al suo confes­sore del 5 novembre 1912. 

"Mi rivolgo al mio Angelo, il quale dopo essersi fatto aspettare per un pezzo, eccolo aleg­giarmi intorno e con la sua angelica voce cantare inni alla divina Maestà". 

"Ti sono sempre vicino, mio diletto giovane - dice l'Angelo - io mi aggiro intorno a te, con quell'affetto che suscitò la tua riconoscenza ver­so il diletto del cuore; questo affetto per te non si spegnerà neppure con la vita!" Riflettendo sulle parole dell'Angelo, abbiamo la certezza, che gli Angeli Custodi con i loro protetti conserveranno un amore reciproco per un'eternità! Doveroso coltivare in noi questo affetto vicendevole già in questa vita, per seguire l'esempio luminoso dei santi. 

La gratitudine di P. Pio verso questi Celesti Principi fu immensa e non si stancava mai d'inculcare nel cuore dei suoi figli spirituali un vero amore ed una vera devozione verso di essi, soprattutto per S. Michele Arcangelo e verso gli Angeli Custodi. Per imitare l'esempio e lo zelo di P Pio, sforziamoci di accrescere la nostra perso­nale devozione e gratitudine verso S. Michele e conversiamo spesso con fiducia con il nostro Angelo Custode, invisibile, ma il nostro reale, fedelissimo amico vero. A questo sublime scopo diffondiamo questo libro! Oppure recitiamo il "Corona Angelica" a loro onore, se possibile giornalmente. Se reciteremo prima della S. Comunione, saremo accompagnati da 9 angeli a ricevere Gesù nei nostri cuori! 

  

MONTE GARGANO, LA REGGIA TERRESTRE DI S. MICHELE ARCANGELO.

"È DIO CHE MI HA COSTITUITO PROTETTORE E DIFENSORE DI QUESTO LUOGO!" Prima apparizione 8 maggio 490 dopo Cristo Potente e maestosa eleva verso il cielo lumino­so la vetta rocciosa del Monte Gargano, domi­nando superbamente le colline circostanti. Ai suoi piedi ondeggia il mare Adriatico, con la sua immensa bellezza azzurra. Fino al secolo quinto, la vetta era ricoperta di folte boscaglie ed ignora­ta da tutto il mondo. 

Ma nell'anno 490 nacque l'aurora della sua immortale gloria. La sua fama oltrepassò i confi­ni d'Italia, risuonò al mondo intero ed incomin­ciò ad attirare a sé Papi, Imperatori, Principi regnanti, nobili e popolani da ogni nazione. 

Che cosa è accaduto? Leggiamo attentamente il racconto originale dell'antico libro del "liber pontificales" della Curia Romana. Sotto il gover­no di Papa Felice e dell'Imperatore Zeno, un bel giorno di quel secolo lontanissimo, un nobile e ricchissimo signore del Monte Gargano, e che si chiamava anche lui Gargano, ed era il proprieta­rio di quella montagna, smarrì il suo più bel Toro di enorme grandezza. Dopo tre giorni di affanno­sa ricerca da parte dei servi e dei pastori, il Padrone si decise di andare personalmente a cer­carlo. Dopo alcune ore di ansiosa ricerca, con grande stupore di tutti, trovarono il toro in ginoc­chio all'imbocco di una grande spelonca inacces­sibile. Il Signor Gargano vedendo impossibilità di ritirarlo salvo, volle uccidere con una freccia avvelenata. Ma tra la meraviglia di tutti, la frec­cia tornò indietro e ferì chi l'aveva scoccata. Il Padrone cadde sanguinante a terra. I servi spa­ventati lo fasciarono in fretta e lo portarono nella casa sua in Siponto, oggi frazione di Manfredo­nia. 

La notizia dell'accaduto si divulgò rapidamen­te nella borgata e divenne unico oggetto delle conversazioni. Sotto l'impressione di questo stra­no evento, tutti uniti si recarono alla casa del vescovo: San Lorenzo Maiorano, per chiedere consiglio. Il Santo Vescovo, dopo una breve riflessione, ordinò digiuno e preghiere per tre giorni, onde trovar grazia presso Dio e per cono­scere il significato di questo evento prodigioso. 

Arrivata l'alba del terzo giorno, che fu precisa­mente 8 maggio dell'anno 490, il santo Prelato, immerso nella sua preghiera notturna, ad un trat­to vide davanti a sé un Angelo, più splendente del Sole, ed illuminò tutto l'ambiente, e disse: "IO SONO ARCANGELO MICHELE CHE DI CONTINUO STO ALLA PRESENZA DI DIO. PIACENDOMI CHE, _QUESTO LUOGO SI VENERASSE SULLA TERRA E RIMANESSE PRIVILEGIATO, VOLLI PROVARE CON QUELL'AVVENIMENTO INSOLITO, che tutto ciò CHE SI OPERA IN QUESTO LUOGO, AVVIENE PER VOLONTÀ DIVINA. È DIO, CHE MI HA COSTITUITO PROTETTORE E DIFENSORE DI QUESTO LUOGO!" 

Al mattino seguente il vescovo riferì agli abi­tanti di Siponto, il celeste messaggio di S. Miche­le. Il popolo giubilante di gioia e di gratitudine per tale apparizione, sotto la guida di S. Lorenzo Maiorano s'incamminò in devota processione verso la vetta del Gargano, per venerare la Spe­lonca miracolosa. Tornati a Siponto, vedevano con gioia la miracolosa guarigione del Signor Gargano, e si congratulavano con lui per il gran­de privilegio concesso a lui dal Cielo, di ospitare nel suo podere la Reggia terrestre del grande Principe Arcangelo Michele. 

La grande mistica svedese, Santa Brigida, visi­tando la Grotta di S. Michele, in una sua estasi sentì il canto celeste, il quale terminò con la dolorosa previsione profetica della futura deca­denza del loro culto. 

Trascrivo fedelmente le parole angeliche udite dalla Santa. 

"Siate benedetto o Signore 

per averci creati Vostri Messaggieri, e per sostegno dell’uomo del quale ci affidaste la custodia. Verso l'uomo Voi c'inviate senza neppure privarci della Vostra visione! Quassù rendete visibile la dignità di cui Voi ci avete ammantati! perché s'impari a tener conto del nostro mini­stero! se non che, ahimè anche questo Santuario oggi declina! e quelli del luogo sembran preferire, INVECE DI NOI, gli Angeli senza luce!" Acutissima tristezza riempì il cuore di S. Brigi­da, il che aumentò smisuratamente, quando appa­rendo Gesù, le disse: "GLI INGRATI SI SAREB­BERO RESI CONTO DELLA PERDITA CHE FANNO TRASCURANDO GLI ANGELI, NELL'ORA DELLA PROVA!" Perciò, cerchia­mo di vivere sempre in presenza degli Angeli! 

  

SECONDA APPARIZIONE: 19 SETTEMBRE 492

Odoacre, re degli Eruli, vedendo la pace ed il quieto benessere della Città di Siponto, sotto il saggio governo del santo vescovo S. Lorenzo, ne decretò superbamente la conquista di essa. Gli abitanti ricorsero di nuovo al loro vescovo per chiedere consiglio. Pieno di fiducia nell'aiuto del Celeste Principe, S. Lorenzo ascese di nuovo sul Sacro Monte. Tra lacrime e gemiti supplicò S. Michele per la sua potente protezione. Arrivò il mese di settembre, i Goti sicuri della propria invincibile forza, intimarono ai sipontini la resa incondizionata. 

San Lorenzo ordinò a tutti gli abitanti tre gior­ni di digiuno e di preghiera. Ai suoi Capitani consigliò di ottenere dal Re Odoacre tre giorni di tregua. Tutti raddoppiarono le suppliche accom­pagnate dalla penitenza in onore di S. Michele. 

All'alba del 19 settembre S. Lorenzo si trovò nella chiesa di S. Maria, antica cattedrale di Siponto. Immerso in profonda preghiera, vide apparire di nuovo il Principe S. Michele, che ordinò al santo vescovo di attaccare i Goti nell'ora quarta della giornata. Così dicendo disparve. All'ora stabilita, lampi, tuoni, terremo­to, oscurità impedirono l'avanzata del nemico. I Goti, tremanti, senza perdere un minuto di tempo cercarono salvezza nella fuga, abbandonando tut­to sul campo. Quei pochi, i quali scamparono dai flagelli del Cielo, furono inseguiti e vinti dai sipontini. Per ringraziare convenientemente al Principe S. Michele per questa strepitosa e mira­colosa vittoria, S. Lorenzo indisse una nuova pro­cessione alla sacra Spelonca sul Gargano. 

  

TERZA APPARIZIONE: 29 SETTEMBRE 493

Per festeggiare devotamente il terzo anniversa­rio dell'Apparizione di S. Michele, salì il santo Prelato con tutti i tuoi fedeli in festosa processio­ne sulle vette del sacro monte. Arrivati alla spe­lonca, presi dal santo timore, nessuno osava entrare e dopo una breve sosta ritornarono nella loro città. 

Dopo questo evento, San Lorenzo Maiorano decide di chiedere consiglio dal S. Padre, Gelasio I., successore di Papa Felice, nella difficile que­stione della consacrazione della Spelonca. Papa Gelasio diede ordine a sette vescovi dei dintorni, di riunirsi in Siponto e con tre giorni di preghiere e digiuno, supplicassero l'Arcangelo Michele che si degnasse manifestare la Volontà di Dio riguar­dante alla consacrazione. 

Gradì San Michele tale umile e fiduciosa sup­plica e nella notte del terzo giorno, circonfuso di fulgidissima luce, il Celeste Principe appare per la terza volta a S. Lorenzo e disse: "NON È D'UOPO CHE DEDICATE VOI QUESTA SPE­LONCA, PERCHE IO HO ELETTA A MIA REGGIA! IO STESSO L'HO ANCHE CONSACRATA. ENTRATE ED INNALZATE PRE­GHIERE E CELEBRATE IL SANTO SACRIFI­CIO! PER COMUNICARE AL POPOLO SPET­TERA’ A ME A MANIFESTARE COME IO STESSO HO CONSACRATO QUESTO LUO­GO". 

Al mattino seguente S. Lorenzo raccomandò ai vescovi ed al popolo la sua nuova visione ed il Messaggio celeste dell'Arcangelo. Con cuore giubilante, i vescovi ed i fedeli tra preghiere e canti snodarono in processione verso la vetta, come racconta il Codice Vaticano. 

Alcuni dei vescovi erano in età molto avanza­ta. S. Michele volle venir incontro ad essi con un gesto di squisita cortesia; perciò mandò quattro aquile di smisurata grandezza. Due di esse con le ali spiegate difendevano i pellegrini dagli ardori del sole, e le altre agitavano a guisa di grande ventaglio le ali, producendo con esse una grande e gradita frescura ai vescovi ed al popolo. 

Ma altri grandi e nuovi prodigi aspettavano i santi vescovi all'ingresso della Sacra Spelonca. Dentro la grotta, sopra un bel macigno trovarono, l'impronta di S. Michele. Anche un altare, prega­rato da S. Michele e ricoperto con un pallio por­porino. L'altare aveva in mezzo una croce di purissimo cristallo. Tutto testimoniava nella grotta, che la sua consacrazione fu eseguita divina­mente. Allora S. Lorenzo presentò a Dio il primo Santo Sacrificio alla presenza dei vescovi ed il popolo. 

Possiamo piamente credere che, in questo straordinario evento fu presente, anche se invisi­bile a tutti la gloriosa Regina degli Angeli, per rinnovare la Sua offerta unitamente con Suo Figlio all'Eterno Padre, come faceva in quel secolo ormai lontano da millenni. Chi meglio di Lei poteva più degnamente ringraziare alla SS. Trinità per gli straordinari favori concessi a que­sto lembo di terra unita dalle onde dell'Adriatico e del Mediterraneo con la Terra Santa? 

  

INTERVALLO: MILLE ANNI DI GLORIA

Tra la terza e la quarta apparizione di S. Michele Arcangelo sulla vetta del Gargano, pas­sarono undici secoli. In questo lunghissimo inter­vallo la Basilica visse l'apogeo della sua gloria. Papi, come S. Gelasio, nell'anno 1494, San Aga­pito nel 536, Leone IX nel 1049, che fu cugino dell'Imperatore Arrigo III, Papa Urbano II, Papa Pasquale vennero sul sacro Monte nel lontano secolo 1093, Alessandro III. Sale sul Gargano nell'anno 1174, fu il grande avversario di Federi­co Barbarossa. Nel 1273 giunse ai piedi di S. Michele il Papa Gregorio X, che fu ricevuto con pompa grande dal Sovrano di Napoli Carlo d'Angiò. 

Gli esempi dei rappresentanti di Cristo sulla Terra, furono seguiti devotamente dai Sovrani cattolici, Imperatori e Principi tutti vennero a deporre la loro corona regale ai piedi del Primo Angelo del Cielo e Principe dei Principi Angeli­ci, per implorare la sua potentissima protezione per i loro Regni. Così Eraclio, Imperatore Ottone III di Sassonia nell'anno 999, che giunse da Roma a piedi scalzi fino alla grotta di S. Michele, per imposizione di S. Romualdo Abate. 

Nel 1021, Enrico II successore di Ottone, visitò la Grotta con grande devozione. Fra gli Svevi, Federico II fu talmente innamorato della Puglia che, costruì Foggia, come città imperiale, vicino al Seggio di S. Michele. Da questa gloria Imperiale del Passato, parlano ancora oggi le tan­te fortezze e castelli sparsi un po' dappertutto con le loro maestose rovine. Sia nel passato e nel pre­sente gli abitanti di Foggia non si preoccuparono mai di erigere un degno monumento all'illustre fondatore della loro città. 

1 secoli passarono velocemente e sprofondaro­no nell'immenso mare del tempo, come una pic­cola goccia d'acqua. Arrivarono e regnarono gli Angioini, dopo di loro i Durazzesi. La Regina Giovanna da Napoli nel 1452 visitò la Grotta, abbellì ed arricchì Monte S. Angelo con chiese, ospedale, ospizio e con altri edifici. 

Ma è senza dubbio che, i visitatori più attesi da S. Michele furono e saranno sempre gli amici intimi di Dio, cioè i santi! Tra i più conosciuti di questi sono: S. Francesco d'Assisi, S. Brigida di Svezia, San Camillo de Lellis, S. Tommaso d'Aquino, S. Teresina del Bambino Gesù e mol­tissimi altri. Nei tempi recenti Papa Giovanni ancora cardinale, ritornò come Sua Santità Gio­vanni Paolo II Vicario di Cristo, nell'anno 1987. Venne anche Padre Pio da Pietrelcina, il grande stigmatizzato, stimatissimo confessore e fervente zelatore del culto di S. Michele Arcangelo e dei Suoi Angeli. Tutti dovremmo imitare il suo instancabile zelo! 

A tutti i suoi visitatori S. Michele, come nei secoli passati, anche oggi dispensa generosamen­te doni spirituali e materiali secondo la necessità di ognuno e secondo la fiducia nella Sua potente ed efficace intercessione presso Dio e presso la Sua amata Regina Maria SS. 

  

LA QUARTA APPARIZIONE DI S. MICHELE ARCANGELO: 22 SETTEMBRE 1655

Nell'anno 1655 infuriò la peste in tutto il Regno di Napoli. Foggia quasi si spopolò e la morte nera mietè spietatamente anche tra gli abi­tanti del Monte Gargano. Fu grande il pericolo per Manfredonia ed a Monte S. Angelo. 

Il vescovo, Mons. Giovanni Alfonso Puccinel­li, constatata l'inefficacia dei mezzi umani, ricor­se alla potentissima protezione ed intercessioni di San Michele Arcangelo. Si recò perciò in devoto pellegrinaggio penitenziale con il clero e con il popolo alla Sacra Grotta. Dopo lunghe preghiere, lacrime e gemiti, allo spuntare dell'alba del 22 settembre, il Presule vide apparire l'Arcangelo in un abbagliante splendore, e disse al vescovo: "SAPPIATE, O PASTORE DI QUESTE PECO­RELLE, CHE HO IMPETRATO DALLA SS. TRINITA’ CHE CHIUNQUE ADOPERERÀ CON VERA DEVOZIONE I SASSI DELLA MIA GROTTA, ALLONTANERA’ DALLA SUA CASA, DALLA CITTA’ E DA QUALUNQUE LUOGO LA PESTE. NARRATE A TUTTI QUESTA GRAZIA DIVINA. VOI BENEDIRETE I SASSI, SCOLPENDO SU DI ESSI IL SEGNO DELLA CROCE CON IL MIO NOME". 

A perpetua memoria di questo grande, nuovo prodigio, e per perenne gratitudine a S. Michele, il popolo di Monte S. Angelo eresse un obelisco sull'antica piazza della città, che esiste ancora oggi, a ricordo di questo fatto storico, con la seguente iscrizione: 

"AL PRINCIPE DEGLI ANGELI, VINCITO­RE DELLA PESTE, PATRONO E TUTELARE MONUMENTO DI ETERNA GRATITUDINE. ALFONSO PUCINELLI". 

Sarebbe molto proficuo ripristinare la fabbrica­zione dello Stemma di S. Michele secondo il modello da lui indicato. Se non contro la peste del corpo, gioverebbe moltissimo contro la tre­menda peste delle anime, causata dall'ignoranza religiosa e dal disfacelo della famiglia cristiana e dal generale trionfo delle Leggi inique contro la Legge Eterna di Dio! Prima della creazione visi­bile, nella Mente di Dio esisteva immutabile la legge per ogni specie di esseri futuri, compresa anche la natura umana! 

  

I MISTERI DELLA GROTTA DI S. MICHELE SULLA VETTA DEL GARGANO

Eccetto la Santa Casa di Loreto, sulla terra non esiste un altro Santuario che sia circondato da misteri così fitti come quello di Monte S. Angelo. E’ TERRIBILE QUESTO LUOGO: QUI È LA CASA DI DIO E LA PORTA DEL CIELO! Sono parole autentiche, con cui S. Michele desidera richiamare l'attenzione dei cristiani e di tutti i visitatori l'immutabile Santità di Dio, la sacralità della Sua Casa. Entrare con la mode indecente, è una cosa abominevole come vide la piccola Gia­cinta di Fatima "Verranno mode che offenderan­no molto il Signore!". Offendere qualcuno nella propria abitazione è il colmo della scortesia! 

Il privilegio dei Santuari consiste che sono "impregnati" con i meriti dei santi "titolari", per­ciò la Misericordia Divina per la loro intercessio­ne è più incline a concedere "grazie speciali" qui che non altrove. 

Purtroppo i santuari ai nostri giorni assomiglia­no più ai musei, che fanno gola al turismo. Sem­pre più raramente vedono persone educate, i qua­li entrando nella Casa di Dio fanno un riverente inchino. Il Signore dell'Universo, il Re dei Re, il Figlio di Dio circondato da invisibili Cori Ange­lici, umilmente tollera dalla mattina fino alla sera ogni sgarbatezza ed irriverenza. Ma non per sem­pre, come dice Lui: "Sono stato sempre in silen­zio, ho pazientato: ma ora come una donna al rompere del parto, farò sentire la mia voce ed allargherò il respiro, dissipando e travolgendo insieme... (Is. 42,14). 

Ma il più grande mistero della Grotta, è la sua dedicazione. 

Perfino S. Michele conferma questo mistero, dicendo a S. Lorenzo: "Spetta a me manifestare come io stesso abbia consacrato questo luogo!". Il Santo Vescovo prestò fede alle parole dell'Arcangelo e celebrò la S. Messa come in un luogo sacro, già debitamente consacrato. Da que­sto dialogo con Arcangelo, ormai sono passati 1505 anni, ma questo grande mistero non fu mai svelato da S. Michele a nessuno. 

Ora se Arcangelo compie funzioni che sono legate al potere sacerdotale, si può dedurre che, Gesù estende la partecipazione al Suo Eterno Sacerdozio anche agli Angeli, anche se il modo, (a noi rimarrà mistero), la forma, il potere sono ben diversi dall'ordinazione umana, mediante il Sacramento dell'Ordine. Infatti, se la Chiesa ha riconosciuto ufficialmente valido "effetto", cioè la consacrazione, tanto più è legittimo riconosce­re la "causa" dell'effetto, cioè, il potere spirituale di consacrare un luogo, ed assegnarlo al culto Divino. 

Si legge anche nell'Apocalisse di S. Giovanni apostolo: ... "un altro Angelo venne e si fermò all'altare, avendo un turibolo d'oro; gli furono dati molti aromi, perché IMPREGNASSE LE ORAZIONI di tutti i santi, sull'altare d'oro che, è davanti al Trono di Dio. E salì il fumo degli aro­mi, per le orazioni dei santi, "DALLA MANO DELL'ANGELO al cospetto di Dio (Apoc. 8). 

Un altro mistero della Grotta di S. Michele nel­la vita del Santo Imperatore Enrico II ultimo Sas­sone, e che non è privo di realtà. Già da diversi secoli, gli abitanti di Monte osservarono che, durante la notte luci misteriose riempivano la Grotta ed, all'avvicinarsi dell'alba, si spegnevano da sé. Nessuno ebbe mai il coraggio di curiosare. 

Venne l'Imperatore Enrico, che aveva per moglie Santa Cunegonda, in devoto pellegrinag­gio. Tanto desiderava conoscere tale mistero, che già da molti lo aveva sentito raccontare, che chie­se ed ottenne il consenso dell'Abate in carica, di poter passare l'intera notte nella Grotta. 

Ad un tratto, gli spazi della Caverna si esten­dono agli occhi dell'Imperatore indefinitamente. 

Passano schiere di Angeli cantando, poi appaiono altre schiere, armate scintillanti tutti come lampi. In mezzo di loro conducono, come in pompa trionfale, il loro Duce, il Signore del luogo San Michele Arcangelo. Quindi una nuova schiera annunzia la Divinità stessa che, si posa accanto all'Altare Maggiore. Gli Angeli ora celebreranno la Messa solenne, similmente ai sacerdoti terreni. Anche l'Imperatore viene ammesso alla solennità e Gesù, per mezzo di un Angelo gli fa baciare l'Evangelo. Come segno tangibile della verità e realtà della sua visione, un Angelo gli tocca l'anca, e la mattina tutti videro l'Imperatore zop­picare. Questo male gli rimase fino alla sua mor­te. "E una delle visioni più splendide che il Medio Evo ci abbia lasciato" scrisse lo scrittore Gothein. 

L'Imperatore Enrico II fu canonizzato nell'anno 1152 dal Papa Eugenio III. La sua vita fu scritta da Ughelli: "Vita di Enrico II, il santo. Cap. 22. 

Ma il "mistero unico", che non si può trovare in nessun altro Santuario del mondo è scolpito in queste parole di S. Michele: "Ubi saxa pandutur, ibi peccaa hominum dimittuntur, haec est domus specialis, in quaeque noxialis!". "Dove i sassi si aprono, qui i peccati degli uomini vengono perdonati. Questa è la Casa Speciale di Dio, nella quale ogni delitto viene annullato!" 

La Chiesa non si è mai pronunziata ufficial­mente su questo singolare privilegio della Basili­ca di S. Michele. Ai fedeli in questa vita rimane sempre un mistero da venerare ed a ringraziare alla Divina Misericordia, perché ha glorificato S. Michele doni sì eccelsi. 

Se si pensa che S. Francesco fu in grado da sola di ottenere per una semplice visita alla Por­ziuncola la remissione di tutte le pene delle Ani­me del Purgatorio. 

Disse S. Michele a Santa Filomena: "Sappiano tutti, che la mia protezione a favore dei miei devoti è senza limiti!" Queste consolanti parole devono riempire i nostri cuori di una sconfinata fidūcia verso così Potente Principe! Preghiamolo con grande umiltà: "O ARCANGELO S. MICHELE INSEGNATEMI DI FUGGIRE IL PECCATO E LE OCCASIONI PECCAMINO­SE. OTTENETEMI LA GRAZIA, CHE IO CAMMINI SEMPRE SULLA VIA DEI COMANDAMENTI DIVINI, PEGNO DELLA VITA ETERNA, COME DISSE GESU': "SE VUOI ENTRARE ALLA VITA OSSERVA I COMANDAMENTI!" (Mt. 19). Non abbando­narmi, MA PROTEGGETEMI FINO A QUANDO NON MI VEDRETE SALVO, PER RIN­GRAZIARE A DIO CON VOI IN ETERNO!" 

  

QUALE E’ IL MIGLIOR MODO PER GLORIFICARE SAN MICHELE ARCANGELO?

Questo prezioso insegnamento si trova nel bel libro: "Manoscritto del Purgatorio" (edito da LOC, Torino) e fu impartito da un'anima del Pur­gatorio ad una suora, sua consorella, con il per­messo di Dio. È chiaro che è rivolto a tutte le ani­me di "buona volontà". Trascrivo tutto alla lette­ra, senza alcuna variazione. 

"... il modo più efficace di glorificare S. Michele in Cielo e sulla terra è di raccoman­dare il più possibile la devozione alle anime del Purgatorio e di far conoscere il grande ufficio che egli esercita presso le anime pur­ganti. E’ lui che fu incaricato da Dio di condur­re le anime meritevoli del Cielo, ma a debitori della Giustizia Infinita di Dio, al luo­go di espiazione, ed introdurle, dopo la purifi­cazione, nell'eterna dimora. Ogni volta che un'anima viene ad accrescere il numero degli eletti, il buon Dio è da lei glorificato. Questa gloria ricade in certo qual modo sul glorioso Principe del Cielo. La gloria accidentale che riceve l'Arcangelo è superiore a quella degli altri santi, poiché la gloria di cui vi parlo, è proporzionata alla grandezza del merito di colui che la riceve, come anche il valore dell'atto che ha meritato detta ricompensa. Afferma anche Gesù: "a chi ha, sarà dato!". 

È un onore grande per S. Michele di presen­tare al Signore delle anime che si accingono a cantare le Sue misericordie e ad unire la loro riconoscenza a quella degli eletti, per tutta l'eternità. 

Quando il Buon Dio lo permette, possiamo comunicare direttamente con l'Arcangelo, nel modo con cui gli spiriti e le anime dei beati comunicano tra di loro. Non sono in grado di farvi comprendere tutto l'amore che il Celeste Arcangelo ha verso di noi. Egli ci incoraggia nella nostra sofferenza (parla sempre l'anima del Purgatorio) parlandoci del Cielo. Noi vediamo S. Michele come si vedono gli angeli nella loro natura angelica. Egli non ha corpo. Viene in Purgatorio per rilevare tutte le anime già purificate. Egli è il primo tra i primi Prin­cipi in grandezza e gloria incomparabile. 

Anche i nostri Angeli Custodi vengono a visitarci in questo luogo di pena, ma S. Miche­le supera tutti in bellezza ed in maestà. La Vergine SS. discende nel Purgatorio il giorno delle sue feste e si ritorna in Cielo insieme con molte anime osannanti. Mentre Lei sta con noi, nessuno soffre: S. Michele accompagna fedelmente la sua Regina, ma quando lui viene solo o accompagnato da qualche angelo, tutti soffriamo come sempre. 

Dite... ai Confessori... che, se vogliono fare cosa graditissima a S. Michele, raccomandino intensamente ed ovunque, la devozione alle anime del Purgatorio. Vi devi dire ancora che, il Purgatorio delle persone consacrate o che hanno ricevuto iù grazie, è più lungo e molto più penoso delle anime comuni. 

Per sollevare le pene delle Anime Penanti, il mezzo più efficace e la S. Messa fatta celebra­re o ascoltata devotamente, la Via Crucis ed il S. Rosario, che racchiude la vita e la morte di Gesù e di Marita". Fino qui l'anima. 

Importantissima!!! Coloro che non hanno tem­po materiale per queste pratiche, o sono corti di mezzi, ma hanno la buona volontà di sollevare i dolori delle Anime Purganti, viene incontro la Nuova Indulgenza concessa dal Concilio, che dice testualmente: "Si conceda l'Indulgenza parziale al fedele che, nel compiere i suoi doveri (lavoro) e nel sopportare le avversità della vita, innalza con umile fiducia l'anima a Dio, e recita, anche solo mentalmente, una pia invocazione". (manuale delle Indulgenze 1967). Si deve sapere che, per guadagnare l'Indulgenza Plenaria o parziale, è indispensabile non aver peccato mortale sull'anima. 

Con questo semplice mezzo possiamo solleva­re le anime del Purgatorio dalle loro pene, appli­cando ad essi l'Indulgenza di cui sopra. 

Non dimentichiamo poi la moneta d'oro che è la carità che è in grado di trasformare questa esi­stenza terrena in una anticamera del Paradiso! Ecco alcuni esempi, per facilitare la scelta: "Carità è compatire i difetti, insegnare agli ignoranti, consolare gli afflitti, visitare gli infermi, soccorrere i bisognosi, pregare per la salvezza dei peccatori, coprire quando si può i difetti altrui: carità è addolcire un'amarezza, rimarginare una piaga, suffragare i defunti: dunque carità in casa, carità in chiesa, per le strade, per i fanciulli, per i vecchi, per chi sof­fre e per chi muore!" (Gesù a Lucia Fiorentini, figlia spirituale di P Pio). 

Se tutti i defunti hanno bisogno di suffragio, maggiormente implorano il nostro generoso aiuto i sacerdoti defunti, che sono "le pupille di Dio ed amici intimi di Gesù". Anche S. Michele Arcan­gelo ha una speciale predilezione per loro in quanto sono ornati non solo con il diadema del Battesimo, ma anche con la fulgida corona del Sacramento del'Ordine, due segni incancellabili, perfino nell'Inferno! Possiamo essere certi, che S. Michele presenterà nel suo "turibolo d'oro" la nostra umile preghiera unendola con la sua. 

Si legge nella vita della Madonna, scritta nel secolo XVI dall'Abadessa Agreda, che dopo l'Ascensione di Gesù, Maria SS. si preparò sem­pre con grande cura a festeggiare gli eventi più salienti della vita terrena del Divino Salvatore. Non compariva mai con mani vuote in questa solennità, ma presentava a Gesù le anime da lei salvate con sacrifici, digiuni e con preghiere. Maria, per Testamento Divino è Madre di tutti i figli di Adamo, in quanto per mezzo di lei l'uma­nità ottenne da Dio la Grazia di diventare fratelli di Gesù Cristo. Ella è Colei che ha rivestito il Figlio di Dio con la natura umana. Non la natura Angelica, ma la natura umana fu rialzata da Gesù sul Trono della SS. Trinità. Già questo solo bene­ficio basterebbe a muovere tutti i cuori per grati­tudine e per amore di Lei. Ma la cecità e l'orgo­glio umano è restio a contemplare Colei che ammirata dalla Trinità SS.... "Sei tutta bella, amica Mia, e non c'è macchia in te! Quanto sei bella, amica Mia, quanto soave!" (Cant. 4). Un giardino chiuso sei tu, sorella Mia sposa, un giardino chiuso, una fonte sigillata... (Cant. 5). Gli Angeli ammirano con esultanza il Volto della loro Regina. I Patriarchi, i Profeti con tutti i santi in un'eterna estasi cantano le sue lodi. Solo noi mortali siamo avvolti nel velo della più grossola­na indifferenza. Tra le nostre omissioni il più gra­ve è il rifiuto di accettare il Messaggio di Fatima, da cui dipende la salvezza e la pace del Mondo. Intere nazioni spariscono sotto i nostri occhi e si sta preparando il macello universale con i mici­diali mezzi chimici e con la bomba atomica, cen­to volte più potente di quella di Hiroshima e noi europei, pecore da macello bee... e beliamo bea­ti accanto ad un pugno di fieno. La nostra ragione ed intelligenza con la nostra fede cristiana andata a ferie lunghe... lunghe... fu gettata nel fetente stagno della massificazione universale del "ses­so" "della Fede" della "cultura di massa" con insana e deturpante moda della "massa dei futuri schiavi". A noi, come ad Eva, Satana dice:"... no davvero, che non morirete". Ah, quante vittime miete questo ingannatore! 

Ogni minuto del tempo è un tesoro! Tesoreggiamo per la salvezza delle anime dei nostri fra­telli. Sforziamoci, che le feste di S. Michele diventino anche per noi occasione gioiosa a offri­re a questo Grande Principe le nostre preghiere e i nostri sacrifici per le anime dei defunti. Se la nostra condizione economica permette offriamo anche una S. Messa per il sacerdote più abbando­nato nel Purgatorio. Se ripetiamo questa carità mensilmente, sperimenteremo la straordinaria gratitudine e continua assistenza dei sacerdoti defunti e di S. Michele. Importante ricordare ciò che Gesù diceva a S. Geltrude benedettina: 'I fedeli libereranno un'anima più o meno presto a seconda che pregheranno con più o meno fervo­re, e a seconda dei meriti che ciascuno avrà riac­quistato durante la vita'. 

Chi è solo o si sente abbandonato e chi è devo­to a S. Michele sinceramente cerchi di passare la sua giornata nella preziosa amicizia degli Angeli e delle Anime Sante! Vedrà, che queste anime Vi saranno di grande aiuto e preverranno tutti i suoi desideri, sempre con beneplacito e nell'ambito della Divina Volontà! Se noi ci sforziamo di glo­rificare S. Michele, lui a sua volta ricolmerà noi con i suoi favori, sia in questa vita che nell'altra con la generosità di un Principe Celeste! 

  

LA PRESENZA VISIBILE DI S. MICHELE NELL'AGONIA DI OGNI MORENTE SENZA DISTINZIONE DI FEDE O NAZIONALITÀ

Vorrei pregarti, gentile lettore, di porre grande attenzione, seria riflessione per ciò che stai ini­ziando a leggere. Un giorno, che solo Dio sa quando, saremo io, tu, lui, o lei protagonisti di questo evento irripetibile di ogni esistenza, cioè l'agonia. 

Stai partecipando all'accurata istruzione di un'anima consacrata, Sr. Gabriella agostiniana, morta in Francia, nel convento di Valognes, di appena 36 anni, vittima della grande epidemia, che mietè innumerevoli vittime nell'anno 1871. 

Per amorosa Misericordia di Dio, Sr. Gabriella, dopo che ha passato diversi anni nel "Grande Purgatorio", poteva apparire alla sua ex consorel­la, Sr. Maria della Croce, con il compito preciso di rivelare - anche se velatamente - alcuni misteri del mondo dell'Aldilà. Tra questi, i diversi tipi di agonie dei morenti, nel momento in cui l'anima passa dal Tempo all'Eternità. Il libro si intitola "Manoscritto del Purgatorio", Ediz. Libreria della Dottrina Cristiana, Colle D. Bosco (Asti). Descri­vo un brevissimo riassunto, solo quello che riguarda S. Michele Arcangelo ed il suo ufficio presso ogni essere umano nei loro diversi tipi di agonia. 

Parla Sr. Gabriella: "Non è possibile com­prendere bene l'agonia, senza esserci passati... nondimeno cercherò di spiegarvi il meglio che posso. L'anima, nel lasciare il corpo si trova tutta investita da Dio. senza però vederLo, ma è annientata dalla Sua presenza. Essa si ritro­va in una luce tale che, in un batter d'occhio vede tutta la sua vita e le conseguenze di quel che merita. Lei stessa, in questa visione si chiara, pronunzia la propria sentenza. SAN MICHELE è sempre là, quando l'anima lascia il corpo. Vedono tutti moribondi! Egli è come testimone e l'esecutore della Giustizia Divina. Ho visto anche il mio Angelo Custode. Solo in questo momento si comprende il grande Amo­re di Dio per le anime e quale disgrazia sia il peccato agli occhi della Sua Maestà Divina!". 

La descrizione del transito dell'anima in forma identica si legge nella rivelazione "costretta" di una giovane donna dannata nell'opuscolo "Lette­re dal mondo di là" ristampato anche sotto il tito­lo: "Sono dannata!". Racconta Anetta dall'Infer­no, vittima di un incidente stradale: "Io stessa mi svegliai improvvisamente dal buio, nell'istante del mio trapasso. Mi vidi inondata da una luce abbagliante. Fu nel luogo medesimo dove gia­ceva il mio cadavere. Avvenne come in un tea­tro, quando nella sala d'un tratto spengono le luci, il sipario si divide rumorosamente e si apre una scena inaspettata orribilmente illu­minata. La scena della mia vita! Come in uno specchio l'anima mia si mostrò a me stessa. Le Grazie calpestate dalla giovinezza fino all'ulti­mo "No!" di fronte a Dio. Io mi sentii come un assassino, al quale, durante il processo giudi­ziario, viene portata dinanzi la sua vittima esanime... Pentirmi? Mai!... Vergognarmi?... Mai...! 

Però non potevo resistere sotto gli occhi di Dio da me rigettato...! Come Caino fuggì dal cadavere di Abele, così l'anima mia spinta via da quella vista di orrore... Allora la mia ani­ma, come un'ombra gialla di zolfo, precipitò nel luogo dell'eterno tormento!" Che Dio ci liberi da simili sciagure! Ma torniamo a S. Michele e la sua reale presenza nelle diverse ago­nie, seguendo sempre Sr. Gabriella. 

1. Trapasso tranquillo. "Sono quelli che muoiono senza agonia, senza provar nulla doloroso. Il Buon Dio ha il Suo disegno in tut­to! 

2. Agonia combattuta dalle anime forti e gene­rose. "In quell'ultimo momento decisivo per la sorte eterna, il demonio sfoga tutta la sua rab­bia attorno ai morenti. Il Buon Dio, per far acquistare maggior merito alle anime, permet­te che subiscano quelle ultime prove, quegli ultimi combattimenti. Le anime forti e genero­se al fin d'aver un posto ancor più bello in Cielo, hanno spesso, al termine della loro vita e delle ansie della morte, terribile lotte contro l'angelo delle tenebre ma escono sempre vitto­riose! Il Buon Dio non permette che un'anima, che si è data tutta a Lui durante la sua vita, perisca in quegli ultimi momenti!" 

3. Agonia con assistenza speciale di Maria SS., San Giuseppe, degli Angeli e dei Santi. Le perso­ne, che hanno amato ed invocato la S. Vergine tutta la vita (non saltuariamente), ricevono da Lei molte Grazie nelle ultime lotte. San Dome­nico, esorcizzando un ossesso, senti dire dal dia­volo: "Noi dobbiamo confessare per forza supe­riore che nessuno di quelli, che hanno persevera­to nella devozione alla Grande Signoria, si è dan­nato con noi!" 

La potentissima assistenza di S. Giuseppe, costituito da Dio Patrono della Buona Morte, libera i suoi devoti nella loro agonia da ogni insidia e malizia di Satana. Solo nel sentire pronun­ziare il nome di S. Giuseppe gli spiriti maligni tremano! Lui è il vero "Vicerè", non in Egitto, ma in Cielo con privilegi e potere immenso. Alla sua incomparabile santità l'Eterno Padre affidò la cura terrena del Suo Unigenito e la Vergine Benedetta. Il Verbo Divino scelse lui come Custode della Sua Deipara Madre. Lo Spirito Santo, Dio di Infinita Maestà, tra tutti gli uomini elesse solo lui come custode della Sua Immacola­ta Sposa, il giglio Candido, la Rosa splendente ed unica senza spine. Gesù e Maria ripetono a tutti noi le parole, che il Faraone rivolse al popolo affamato di Egitto: "Andate a Giuseppe!". 

San Michele Arcangelo, mediante il suo altissi­mo ufficio, di "presentatore delle anime", dovrebbe essere amato, venerato, invocato da tut­ta l'umanità, perché è lui che attende tutti i mor­tali, buoni e cattivi alla soglia dell'eternità! 

I veri devoti di S. Michele non solo nell'agonia sentono la sua potentissima protezione, ma speri­menteranno la sua predilezione e premura con la liberazione anticipata dalle fiamme del Purgato­rio. Secondo la sua promessa porterà al Cielo prestissimo tutti coloro che hanno recitato devo­tamente ogni giorno la "Corona Angelica". Diffondere la devozione del glorioso Principe degli Angeli (non per turismo) è un apostolato urgentissimo del turbinoso avanzare del Male, come previde anche il santo Re e profeta Davide: "Perché fremono le genti e i popoli macchina­no vane trame. Si fanno avanti i potenti della terra ed i principi si collegano insieme contro il Signore ed il suo Messia (comunismo, masso­neria, ateismo) "spezziamo" - gridano - le loro catene e gettiamo via da noi il loro giogo!" (Salm.) Non solo nazioni o Governati, ma dolo­rosamente anche molti cattolici non vogliono più sentire parlare dei dieci Comandamenti, Magna Carta della salvezza eterna e la pace vera sulla terra. Invece ai veri devoti di S. Michele brilla la Speranza perché: "S'accampa l'Angelo del Signore attorno a quelli che Lo temono e li sal­va!" (Salm. 33). 

San Benedetto Abate, in una visione, promise a S. Geltrude: "Chiunque mi ricorderà la dignità con cui il Signore volle onorarmi, concedendo­mi una morte così gloriosa, sarà da me assisti­to nell'ora del trapasso, e lo difenderò da tutti gli attacchi del nemico. Protetto dalla mia pre­senza, vincerà le tentazioni e si slancerà con gioia verso l'Eternità!" 

Un altro grande privilegio di S. Benedetto a favore di coloro che portarono devotamente la "sua medaglia" consiste che a queste persone nessun malocchio o fattucchiera, da qualunque parte vengano, possono nuocere sia al corpo che all'anima. Sia chiaro che da questi privilegi sono esclusi tutti coloro - anche se portano la medaglia - che deliberatamente servono Satana, vivendo in peccato mortale, senza la minima buona volontà o desiderio di emendarsi e ritornare a Dio Padre amoroso. 

Tanti i Santi - come afferma Sr. Gabriella - ma soprattutto quelli a cui il morente fu devo­to in vita, hanno il privilegio di soccorrere i loro devoti in ogni necessità della vita, special­mente negli ultimi istanti dell'esistenza che si spegne!" 

4. Morte improvvisa, senza agonia. La morte subitanea ha due moventi nell'ordine divino: Misericordia e Giustizia, secondo l'insegnamento di Sr. Gabriella: "Quando un'anima è timida e Dio vede che è preparata a comparire dinanzi Lui, per risparmiare gli spaventi, che potrebbe provare all'ultimo momento, Dio la porta via da questo mondo con una morte improvvisa. 

5. Morte di Giustizia con due specie. 

a) "Dio come Padre, Amore Infinito, è più incline a perdonare e salvare le anime che a condannare. Così nel Suo imperscrutabile Giudizio lo permette che, certe anime muoiano improvvisamente. Esse non sono per questo tutte perdute, ma private degli ultimi Sacra­menti (oggi) o ricevendoli in fretta, senza essersi preparate all'ultimo passo, il loro Pur­gatorio è molto più doloroso e si prolunga maggiormente!" Purtroppo anche la Chiesa dopo il Concilio non supplica più: che Dio liberi i cattolici "dalla morte improvvisa". Anzi molti vogliono mettere in oblio l'unica vera realtà di ogni vita umana: MORTE... GIUDIZIO... PARADISO... INFERNO, cioè i "nuovissimi" in quanto danno inizio alla vita nuova, immortale, appena l'anima lascia la Terra! 

b) Morte di Giustizia dei peccatori ostinati. "Queste anime, avendo colmato la misura dei loro delitti ed essendo rimaste sorde a tutte le Grazie Divine, il Buon Dio le toglie dalla Terra affinché non vi provochino ancor di più la Sua Giustizia Infinita. Dio è amore e mostra la Sua Misericordia anche verso questi figli. ribel­li con un non lasciare esaurire sulla terra la loro malvagia volontà, per non aumentare le colpe e conseguenze le pene eterne. 

Valida questa Giustizia anche per le Nazioni ostinatamente atee, stando al terzo segretodi Fatima: "Oceani inonderanno interi continenti, che gli uomini verranno tolti dalla vita repen­tinamente da un minuto all'altro, e ciò a milio­ni!" (Santo Padre in Fulda). All'umanità la scel­ta: o ritornare a Dio con penitenza sincera oppure il castigo, secondo il S. Vangelo: "Saranno quei giorni di tale tribolazioni, qual mai non fu dal principio della creazione, fino ad ora, né mai sarà!" (Mc. 13,19). Chi non è cieco può vedere che "la scure è già posta alla radice degli albe­ri..." (Mt. 3,10) bombe atomiche, chimiche, bat­teriologiche in gran numero presso ogni paese d'Europa, che punirà la sua apostasia e la sua ribellione contro la Legge di Dio! 

È usanza universale presso tutti i tribunali che nel processo sia sempre presente un avvocato difensore per ogni accusato. Se i mezzi lo con­sentono, si ricorre anche a due o tre "difensori di fama" per salvare la pelle! Tanto più è importante procurarsi avvocati e difensori celesti per ottene­re clemenza nel "tremendo Giudizio" presso il Tribunale di Dio. Dopo la Madonna e S. Giusep­pe, è S. Michele che stà più vicino al Trono di Dio, rivestito di potenza e gloria sopra ogni coro angelico. Sarebbe grande vantaggio per ogni sin­gola persona se germogliasse nel cuore una devo­zione a lui, in quanto tutti indistinamente incontreranno l'Arcangelo nella propria agonia. Anche la S. Scrittura parla di questo grande vantaggio: "S'accampa l'Angelo del Signore accanto a quelli che lo temono e li salva!" (Salm. 33,8). 

  

S. MICHELE VITTORIOSO NELLA LOTTA FINALE CONTRO LUCIFERO ANCHE SULLA TERRA, E LA PURIFICHERÀ’

Gentile lettore, prima di leggere questo capito­lo, volgi uno sguardo alla tua relazione con Dio. Comincia con la tua fanciullezza, giovinezza e della tua età adulta. Fai come un buon medico, esami­na scrupolosamente, se per caso hai sofferto o soffri ancora l'epidemia fatale: "IL SONNO DELL'IGNORANZA RELIGIOSA". Dice la S. Scrittura: "QUELLO CHE NON RACCOGLIE­STI NELLA TUA GIOVENTU’, COME POTRAI TROVARE NELLA TUA VEC­CHIAIA?" (Ezech. 25). Il Proverbio dice: "Meglio tardi che mai!" Perciò, comincia oggi stesso a leggere e meditare l'Apocalisse di S. Giovanni apostolo, di cui lui stesso dice: "Beato chi legge e chi ascolta le parole di questa profezia ed osserva ciò che è scritto in essa. Il tempo infatti è vicino!". Oggi a noi tanto più vicino, in quanto già sono passati quasi 2.000 anni. Alla conclusione del libro S. Giovanni apostolo scri­ve: "Se qualcuno osasse fare delle aggiunte, Dio lo caricherà di tutti i flagelli scritti in questo libro. E se qualcuno togliesse delle parole dal libro di questa profezia, Iddio toglierà la sua par­te dall'Albero della Vita e dalla Città Santa, descirtta in questo libro". (Apoc.) 

Sua S. Papa Giovanni XXIII di f.m. disse: "Che il Signore ci apra a intendere le voci della Storia, ci apra a intendere LA VOCE SUA, echeggiante nel Vangelo, che deve essere la nostra Legge, la nostra forza: LA PAROLA DI DIO. 

Ma il primo passo verso la felicità senza fine rimane sempre stabilito all'immutabile parola di Gesù: "Se vuoi entrare nella Vita, osserva i Comandamenti!" Sia chiaro a tutti che, Dio pro­pone, ma mai s'impone, come testimonia anche la S. Scrittura: "Dio da principio creò l'uomo (nessuna evoluzione) e lo lasciò in mano del suo arbitrio. Aggiunse però i suoi Comandamenti e i suoi precetti. Se tu VORRAI, osserverai i Comandamenti ed il serbar fedeltà dipende dal tuo beneplacito. Ti ha messo davanti l'acqua e il fuoco: a QUEL CHE TU 

VUOI, stendi la mano. Di faccia all'uomo sono la Vita, e la Morte, il Bene e il Male, ciò CHE GLI PIACERÀ, gli sarà dato. Perché grande è la Sapienza del Signore, forte e Egli nella Sua potenza e tutto vede. Gli occhi del Signore sono rivolti a coloro che lo temono ed Egli conosce OGNI OPERA dell'uomo. A nessuno ha comandato di agire da EMPIO, ed a nessu­no ha dato licenza di peccare". "Non desidera infatti una turba di figli INFEDELI ed INU­TILI" (Eccl. 15,14). 

Nell'Apocalisse, San Giovanni apostolo rac­conta la sua stupenda visione che riguarda tutto il Creato, Angeli, uomini, demòni ed il Cosmo. Perciò non deve essere ignorata da nessuno, sia credente in Dio, o no! Ecco alcuni brani signifi­cativi: "Vidi un Angelo scendere dal Cielo, che aveva la chiave dell'abisso e una grande cate­na, nella sua mano. Afferrò il drago, l'antico serpente che è il diavolo. Satana e lo legò per mille anni, e lo gettò nell'abisso, e serrò e sigil­lò l'abisso su di lui, affinché non seducesse più le genti, sino che fossero compiuti i mille anni. Terminati che saranno i mille anni, sarà sciol­to Satana dalla sua prigione, ed uscirà a sedurre le nazioni che sono ai quattro canti della terra, per adunarle a battaglia... Guai alla terra e al mare, perché è sceso giù il dia­volo in gran furore, sapendo che poco tempo ha ancora, e se ne andò a fare guerra a quelli che OSSERVANO I COMANDAMENTI DI DIO, ed hanno a cuore LA TESTIMONIAN­ZA DI GESU CRISTO. (Apoc.). 

Già l'Apocalisse dice che, S. Michele con i suoi Angeli vincerà Satana anche sulla terra, alla fine dei tempi, quando l'Angelo caduto ingaggerà la battaglia ben preparata contro Dio. 

Ma come verrà? In che forma? Ecco la descri­zione dettagliata di Santa Hildegard von Bingen, nel suo libro "Scivias" ossia "Conoscenza della Via che è Gesù Cristo: Via, Verità e Vita. Ma prima di leggere apriamo con umiltà il nostro cuore alla Voce Amorosa ed ansiosa dell'Eterno Padre il quale parla per mezzo della Santa a tutti i Suoi Figli, passati, presenti e futuri: "Ascoltate o Miei cari questa testimonianza e conservate scrupolosamente con intelligenza per la vostra propria salvezza. Ignorare questi eventi pro­rompenti con ogni crudeltà, può gettare voi nell'Apostasia, nell'abbandono della Fede e conseguentemente nella rovina eterna; arma­tevi con questi santi ammonimenti o figli Miei alla battaglia decisiva della vostra salvezza". Tutto il libro fu dettato in visione dall'Eterno Padre, iniziato nel 1141, approvato da S. Santità Papa Eugenio III nell'anno 1147. Fu il libro più letto dell'Epoca da ogni ceto religioso e civile. Dal lungo Capitolo "Fine dei tempi" io accenno ora appena un breve riassunto secondo lo scopo di questo libro. 

"Satana prenderà possesso una creatura che nascerà da una giovane ragazza, cresciuta in un luogo solitario, in un ambiente della più obbro­briosa e irreligiosa empietà. Già nella sua giovi­nezza, per raggiri ed influssi di satana è stata contaminata con ogni sorta di vizio e di errore. Per i suoi genitori il luogo del suo soggiorno è sconosciuto e perfino gli abitanti dei dintorni non la conoscono. La sua Guida è Satana, travestito da "Angelo della Luce", che la istruisce e la tra­sforma secondo il suo malvagio volere diabolico. Per comando di lui, la ragazza si separa da tutti, e si dà alla vita dissoluta con alcuni uomini. Luci­fero con arte satanica l'ottenebra e raggirala sua mente finché la convince che i suoi partner non sono uomini, ma angeli. Con questa convinzione falsa la giovane donna concepirà l'Anticristo, nella più ardente concupiscenza, senza sapere tra i molti chi fosse il padre della sua creatura. Il Serpente antico è pieno di gioia per questi orrori ed abominazioni, frutti tangibili dei suoi raggiri. 

Si impossessa della creatura già nel seno materno con tutte le sue forze e la sua intelligenza satani­ca. 

Nascerà così l'Anticristo, impregnato totalmen­te dallo spirito del Male. Da quell'ora, la giovane madre eviterà ogni dissolutezza, affermerà con sicurezza che ha concepito il suo figlio senza l'intervento dell'uomo, e non riconscerà mai un padre per lui. Si atteggerà poi come una "santa", ed annunzierà ad alta voce la miracolosa nascita del figlio. La gente le crede e la moltitudine la venererà insieme al suo bambino. 

Tra questi raggiri ed intrighi crescerà l'Anticri­sto. Sua madre sotto l'influsso di Lucifero, con l'arte magica e secondo l'opportunità lo mostrerà al popolo, a quelli che credono in Dio ed a quelli che non credono, ottenendo così che tutti lo ami­no. 

Diventando uomo, l'Anticristo presenterà la sua dottrina con parole altisonanti in totale con­traddizione con la Parola di Dio e con l'insegna­mento della Chiesa. Riceverà da Lucifero tale potenza che, tenterà di elevarsi fino alle nubi. Per imperscrutabile giusto Giudizio di Dio, otterrà il permesso di esercitare contro diverse persone il suo potere magico, conforme alla sua malvagia volontà. Come all'inizio della Creazione Lucifero disse: "Sarò simile all'Altissimo!" (Is. 14, 14) ma precipitò nell'Inferno, così Dio permet­terà che alla Fine dei Tempi nel suo "figlio" dica: "Il Salvatore del mondo sono io!", ma cadrà defi­nitivamente. La Fede dimostra come Satana fu bugiardo dall'inizio della Creazione, mascheran­dosi sotto la sembianza di un serpente, così nella notte del mondo, i fedeli vedranno l'Anticristo. È la bugia in se stessa, quando, prima del Giorno del Giudizio, tenterà di essere uguale al Figlio di Dio. 

Egli è la "bestia nera!". Tutti coloro che non lo riconosceranno, ucciderà con crudeltà satanica. (Oggi il mondo pullula dei suoi precursori!). L'Anticristo ripeterà l'antichissimo slogan di Satana: riguardo i regni e le ricchezze della terra: "Io ti darò tutta questa potenza e tutta la glo­ria di questi Regni... se tu ti prostrerai per adorarmi!" (Luc. 4,,6). Molti re, principi, magnati e ricchi attirerà così nella sua sequela; opprimerà l'umiltà, eleverà la superbia e con l'arte diabolica soggiogherà tutta la terra. Sembra che il profeta Abacuc contemplò la smoderata brama dell'Anticristo: "Come il vino tradisce l'uomo, così fa l'orgoglio con l'uomo superbo. Non conserverà costui la dignità. Allarga le sue brame come le fauci degli Inferi, ed è, come la morte, INSAZIABILE! Riunire vor­rebbe sotto di sé tutte le genti e tutti insieme ammassare i popoli!" (Abacuc 2,5). Oggi questa politica è già quasi portata ovunque a termine. 

Gesù, il Buon Pastore premunisce anzitempo le Sue pecorelle: "Se una di voi dirà allora: Il Cristo, eccolo qui o eccolo là; non credete, per­ché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti E FARANNO SEGNI E PRODIGI da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti!" Il potere dell'Anticristo estenderà sopra le origini dei ven­ti, procurando uragani e simili. Chiamerà fuoco dall'alto, lampi, tuoni, grandinate. Apparente­mente sposterà la montagna, asciugherà l'acqua dei fiumi, toglierà ai boschi le foglie verdeggianti e restituirà la linfa secondo il suo piacere. Simili buffonate opererà sopra il Creato. Anche con gli esseri umani userà i suoi inganni. Con malattie apparenti colpirà i sani e risanerà gl'infermi. Come? Né il malato, né il medico conosceranno la causa di questi misteriosi mali, e nessuno sarà in grado di curarli. Allora i colpiti torneranno a lui in cerca di aiuto e l'Anticristo toglierà l'infer­mità con il suo potere magico. Questo metodo usano tutti gli stregoni di tutti i tempi. 

Risusciterà anche i morti. Se l'anima di un defunto è nel regno di Satana nell'Inferno, per una speciale permissione di Dio, l'Anticristo ado­pererà la sua spoglia mortale per prodigi apparen­ti, come per esempio farà muovere questi corpi inermi come fossero vivi. Questo sarà rarissima­mente concesso a lui, per non schernire l'Onore della Maestà Divina. Molte persone vedendo questi segni e prodigi avranno fiducia in lui, e nutriranno devozione verso la sua persona. 

I seguaci dell'Anticristo disprezzeranno Dio, e con la volontà ostinata nel Male, negheranno di riconoscere Dio mediante la Fede. L'Anticristo manipolerà questi infelici come povere marionet­te, accontentando la loro bramosia in tutto, ma accecandoli a tal punto che "riterranno come purissima verità i suoi raggiri ed inganni, vera arte mistificatrice". L'Anticristo comunicherà anche ai suoi "fedelissimi" la sua potenza, così che questi potranno manipolare gli uomini e sog­giogarli secondo la loro malvagità. Mai però potrà cambiare la sostanza degli esseri creati. A questi uomini erranti lontani da Dio offuscherà l'intelletto e la ragione, perché hanno abbandona­to Dio ed hanno prestato culto a Satana adoran­dolo. 

L'Anticristo farà amare la ricchezza, i godi­menti, avverserà ogni disciplina dei sensi e del corpo. introdurrà e comanderà con rigore la circoncisione dei maschi, l'osservanza delle usanze giudaiche, ma alleggerirà ogni rigore della Leg­ge. Abolirà il Sacramento del Battesimo, l'Evan­gelo! Schermirà il culto ed insegnamento della Chiesa, ma soprattutto la sacra Umanità di Gesù Cristo, negando la Sua Divinità. Nessuna mente umana potra mai comprendere con quale dolore Gesù pronunziò questa futura tragedia che col­pirà la Sua Chiesa: "Verrà il tempo in cui desi­dererete di vedere uno solo dei giorni del Figlio dell'uomo e non lo vedrete. A voi diran­no: "Eccolo qua o eccolo là! Non andate e non mettetevi a seguirli". (Luc. 17,22). 

In sostituzione del Battesimo imprimerà un segno sulla fronte dei suoi seguaci che racchiu­derà in uno scritto il segno di Lucifero. Con que­sto atto infonderà nei segnati il mistero della ini­quità, incrementando l'inclinazine al Male, alla già decaduta natura umana. San Giovanni aposto­lo conferma la veridicità della profezia di S. Hil­degarda: "E farà che tutti, piccoli e grandi, ric­chi e poveri, liberi e servi, riceveranno un marchio nella loro mano destra o sulla loro fronte e che nessuno possa comprare o vende­re, se non chi ha il marchio, cioé il nome della bestia, o il numero del suo nome!" (Apoc. 13,16). L'Anticristo comanderà a tutti che, lo adorino come Dio. Se un credente rifiuterà, per­ché vuole rimanere fedele a Gesù Redentore, l'ucciderà con i più atroci tormenti, come vide anche S. Giovanni: "E vidi dei decollati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e quelli che non avevano adorato la bestia nella sua effige, e non avevano ricevuto il marchio sulla fronte o sulla mano loro" (Apoc. 20,4). 

L'Anticristo accompagnerà la sua "dottrina" con portentosi prodigi come predisse Gesù: "Verrà l'Anticristo il quale cercherà con pro­digi fatti da sé con la propria forza e con l'aiu­to dei demoni di indurre eventualmente in errore anche gli eletti. La Fede già languida dei cristiani verrà meno per la persecuzione, e rimarranno pochissimi costanti nella Fede, i quali saranno martirizzati dall'Anticristo. Si farà adorare come Dio, e molti, sedotti, gli cre­deranno". (Marc. 13,21). 

Il grande apostolo delle genti, Paolo ripete nel­la sua seconda lettera ai Tessalonicesi, questi eventi di portata universale: "Che nessuno vi inganni in nessuna maniera: perché ciò non sarà (la venuta dell'Anticristo) se prima non venga l'apostasia e si sia rivelato l'uomo del peccato, il figlio della perdizione (l'Anticristo) l'avversario che si innalza soprattutto quello che è chiamato Dio CHE, È OGGETTO DI VENERAZIONE, al punto da sedersi egli nel tempio di Dio, proclamando se stesso come Dio... egli si manifesterà solo al tempo oppor­tuno. 

Già è in azione il mistero dell'iniquità; sola­mente v'è colui che lo tratterà fino a che sia tolto di mezzo! Allora l'iniquo si manifesterà. La venuta di costui avrà luogo per opera di Satana, con ogni potenza e segni e prodigi bugiardi, e con tutti gli inganni di ingiustizia. per quelli che periranno, per non aver accolto l'amore della Verità in maniera da salvarsi... anzi si sono compiaciuti dell'ingiustizia! 

Quando l'iniquo si manifesterà, il Signore Gesù lo distruggerà col fiato della Sua bocca e lo annichilirà con lo splendore della Sua venu­ta!" (Lett. 2 Tessal.) 

Dopo queste rivelazioni della Fede, non è da trascurare il progetto di Lucifero rivelata ad una veggente russa pubblicata in un libro che porta l'approvazione Ecclesiastica molto prima del Concilio. In un occasionale colloquio nell'Infer­no tra un intellettuale dannato e Lucifero, quest'ultimo gonfio di superbia disse: "Alla fine dei tempi noi distruggeremo tutte le Leggi del­la moralità attraverso la derisione: coltiveranno sulla terra il SACRILEGIO E LA BESTEMMIA. Faremo accadere ogni sorta di avvenimenti oltremodo spiacenti. In ogni dire­zione creeremo un numero incredibile di osta­coli, ed avvolgeremo tutti gli uomini e le donne nella sete della più raffinata dissolutezza. Noi mieteremo riccamente nei campi del Male. Durante il regno dell'Anticristo i miei servi (demoni) assumeranno forme tali che, nessuno potrà supporre che siano diavoli in forma d'uomo. Essi indurranno in speciale tentazione e menti, e gli uomini perderanno la loro perso­nalità e la loro capacità di governare i propri istinti (brama per uccidere, rubare, di ricchezze, onori etc.) e prenderanno l'Anticristo per vero Cristo. Nel mio regno (l'Anticristo) vi sarà malvagità, folle disperazione, dolore e soffe­renze tali che, gli uomini cominceranno ad imprecare contro Dio! Ah! come io odio coloro che pregano nelle chiese! Odio le Messe, le prediche, i canti liturgici (oggi è riuscito a far prevalere la musica da ballo). Voglio un regno del Male... un regno dell'odio... odio... odio eterno! (quasi ci siamo!). (Dal mio sogno letargico di Fanny). 

"Ma chi è come Dio?" griderà di nuovo S. Michele, come all'inizio della creazione in Cielo, e comincerà la lotta in forma visibile al fianco dei cattolici fedeli, per difendere la Sacra Umanità di Gesù e vincere anche sulla terra Satana e la bestia, implacabili avversari di Dio Amore. 

"Io Gesù, ho inviato il Mio angelo per testi­moniare a voi queste cose relative alla Chiesa. Io sono la radice e la progenie di David, la Stella, lucente del mattino!" (Apoc. 22,16). "Colui che vince. Gli dirò di sedere con Me sul Mio trono!"(Apoc. 3,21). 

In questa spietata ma reale guerra nessuno può rimanere indifferente: o con Gesù sotto lo sten­dardo di S. Michele, o contro Gesù sotto la ban­diera di Satana tinta di rosso dal sangue degli uccisi. 

Prepariamoci bene fin da oggi, perché dalla nostra scelta dipenderà la nostra eternità felice, oppure dolorosa. Supplichiamo questo grande, clemente Principe per il suo aiuto potente, affin­ché non siamo enumerati tra quei disgraziati che Lucifero, trascinerà con sé negli abissi di fuoco e di dolore. 

Preghiamo spesso: O S. Michele Arcangelo, vittorioso guerriero del Cielo, deh, la vostra potente destra intervenga a difendere la Chiesa, che Satana, per mezzo dei suoi seguaci cerca sempre di insultare, disprezzare, amareggiare o perseguitare. O potente Principe S. Michele, aumenta la nostra Fede, rinvigorite la Speranza e perfezionate la carità nei nostri cuori, affinché possiamo resistere con tutti gli sforzi del male per cantare così con Voi S. Michele eternamente la Bontà e la Misericordia del Signore verso noi povere Sue creature. Così sia! 

  

DIO NON ABDICHERÀ MAI! S. MICHELE DIFENDERÀ SEMPRE I DIRITTI DI DIO ED ONORE DI GESU' E MARIA SS.

Quando cala la notte, ogni oggetto perde il suo colore, il suo fascino, e prende la sembianza di un'ombra, spesso mostruosa. 

Questo fenomeno della Natura si ripete anche nel campo spirituale, quando il Sole della Vita, la Fede, si eclissa dai cuori degli uomini e l'esisten­za terrena si tramuta in angoscia lacerante, incer­tezza quotidiane e, spesso, in sangue. 

In queste tenebre spirituali si capovolgono con facilità i valori eterni, non si vede più la differen­za tra il Bene ed il Male, tra Dio e Belial, tra Cri­sto e Maometto: non si distingue più il falso dal vero, i beni transitori da quelli eterni., la soddisfa­zione dei sensi dalla gioia pura del cuore. 

Con dolore immenso, tutti dobbiamo constata­re come, proprio ai nostri giorni, questi mali for­mano lo sfondo della nostra esistenza, perché: "LA SUPERBIA HA GERMOGLIATO, INI­QUITA SI È RIZZATA IN VERGA DI EMPIETA!" (Ez. 7,10). 

Come la Storia dimostra, Dio lascia fare, ma mai sopraffare! Grande è la sua potenza E NON ABDICHERA’ MAI DAL TRONO DELLA SUA DIVINA REGALITA’ UNIVERSALE, NÉ RINUNZIERÀ MAI AI SUOI DIRITTI NATU­RALI "CREATORE DI TUTTE LE COSE VISI­BILI ED INVISIBILI" (Credo). 

Nel Suo Infinito Amore, come Padre della Misericordia geme: "NON VOGLIO LA MOR­TE DEL PECCATORE, MA CHE SI CONVER­TA DALLA SUA CONDOTTA E VIVA!" (Ez. 32,11) e si mostra paziente di fronte alle nostre offese e noncuranze! Egli non cessa di inviare messaggi con pressante richiamo alla conversio­ne. 

L'ultimo di questi messaggi, che ha avuto riso­nanza mondiale, è stato quello di Fatima. Dio, inviando Maria SS., s'augurava che il dolore e la tenerezza di una Madre, commovesse i cuori dei figli traviati e l'onnipotenza della preghiera e dell'amore disarmassero Caino e il suo odio. Queste aspettative divine andarono deluse! Non solo i suoi nemici, ma moltissimi cattolici di ogni ceto, si schierarono compatti come gregari e col­laboratori del Male per modificare le sante ed immutabili Leggi di Dio, e legalizzare come nor­ma, i dettami di Lucifero, come il divorzio, l'aborto, l'uccisione materiale e morale degli innocenti indifesi, il culto dell'ateismo etc. etc. Corruttori e corrotti sfidano temerariamente la VOLONTA’ ASSOLUTA POSITIVA DI DIO! "DATE A DIO QUEL CHE È DI DIO!" (San Marco, 12,17). 

Oggi non sarà più la casta acqua del Diluvio in cui l'antico Mondo fu sterminato, a sommergere tutti noi, ma la fetida melma del peccato e dei delitti di ogni genere. 

Questo è quanto Dio ha fatto vedere ad una donna svizzera, Maria Graf, madre esemplare di sei figli, vittima riparatrice e grande apostola del S. Rosario, morta in concetto di santità nel 1964 nella città di Appenzell. Il libro da lei scritto si intitola "RIVELAZIONE DELL'AMORE DIVI­NO", e porta l'approvazione ecclesiastica. 

Pur di prevenire l'indifferenza, l'ironia e le argomentazioni degli avversari delle rivelazioni private, riporto un brano biblico della visione del Profeta Isaia. Questa infallibile Parola di Dio rac­chiude misteriosamente tutte le visioni dei santi e dei carismatici, piccoli o grandi, di tutti i tempi. Nella luce della scieza e della tecnologia odierna è comprensibile a tutti! 

"Il Giorno del Signore sarà come lo stermiaio che manda il Signore. Per questo ogni mano si sentirà cascare, ogni uomo sentirà il cuore liquefarsi e resterà accasciato. Li sorprende­ranno contorsioni e doglie; spasimeranno, si guarderanno l'un l'altro presi dallo stupore, con le faccie come scottate dal fuoco! Ecco il giorno del Signore, viene crudele e pieno di indignazione, di ira e di furore per mettere la terra nella desolazione e sterminare da essa i suoi peccatori! E punirò nella malvagità, e gli empi della loro iniquità; e farò cessare l'orgo­glio degli infedeli, e l'arroganza dei prepotenti umilierò. Le persone saranno rare più che oro e gli uomini più che l'oro colato!" (Isaia, 13,6). 

Come si vede, non sarà il Giudizio Finale, per­ché saranno dei sopravvissuti anche se in numero esiguo.È il giorno predetto anche da Gesù: "LA TRIBOLAZIONE SARA’ GRANDE QUALE NON VI FU DAL PRINCIPIO DEL MONDO FINO AD ORA, NÉ SARÀ!". (Matt. 24,21). 

Ora torniamo alla visione di Maria Graf. Parla la Madonna: "Se l'umanità e soprattutto i cattoli­ci continueranno ancora a rifiutare le Mie richie­ste presentate a Lourdes, La Salette ed a Fatima, il mio Figlio Gesù verrà dopo di Me, come Dio di Giustizia. Un tuono spaventoso annunzierà l'ora della Sua Ira. Allora gli animali istintivamente cercheranno un rifugio sicuro". (la veg­gente continua): "Vidi tutto ciò ad occhi aperti. La terra tremava per questo rumore spaventoso. Caprioli, lepri ed uccelli fuggivano a nascondersi in gran fretta. Poi come un immenso velo di nuvole nere salì dalle tenebre profonde". 

Ci narra ancora: "le tenebre avvolgeranno la terra per proteggere coloro che saranno salvi". Satana riceverà potere su tutti coloro che osta­colarono il piano salvifico della loro Madre Regi­na. A questo numero appartengono soprattutto coloro che hanno disprezzato e combattuto la recita del S. Rosario e, di conseguenza, sono dal­la parte dei nemici di Dio. 1 diavoli strapperanno l'anima dal corpo con grande violenza ai pecca­tori viventi. Allora si sentirà un fetore nauseante che emanerà da questi demoni. Nessuna luce bril­lerà nelle tenebre, all'infuori di quella della Fede, conservata mediante l'umile obbedienza prestata alla richiesta di Maria Ss., Regina del Rosario in Fatima: "non offendete più Dio, che è già molto offeso!" 

Molti altri saranno salvati per mezzo dell' inter­cessione dei giusti, e moltissimi tra coloro, che senza colpa propria sono fuori della vera Chiesa. Satana se ne andrà orgoglioso con il suo bottino grande all'Inferno. Dopo questa purificazione, vi sarà un solo ovile con un solo pastore!". 

"Io (Maria Graf) chiesi alla Madonna se quel fetore fosse emanato dai vizi e dai peccati? Ebbi questa risposta: "No, Satana si presenterà come Principe di questo mondo; egli ucciderà con il suo odore pestilenziale tutti coloro che lo servono con i vizi e vivono in peccato mortale senza sfor­zo di emendarsi". 

Ah se potesse giungere questo Messaggio a tutti gli uomini! A coloro che soffrono, che sono afflitti, per invogliarli a recitare il S. Rosario e contribuire così alla salvezza dell'umanità! Di trattenere il castigo, o, se ormai è inevitabile, almeno diminuire il rigore! La Madonna, la nostra Madre Ammirabile, vuole aiutarci e sal­varci e preservare dalla dannazione eterna tutti i suoi figli! Aiutiamola! Ella ci domanda il Rosario che è la sua preghiera preferita poiché l'Ave è il saluto dell'Angelo alla creatura privilegiata dell'Eterno Padre, alla Sua Primogenita, la Piena di Grazia. Il "Pater Noster" che è stato composto dal Suo Figlio Gesù. I misteri del Rosario indica­no la Via maestra, che Maria percosse con Gesù in umile obbedienza ed amore ai decreti dell'Eterno Padre, per riaccendere di nuovo il fuoco della VITA DIVINA sulla terra. 

Preghiamo! Preghiamo! Ogni cattolico si tra­sformi in un buon Samaritano per il suo prossimo abbandonato e piagato sulla via dell'ateismo e dall'apostasia. Supplichiamo il Padre della Mise­ricordia, che, almeno in questi ultimi istanti della Pazienza divina, prima che irrompa fulminea­mente il castigo, gli uomini riconoscono Dio, si convertano e dicano come al figliol Prodigo: "mi alzerò ed andrò dal Padre mio!" Allora solo sarò la Pace vera! 

Chi vuole sapere di più legga la Bibbia al capi­tolo 38° del Profeta EZECHIELE, la lotta tra Gog e Magog. Ai figli dei pochi sopravvissuti, rimarrà unico mestiere: IL BECCHINO! 

  

IL GLORIOSO RITORNO DI GESU’ CRISTO CON S. MICHELE E CON I SUOI ANGELI ALLA FINE DEI TEMPI

Con certezza inevitabile verrà un giorno in cui gli abitanti della terra saranno testimoni di gran­dissimi eventi. Chi sarà preso dalla gioia, chi da spavento o da terrore, ma nessuno rimarrà estra­neo, oppure spettatore inerte. 

Parla l'apostolo S. Giovanni: "E vidi un altro Angelo forte scendere dal Cielo, aveva auto­rità e la terra fu illuminata dalla sua gloria". 

Ma S. Michele non verrà solo... "ecco un cavallo bianco, e Colui che stava sopra si chia­mava Fedele e Verace, e con giustizia giudica e guerreggia. I suoi occhi sono come fiamme di fuoco, e sul capo ha moltissimi diademi, e ha un nome scritto che, nessuno sa se non Lui stesso, ed e ravvolto in un manto tinto di san­gue, e si chiama il nome di Lui, IL VERBO DI DIO. 

E gli eserciti, che sono nel Cielo, gli angeli lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di bisso bianco e puro" (Apoc. 19,11). 

"Ecco che Egli viene sulle nuvole e lo vedrà ogni occhio" (Apoc. 1,7). Anche Gesù con infal- 

libilità Divina disse: "Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nuvola con potenza e gloria grande" (Luc. 21,27). 

"Ecco, che lo vengo presto, e la mia mercede è con me, da rendere a ciascuno in conformità del suo operato. Io sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il Principio e la Fine". (Apoc. 22,12). 

"In quel tempo sorgerà Michele, il Principe grande che sta nella difesa dei figli di Dio; e verrà un tempo quale non fu dacché comin­ciarono ad esistere le genti fino allora. Ed in quel tempo, sarà salvato chiunque sarà trova­to scritto nel libro della vita. E molti che ripo­sano nella polvere della terra si risveglieranno, chi per la vita eterna e chi per la confusione che sempre vedranno per se. Coloro che saranno stati saggi rifulgeranno come folgore del Firmamento, e quelli che istruiscono molti alla giustizia saranno astri nell'eternità senza fine. (Daniele 12). 

Allora S. Michele in forma visibile a tutti, tor­nerà sulla terra e "con i suoi angeli radunerà gli eletti dai quattro venti, dall'estremo della ter­ra, fino all'estremità del cielo. Metterà i cattivi alla sinistra e i buoni alla destra". Si congratu­lerà con gli eletti, vittoriosi nel combattimento di questa vita: sulla carne, sul mondo, sul demonio, mentre Gesù pronunzierà la Sua giustissima sen­tenza: "Venite, o benedetti dal Padre Mio, a possedere il Regno preparato per Voi fin dalla fondazione del mondo!" (Matt. 25,34). 

Quelli di sinistra, pieni di spaventi con orrore grideranno, invocando la morte, la pietà dei mon­ti... seppelliteci o abissi!... ma invano.., tutto rimarrà sordo... paurosamente sordo... fuorché i diavoli, che con odio indicibile e con gioia sata­nica porteranno i maledetti da Gesù nel "regno dell'eterno dolore nel fuoco eterno". 

S. Michele benignamente verrà incontro ad ogni suo devoto, in proporzione della nostra devozione a lui ed intensità della nostra perseve­rante supplica per ottenere la sua assistenza in quel giorno tremendo, quando il mondo si scio­glierà in fiamme, come vide anche S. Pietro apo­stolo: "ll giorno del Signore verrà come un ladro. Allora i cieli passeranno con gran fra­casso, e gli elementi saranno sciolti dal calore e la terra e le cose che sono in essa saranno bru­ciate. Perché dunque tutte queste cose devono essere disciolte, conviene che siate nel santo vivere e nella pietà, aspettando e correndo incontro alla venuta del Giorno del Signore, nel quale i cieli ardenti si scioglieranno e gli elementi si liqueferanno per l'ardore del fuo­co" (S. Pietro Lett. 10). 

Ripetiamo senza stancarci: "O glorioso Princi­pe S. Michele, per la Vostra serafica carità, bontà, clemenza, non vogliate abbandonarmi in quel giorno tremendo, ma fatemi degno della Vostra speciale assistenza. Siate il mio avvocato, conso­latore, difensore nel Giorno del Giudizio. Condu­cetemi con Voi nel Cielo a godere la Bellezza Divina ed a cantare in eterno la Sua grande Mise­ricordia! Così sia! 

Tutto sarà esaminato... senza eccezione; Tutto sarà giudicato... senza attenuazione; Tutto sarà condannato senza remissione; Tutto sarà punito senza companione! Epilogo. 

"E vidi un Angelo forte scendere dal Cielo, ravvolto in una nuvola, ed Arcobaleno era sul suo capo, ed il volto era come il Sole... e seguirono grandi voci nel Cielo, che dicevano: "Il Regno del mondo è passato al Signore nostro ed al Suo Cristo, ed Egli regnerà peri secoli dei secoli. Ed i 24 vecchi, che erano seduti sui loro troni al Cospetto di Dio, caddero bocconi ed adorando Dio, dicendo: "Ti ringraziamo, o Signore Iddio onnipotente, o Tu che Sei ed Eri, e verrai; perché hai assunto la Tua grande potenza ed hai comin­ciato a regnare. E le nazioni s'erano adirate, ed è venuta l'ira Tua ed il momento per i morti di essere giudicati, e di dare mercede ai Tuoi servi, i profeti, ed ai santi, ed a quelli che temono il Tuo nome, piccoli e grandi, e di distruggere i distrut­tori della terra. (Apoc. 11,1). 

  

LUCIFERO IL SEDUTTORE DEGLI ANGELI E SEDUTTORE DI TUTTA LA TERRA!

Lucifero insieme con il suo diadema fulgente perse per sempre anche il suo bellissimo aspetto di angelo splendentissimo. Già in Cielo, al cospetto di tutti gli angeli, fu trasformato in un drago rosso con aspetto ributtante. In lui si con­centrò il mistero dell'iniquità e fu costituito Capo della dinastia "ai razza di vipere". 

Già nel creare l'uomo, Dio previde che non ci sarebbe stata mai pace tra i figli di Dio e tra i figli di Satana, ma una guerra perenne. Perciò disse: "Porrò inimicizia tra te e la donna, fra la stirpe tua e la stirpe di Lei!" (Gen. 3,15). 

Con lume divino S. Giovanni Battista distingueva tra la folla questa mala discendenza che veniva a lui per tentarlo ed esclamava: "Razza di vipere chi vi ha insegnato a fuggire l'ira che vi sovrasta?". (Matt. 3,7). 

Nella pienezza dei tempi, Gesù presentò la stir­pe di Satana con la seguente credenziale: "Voi avete per padre il diavolo, e volete soddisfare i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio, e non perseverò nella verità per­ché la verità non è in lui. Quando dice la men­zogna, parla del suo, perché è bugiardo e padre di quella!" (G. V. 8,44). Dunque ogni bugia, inganno, calunnia, falsità viene sempre da Satana come da prima fonte. 

Il nome di Lucifero indicava la sua elezione e missione, di irradiare la luce, su tutti gli angeli. Venuto meno a questo suo dovere, Dio cambiò il suo nome, secondo il nuovo programma che l'angelo ribelle elesse per sé, cioé Satana, Diavo­lo. Furono gli ultimi atti dell'immensa tragedia della Prima stella del Paradiso, che si spense. La Luce radiosa che si offuscò trasformandosi in tenebre, dense dell'orgoglio, nell'eterna notte dell'odio implacabile. 

Per combattere e vincere con l'aiuto divino questo potente e feroce nemico di Dio e nemico nostro, è indispensabile studiare e conoscerne meglio i suoi stratagemmi. I Santi Padri e Dottori della Chiesa con i loro luminosi insegnamenti volevano prevenire i pericoli che corrono i cri­stiani, ignorando o disprezzando la potenza di Satana che, ha conservato tutti i privilegi della natura angelica, perdendo solo la Grazia che è indispensabile per entrare nella Visione Beatifica di Dio. Nel suo spirito arde una sete con cui lui anela incessantemente alla nostra eterna rovina! 

Ecco alcune descrizioni: "Lucifero e dragone per la violenza, serpente per l'astuzia, diavolo per la potenza, antico per la lunga esperienza, Satana, cioè avversario. Nemico implacabile dell'uomo e della sua felicità terrena ed eter­na". Dice S. Agostino: "Se il diavolo di sua ini­ziativa potesse qualcosa, non resterebbe un uomo sulla terra!" 

S. LEONE scrive: "Egli conosce in chi deve accendere cupudigia, a chi deve inculcare il veleno dell'invidia, chi deve adescare con la gola e a chi deve sollecitare con la lussuria. Sa, chi può esser turbato dalla mestizia, chi sedot­to dalla gioia, chi vinto dal timore, chi guada­gnato dal meraviglioso! "(Falsi miracoli). Di ciascuno studia le inclinazioni e gli affetti, e trova il mezzo di nuocere dove è più debole. (Serm. VII). 

S. AGOSTINO: "Nel cibo nascose l'amo del­la gola: nella generazione la lussuria, nel lavo­ro la pigrizia, noia nella preghiera, nel conver­sare l'invidia, nell'amministrare i beni l'avari­zia, nella correzione l'impeto dell'ira, nel comando l'orgoglio. Sveglia nell'anima cattivi pensieri, pone sulle labbra cattive parole, muove le membra ad azioni inique, alza le mani degli assassini per uccidere e togliere il dono più grande che è la VITA. Se siamo sve­gli ci spinge al male, se dormiamo ci infesta con cupi sogni. Trascina alla dissolutezza i gaudenti, ed alla disperazione i malinconici: insomma tutti i mali che si commettono nel mondo, si deriva dalla sua malvagità! Che cosa vi è di più perverso, di più corrotto di più malvagio che, il nostro avversario?" (Serm. IV). 

S. ANTONIO ABATE scrive: "Nella presenza di spiriti maligni si vedono visi malinconici, ci assalgono pensieri abominevoli, ci molestano movimenti disordinati, l'anima sente un tre­mito e rimane come intorpidita. 

Essi eccitano l'odio, la noia, il dispetto: evo­cano le gioie allettanti del mondo, svegliano il disgusto di averlo abbandonato, mettono rac­capriccio della morte con spavento, infiamano la concupiscenza, inculcano smoderato deside­rio della ricchezza. Fanno che la virtù ci stan­chi, essi snervano il cuore!" 

S. CIPRIANO insegna: "Il demonio chiamato serpente, perché questo come animale, striscia e s'insinua insensibilmente, e nasconde il suo avanzarsi per ingannare. Così grande è la sua astuzia, così raffinate le sue parti, che fa cam­biare la notte col giorno, il veleno col rimedio! Spinge alla dissipazione. Sotto pretesto spe­ranza sterile, alla diserzione dei Comanda­menti (oggi molti battezzati) simulando di con­durre alla fedeltà. Presenta l'Anticristo al nostro culto, come fosse il vero Cristo! (De semplici prelat). 

Oggi sotto i nostri occhi si realizza la profezia di Michea (Michea 2,8). "Il mio popolo fa di tutto per inimicarsi con Me!". Mode scandalose con cui i cattolici ed i turisti profanano la santità della Casa di Dio. Vasi sacri toccati da mani non consacrate, per fino il Sacratissimo Corpo glorio­so di Gesù toccato da questo sacrilegio, abomine­vole agli occhi di Dio, che ammonisce già nel culto ebraico: "I suoi sacerdoti profanarono le cose a me consacrate... tra il sacro ed il profa­no non fecero differenza e non conobbero la distinzione tra l'impuro e il puro... Io mi sento profanato in mezzo ad essi! (Ezech. 22,26). 

Le ostie distribuite sulle mani sporche, spesso vengono calpestate, come ho visto all'estero; ho notato con i miei occhi certi scolaretti che se ne servivano come giocattolo dopo che, hanno rice­vuto l'ostia sulle mani! Chi dovrà espiare questo inutile permissivismo??? 

S. GIROLAMO: "L'astuzia di satana, si manifesta principalmente nell'osservare i luo­ghi meno muniti di difesa, prima di attaccare l'uomo!". 

S. GIOVANNI CRISOSTOMO: "Il demonio non presenta mai all'uomo il peccato in modo coperto, ma sempre travestito e camuffato. Non si, avventa di un unico assalto, ma cammi­na piano... piano! S'infiltra inosservato nelle fessure della volontà, finché sommerge intera­mente la navicella dell'anima. Per fare cadere nel peccato, si nasconde, poiché così laido... schifoso... ed orribile è il suo aspetto, che si potesse vedere come egli è, tutti fuggirebbero spaventati, come si fugge da un leone divora­tore. 

Egli cela, anche la bruttezza del peccato che è figlio Satana, generato con il nostro con­senso, e lurido, sporco, orribile come suo padre. Il demonio dà al peccato l'apparenza e il nome di dolcezza (dolce vita) di felicità (nel concubinaggio) ed anche di virtù" (zelo amaro, falsa umiltà). 

La moderna cultura chiama il peccato "squili­brio psichico" la morale "tabù da estirpare" per sostituirli con il liberalismo della permissività di ogni genere, già nelle anime dei bambini. 

"Satana nasconde l'amo del peccato affin­ché restiamo presi, e con questo ago pungente e mortifero, mentre si gustano i piaceri fallaci, rimaniamo avvelenati. Il Drago porta l'uomo al vizio... a poco... poco..., ed insensibilmente. Incomincia a far commettere le colpe leggere, poi trascina man mano alle più gravi". 

BUSSET: "Il diavolo ancorato per sempre "! nel Male, volge al male la sua stessa perfezio­ne. Assale il ragazzo, il giovane, il vecchio e soprattutto i moribondi, ciascuno secondo l'età, il complesso fisico, l'inclinazione propria. In un modo seduce il libertino, in un altro i saggi, in un altro ancora lo scrupoloso. Di questo attacca il corpo, di quello lo spirito, qualcuno ferisce all'interno, qualcuno all'esterno (uccide mezzo i malviventi). Tasta il lato debole e da quello si muove all'assalto. Presenta il fiore, ma cura scrupolosamente di nascondere la sua spina. Indora il calice, per mescere il veleno! "Oh, non è niente" sussurra Satana è solo un semplice sguardo, una fugace compiacenza... provate... provate... poi ve ne asterrete a vostro talento! Così da una piccola scintilla l'incendio incominciava a divampare! 

Che la navicella affondi, lasciando penetra­re ad un tratto grande quantità d'acqua, oppure poco per volta ha poca importanza, la navicella ad ogni modo è perduta! Per ogni anima presa ad assalto lo stratagemma è sem­pre uguale, ben collaudato: la menzogna, l'adulazione, la frode." (sur le demons). 

GID: "Mentre NON si può servire Dio se non credendo in Lui, il diavolo dal canto suo non ha bisogno che si creda in lui per servirlo. Anzi, mai lo si serve così bene come ignorar­lo!". 

Il famoso BAUDELAIRE aggiunge: 'La più bella furbizia di Satana è quella di persuaderci che non esiste! Il dialogo con i suoi angeli decaduti a secoli e secoli di esperienze e la sa più lunga di lui. Il demonio pretende che i suoi servi siano vili istrumenti del suo perenne odio, che si sacrifichino a lui corpo ed anima, e che si dannino! Compiuta la loro rovina abbandona come oggetti inutili, degni solo del fuoco eterno!" 

Per i buoni sia dolce consolazione l'insegna­mento di S. LORENZO GIUSTINIANI: "Tùtta la sapienza e forza cristiana consiste non nel fare miracoli, non nel predire il futuro, non nella eloquenza e nella scienza, ma nel trionfare sul demonio!". 

Questa vittoria consiste nel vivere giorno per giorno, minuto per minuto nella Grazia Santifi­cante, che è un pegno di amicizia Divina, e vegliare e pregare, per non cadere in tentazioni! Purtroppo oggi nemmeno i cattolici sanno che cosa è la Grazia, il Dono supremo, creato da Dio per rivestire l'anima; proprio come gli antichi non sapevano "che cosa è lo Spirito Santo". 

Infine meditiamo con umiltà ma con sincero realismo le parole del grande scrittore russo DIMITRI MEREJKOVSKIJ: "Gli uomini han­no cessato di comprendersi da quando la Reli­gione, il dolce legame, che avrebbe dovuto riu­nirli, è stato da essi spezzato con le rivoluzioni e le guerre. Il Vero Corpo vivo della società umana si è ridotto... a "massa" vagante che, cozzando e frantumandosi, ritorna alla polve­re dell'antico caos", con la tremenda minaccia del macello universale con le bombe atomiche! 

Anche DOSTOEVSKIJ già cento anni prima previde i nostri anni ansiosi e predisse anche la vera causa: "La più profonda causa di tutto ciò che accade oggi, è il vuoto lasciato dal Cri­stianesimo in tutta l'umanità d'Europa. Tutto affonda in questo abisso spalancato: troni, classi sociali, lavoro, ricchezza, tutto e tutti crollano, tutti periscono, tutto va a precipizio in questo abisso dell'anima, svuotata del suo vecchio contenuto religioso! Un tempo così ric­ca di chiara profondità e di altezza". 

  

IL REGNO DI LUCIFERO

L' ambizione smoderata di Lucifero aspirava ad un regno, ma non un regno qualunque, bensì al Trono dello stesso Dio. Il Creatore di fronte a così nera ingratitudine tramuta il Suo Amore Infi­nito in una vendetta infinita. L'amore respinto e calpestato, anche tra gli uomini, genera l'odio, la vendetta, qualche volta perfino la morte. L'Amo­re Infinito di Dio, liberamente disprezzato, igno­rato, rifiutato, non corrisposto, ha la conseguenza adeguata: una maledizione, che crea l'Inferno istantaneamente dal nulla per veder bruciare là, nella fiamma della Sua Giustizia, coloro che non vollero bruciarsi nella fiamma del Suo Santo Amore. 

Anche per Lucifero nacque così l'Inferno. Il Regno che non immaginava, né desiderava e che, non era previsto nel suo programma di ribellio­ne... una maledizione divina in un luogo male­detto... e per sempre! Un fuoco dove i condanna­ti "saranno tormentati giorno e notte nei secoli dei secoli". (Apoc. 20). 

Agli Angeli Dio non ha fatto conoscere il Suo più grande attributo` la Misericordia, come fece con gli uomini ribelli. Verso gli angeli caduti Dio non si impietosisce e non promette nessuna Redenzione. Una ragione di più per noi uomini, di amare Dio, obberdirLo e ringraziarLo. 

Nel regno di Lucifero gli angeli ribelli conser­vano la loro natura angelica come puri spiriti, con intelligenza fulgente, volontà tenace e perfettissi­ma, ma capace solo "di voler il male". Il loro spostamento avviene con la velocità del pensiero. 

Operano nel male con tutta la perfezione ange­lica: sono privi solo della Grazia Santificante. Ma questa privazione è la tragedia principale della loro ormai disperata esistenza. Senza mai più in eterno una speranza di riacquistare questa amici­zia di Dio, che è così facile per gli uomini ribelli, mediante una buona, valida e santa confessione. 

II numero dei diavoli è incalcolabile. Secondo una pia credenza, Lucifero trasse con sé nella perdizione un terzo degli Spiriti beati. I demoni sono divisi, secondo i sette vizi capitali in sette Legioni: Superbia, Avarizia, Lussuria, Ira, Gola, Invidia, Accidia. 

Come puri spiriti, senza corpo né materia, pur non potendo più commettere tutti questi peccati, la loro sete di offendere Dio e vendicarsi della Sua maledizione è talmente ardente, che senza un minuto di riposo lavorano con ogni sorta di tenta­zioni e suggestioni, per indurre l'uomo a commettere il peccato, e così perdere il tesoro di tutti i tesori, la Grazia Santificante e l'amicizia di Dio. "Quanto più aumenta il numero dei dannati, tanto più, per divino castigo cresce l'eterno tor­mento di ciascun diavolo. Ma sono così ardenti nell'odio e nell'invidia, che essi preferiscono patir di più insieme con molti, che di meno da soli". 

Il Sovrano delle tenebre, in questo regno di dolore e di pianto è Lucifero. L'Aristocrazia umanamente parlando sono i diavoli, di origine angelica. La Borghesia ed il Popolo è formato da uomini dannati, più o meno famosi peccatori. L'uomo dannato non ha più libertà! È suddito e sottomesso perfino all'ultimo schifoso diavolo, con obbedienza cieca, pronta, sotto la frusta di Satana. 

Non hanno voluto su questa terra, in tempo di prova, obbedire a Dio ed osservae i suoi Coman­damenti, ora son costretti con stridore di denti ad obbedire per un'eternità a questi spiriti maligni. 

Tutti i demoni hanno i diritti di torturare l'uomo, e gioiscono "diabolicamente" ai suoi disperati lamenti ed imprecazioni. Ma ormai è tardi! Il tempo si è pietrificato nell'eternità, nel punto come si trovava l'anima nel momento della morte! Non si può immaginare un'esistenza più disgraziata come la vita fallita dell'uomo danna­to. I suoi occhi, chiudendosi alla luce di questo mondo, si riaprono per le tenebre eterne. Gli orecchi che sentono l'ultimo addio e pianto dei loro cari, invece di poter ascoltare l'eterna armo­nia dei canti angelici, sono condannati a sentire le più orrende grida e bestemmie contro Dio, per tutta l'Eternità. Con l'ultimo palpito del cuore si spengono le passioni ed affetti terreni per trasfor­mare il cuore in una fornace di odio ardente, sen­za speranza di poter anche per una sola volta amare Dio o qualunque altra creatura. La lingua, ormai immobile, si ravvisa solo per maledire un Dio tutto Bontà ed Amore. Un Dio al quale l'uomo non volle servire o per indolenza o per stoltezza o per cattiveria. Il delicato amore di Dio non costringe nessuno con la forza ad accettare la Sua compagnia, né sulla terra, né lassù in Paradi­so. Con ansia e con pazienza aspetta tutta la vita che, queste sue creature si ricordassero di Lui, ma invano! Ora è Lui che cancella loro dalla Sua Memoria. Questa è la dannazione! 

"Maledizione eterna, mi sono ingannato, mi sono perduto, per sempre... senza rimedio!" Nell'inferno ogni dannato vede chiaro il suo falli­mento e che è lui solo la causa di questa perdizio­ne. Vede il serpente riscaldato sul petto! Ecco il morso velenoso che causa la morte eterna! 

Una scenetta solo per vedere le delizie di que­sto Regno, della cui esistenza oggi tanti dubitano, o ammettono solo, come una fiaba. Racconta la stessa veggente russa. 

"Camminavo tra le tenebre... Appressatami ancor più, io vidi come i peccatori danzavano disperatamente... I demoni trascinavano, donne e vecchi nei luoghi più aperti, per qui più tormen­tarli, e quando questi stremati cadevano al suolo, proferndo orribili imprecazioni, venivano afferra­ti per i piedi e gettati in una voragine, mentre i peccatori dannati versavano lacrime strazianti... I demoni costringevano le sciagurate anime a gira­re sempre più velocemente, gridando ininterrota­mente: "Allegri! Allegri!" I diavoli godevano della folla dei peccatori martirizzati... (non han­no altra gioia e divertimento!)... dai capelli arruf­fati, non lavati e non pettinati da secoli e secoli, e nei quali si erano conficcate delle spine... come erano terribili e potenti quegli spiriti maligni! Essi facevano disperare i peccatori, legandoli a dei rami spinosi e facendoli rotolare così sulla sabbia rovente, sputando loro negli occhi, strap­pando loro i capelli, aprendo loro a forza la bocca sino a squarciarli, colpendoli violentemente con delle pietre, accecandoli e facendoli camminare per burroni dal fondo cosparso di pietre taglienti come rasoi. Mentre Essi camminavano, i demoni si appendevano al collo di ogni peccatore, tenen­dolo per i capelli e guidandolo così per il doloro­so cammino. 

Con sarcasmo facevano avere al peccatore le visioni dì tutti i suoi peccati terrestri in modo che il soggiorno infernale diveniva ancora più intolle­rabile. Una fanciulla di quindici anni malediceva i genitori perché non le avevano insegnato a pre­gare e temere Dio! Si è dannata sedotta dai libri e cinema cattivi. (Un punto da riflettere per ogni genitore!) 

1 demoni senza dar loro un minuto di riposo, circondano con furia i peccatori, inventando per essi sempre nuove torture, ma il più gran tormen­to nell'inferno è di non poter più amare Dio!... mai più!!! 

"Lo dobbiamo odiare! La fame di amare ci consuma... ma è troppo tardi! Odiare... odia­re!... aborrire e desiderare la dannazione delle anime... Ecco il nostro unico desiderio! Il nostro cibo è odio e disperazione!" (Fann Moisseieva: II mio sogno letargico di nove giorni presso Seti - Milano, Via Gran San Bernardo, 4). 

Ecco o fratello cieco ed ostinato il regno dei tuoi sogni! Ingresso libero, con biglietto di pec­cato mortale sull'anima, senza ritorno! Pensaci bene! Spesso si sente dire: "là ci sentiremo bene, là ci scalderemo". "Sì... ma sotto una condizio­ne: "Lasciate ogni speranza!" 

Ci fa pensare seriamente che cosa pagherebbe il diavolo, per poter avere una scintilla di speran­za per avere la possibilità di uscire da questo Regno, oggi da tanti stolti così desiderato. 

Un sacerdote esorcista chiede al diavolo, che parlava a mezzo della bocca di un ossesso: "Qu li condizioni ti adatteresti a subire per ottenere fra un milione d'anni un raggio di spe­ranza?". 

.Il demonio, che diceva di essere stato un sera­fino e si chiamava Astarogh, con voce tremante di rabbia risponde: "Se vi fosse dall'Inferno al Cielo una colonna irta di falci, di pugnali e d'altri strumenti da taglio e la si dovesse salire ogni giorno durante questi milioni di anni, noi tutti la faremmo, pur di poter sperare un solo minuto!" Chi entra qui lascia ogni speranza! Non per un giorno, non per mille o per milioni di anni, ma per tutta l'Eternità!!! 

Eternità... Eternità

Mentre gli angeli dal momento della loro crea­zione vivono immortali nel Regno Celeste, luogo dove ha avuto inizio la loro esistenza, la vita degli uomini è un viaggio dal mondo terrestre e caduche verso due Regni dell'Eternità: Paradiso oppure Inferno. 

Come agli Angeli così anche agli uomini, Dio lascia la libera scelta tra le due cittadinanze eter­ne: Beata o Dannata. O con Dio per sempre, o con gli angeli senza luce nell'eterno dolore. Men­tre sulla Terra ogni fallimento o sciagura può essere rimediata, non è così nei Regni immutàbili del'eternità. Afferma anche il grande amico di Dio, Abramo, rivolgendo al dannato Epulone: "Una grande voragine è posta tra noi e voi, in modo che, chi vuol passare di qui a voi non può, ne da codesto luogo si può passare a noi!" (Luca 16,26). E da riflettere come insana propa­ganda degli atei oggi con ogni mezzo vuol can­cellare ogni realtà divina ed umana dalla mente e dalla vita degli uomini! 

Gentile lettore, tu devi sapere, che la Pedago­gia Divina non è mai unilaterale, non è solo Amore e Misericordia, ma anche Infinita Giusti­zia verso i reprobi, verso i peccatori ostinati nel Male, i quali rigettano ogni Grazia ed amoroso richiamo di Dio! 

"Iddio da principio creò l'uomo (perciò non è il frutto della diabolica teoria dell'evoluzione) e lò lasciò in mano del suo arbitrio. Aggiunse però i suoi Comandamenti e i suoi precetti. Se tu vorrai, osserverai i Suoi Comandamenti, e servirLo fedelmente, dipende dal tuo benepla­cito! Ti ha messo davanti l'acqua e il fuoco: a quel che tu vuoi, stendi la mano. Di faccia all'uomo sono la Vita e la Morte, il Bene e il Male: CIO’ CHE GLI PIACERÀ GLI SARA DATO!" (Eccl.). 

Dio Amore ama talmente ogni uomo, che "tie­ne conto perfino il numero dei suoi capelli", per­ciò dalla Sua creatura non chiede altro che, Amo­re! La Salvezza è un compito immenso che senza la preghiera costante, nessuno può ottenere con la propria forza umana. Disse S. Alfonso Liguri: "chi prega si salva, chi non prega si danna!". 

Controlliamo giorno per giorno, ora per ora finché siamo in tempo quali dei due Regni Eterni sono indirizzati i nostri passi? So programmare bene la mia "vacanza" a "lungo termine" nella Celeste Gerusalemme? Eternità... eternità... per tutta l'eternità vivrò nella gioia o nel dolore, =secondo la mia scelta! Per pensarci meglio, riflettiamo che cosa è l'Eternità? Con parola sublime descrisse P Sarnelli nel suo libro meraviglioso: "II mondo santificato". Ascoltiamo! 

"Se un cardellino ogni MILLE MILIONI DI ANNI desse un sorso alle acque: quando avrà disseccati tutti i fiumi i fonti e tutto il mare, nell'Eternità non è cominciato nemmeno il primo minuto! 

Se questo mondo fosse fino alle stelle tutto di durissimo diamante ed ogni MILLE ANNI dovesse darvi due lenti passi una formica, pure questa formica colle sue minute piante alla fine dovrebbe distruggere tutto il mondo: ma quello distrutto, e nell'Eternità non e cominciato nemmeno il primo minuto! 

Se l'Universo dagli abissi del mare fino al Cielo fosse tutto pieno di minutissime arene, ed ogni MILIONE DI SECOLI si togliesse un granello, si svuoterebbe questo immenso spa­zio, ma nell'Eternità non è cominciato nemme­no il primo secondo! Sicché dal momento che l'anima beata entra nella "Gioia del Signore" nella Celeste Gerusalemme e si immerse nella felicità "che occhio non vide, orecchio mai udì" per tanti milioni di secoli, quanti sono gli acini delle arene, i granelli della polvere, le gocce delle acque, le fronde degli alberi, le stelle del cielo, gli atomi dell'Universo, si troverà sempre come nel primo istante del suo beato ingresso nel Regno dei Cieli!!!          

Per i poveri infelici dannati sarà il dolore, pian­ti, urla, stridor di denti che durerà infiniti secoli i quali non rappresenteranno nemmeno il primo istante della loro pena, perché l'Inferno è eterno, in quanto il peccato e l'impenitenza finale offen­de un Dio Infinito ed Eterno! 

Solo nella luce di Dio può capire approssimati­vamente la parola "Eternità", punto di arrivo di ogni mortale nell'Immortalità! 

  

MA ESISTE VERAMENTE QUESTO INFERNO E DOVE SI TROVA?

A Coimbra in Portogallo vive ancora l'unica testimonianza superstite di uno dei più grandi miracoli della storia umana e della Geologia. 

Nel 1917, il 13 luglio, per intervento della Madonna, il globo terrestre si aprì sotto gli occhi spaventati dei tre veggenti di Fatima. Ma sentia­mo la descrizione di Suor Lucia...: "E noi vedemmo come un grande mare di fuoco ed in esso immersi, neri e abbronzati, demoni ed anime in forma umana, somiglianti a bracie trasparenti: poi in alto dalle fiamme, sprigiona­tesi dalle anime stesse. Insieme alle nubi di fumo, ricadevano giù da ogni parte quali faville nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, fra grida e lamenti di dolore e di disperazione, che faceva­no inorridire e tremare per lo spavento. I demoni si distinguevano per forme orribili e schifose di animali spaventevoli e sconosciuti, ma trasparen­ti come neri carboni in bracia... 

Questa vista durò un istante: dobbiamo ringra­ziare la nostra buona Madre del Cielo che, prima ci aveva prevenuto con la promessa di portarci in Paradiso, altrimenti, credo, saremmo morti di terrore e di spavento!" (Lucia di Fatima). 

Dunque per chi ha fede nell'Inferno questo è un luogo geografico con confini ben precisi e si trova nel centro della terra. Questo affermano tanti santi e molte anime del Purgatorio, tra que­sti l'Anima Santa che parla nel libro "Manoscrit­to del Purgatorio": alla domanda di Suor Maria della Croce: "Dove si trova il Purgatorio?" rispose l'anima di S. Gabriella: "Si trova nel centro della terra vicino all’Inferno", come lo avete visto un giorno dopo la comunione. 

Se si considera che ogni giorno vi giungono parecchie migliaia di anime dei morti lo spazio si restringe sempre di più senza speranza di ingran­dimento o di rimodernamento... e... senza quar­tieri residenziali. 

Un altro dettaglio agghiacciante dell'Inferno si legge nella vita di Clara Germana Cele sudafrica­na, descritta dal Missionario P E. Hoerner trappi­sta. L'ossessa dice: "Noi abbiamo un re che siede sopra un trono di fuoco e la sua fronte è cinta di fiamma, e circondata da ogni parte dal fuoco. Per un suo cenno legioni e legioni, demoni ed anime dannate sono costrette a servirlo, tutti torturati dalle fiamme. Il nostro re si chiama Lucifero. Guai, guai a noi... per tutta l'eternità chiusi nell'Inferno... nelle fiamme... nel dolore...! 

Terribile è l'inferno, il caldo si mescola con il freddo... fuoco... fuoco... e ciò nonostante fred­do polare... nonstante immense fiamme e tutto tenebre! Oh! Nessuno sarà mai in grado di descriverlo o immaginare solo approssimativa­mente... Qui tutti i dannati si riconoscono tra di loro... uomini ed angeli... ma il peggio ci atten­de ancora, nel giorno tremendo del Giudizio, quando Gesù Giudice Severo rinchiuderà noi angeli ribelli per sempre... sempre... in que­sti lugubri luoghi con e parole irrevocabili: "andate via da Me, maledetti nel fuoco eterno... che è preparato per il diavolo ed i suoi angeli... per noi angeli... che non volevamo servirLo! Agli uomini nostri servi e collaboratori!" Non è una pazzia servire Satana? 

Ma chi non vuole credere alla Madonna di Fatima o alle visioni dei santi deve inchinarsi davanti alle parole di Gesù, che ben 22 volte nomina nel S. Vangelo l'Inferno. 

"Noi parliamo di quel che sappiamo ed atte­stiamo che abbiamo visto" (S. Giov. 3,11).. e continua: "e voi non accettate la nostra testi­monianza". Purtroppo gli uomini di oggi, come ieri fanno orecchie da mercante. 

Ecco alcuni passi del S. Vangelo: "Temete Colui che può condannare alla geenna l'anima ed il corpo" (Matt. X-28). 

"Il Figliuol dell'uomo manderà i suoi angeli a togliere dal suo Regno tutti gli scandali e tutti gli operatori d'iniquità, per gettarli nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridor di denti". (Matt. 13-42). 

"Ora se la tua mano o il tuo piede è per te occasione di scandalo, taglialo via e gettalo lon­tano da te: è meglio per te entrare nella vita mon­ca o zoppo che essere gettato nel fuoco eterno, con due mani o due piedi" (S. Matteo 18-8). 

"Molti verranno dall'occidente e dall'oriente e siederanno a tavola con Abramo, Isacco, Giacob­be nel Regno dei Cieli: mentre i figli del Regno saranno gettati nelle tenebre eterne, dove vi sarà, pianto e stridor di denti" (S. Matt2 8-127). 

I figli sono i cattolici, battezzati portatori del "Regno di Dio" invisibilmente nella loro anima. Al fariseo devoto Gesù disse: "Non sei lontano dal Regno di Dio!" 

Eppure il fariseo era fedele osservatore della fede ebraica. 

"Chi non rimane in Me, è gettato via, è come tralcio che inaridisce e viene poi raccolto e gettato ad ardere nel fuoco! (S. Giov. 15-6). 

"...Ma chi non crede nel Figliolo non vedrà la vita, ma l'ira di Dio dimorerà su di lui" (giov. 3-35). 

"...Il mendico morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo: morì anche il ricco e fu sepolto nell'inferno". 

"E chiunque non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nego stagno di fuoco". (Apoc. XX-28). 

Si potrebbe compilare un libro, raccogliendo tutti gli avvertimenti e le descrizioni dell'Inferno che, Dio fa vedere nell'Antico Testamento. Tra le recenti rivelazioni è molto impressionante l'opu­scoletto: "Lettera del mondo di là" che è diffuso anche sotto il titolo "Sono dannata". 

Gesù dice che sono pochi che battono la "via stretta" e la metà delle dieci vergini (rappresenta­vano l'intera umanità) erano stolte... una trage­dia immensa, come diceva anche P. Pio: "Gli stolti non vanno nemmeno al Paradiso". Voglio e non voglio; questa è la via dell'Inferno! 

Ma nessuno si danna senza volere essere dan­nato. Dio ad ogni uomo, come faceva ad ogni angelo, dona la grazia sufficiente per conseguire il fine per il quale fu creato... "la Visione Beatifi­ca". Ma noi non riconosciamo il momento deci­sivo e nel fracasso del mondo non sentiamo il delicato bussare della Grazia: sorvoliamo distrat­tamente la parola di Gesù: "una sola cosa è necessaria... ! Che giova all'uomo guadagnare tutto il mondo, se perde a sua anima.... che cosa può dare l'uomo in cambio della sua anima?... Larga è la via che porta alla perdizione e son tan­ti coloro che camminano per essa!... chi non pre­ga, certamente si danna... !!! Eccetto i bambini, nessuno riceve in regalo il Paradiso, ma si deve conquistare! 

Solo una categoria di anime può essere sicuris­sima di entrare in paradiso: quelle che hanno una devozione vera (non a fior di labbra) e costante alla gran Madre di Dio, Maria SS. 

S. Domenico esorcizzando un ossesso, costrin­se il diavolo ad ammettere: "Noi dobbiamo con­fessare per forza che nessuno di quelli che hanno perseverato nella devozione alla "Grande Signo­ra" si è dannato con noi!" 

Purtroppo spesso siamo costretti a ripetere la scusa di Eva: "il serpente mi ha inganata!" ma Satana ghignerà: "non lamentarti di essere stata ingannata, ma d'esserti lasciata ingannare". 

Satana trovò in ogni epoca mille astuzie per ingannare i figli di Adamo, ma mai come nel nostro secolo è riuscito a traviare la massa, levan­do a popoli interi la Fede. La vita privata invasa da televisori, circoli, gite, riviste di pornografia, fumetti corrosivi: l'uomo non trova più il tempo di ragionare seriamente sull'unico scopo della sua esistenza. Avrà poi l'eternità per rammaricar­si della sua stoltezza. Satana batterà le mani: "degli uomini... me ne rido... me ne rido... cre­dono più al mio inganno, a me, che non prometto loro nulla, che al loro Creatore, ed alle Sue pro­messe e minacce"! 

"Concepiste paglia partoriste stoppa, il vostro soffio farà una fiamma che vi consumerà!" (Is. 33). 

Un giorno Lucifero fu obbligato a confessare alla presenza di Maria SS.: "Ah! Stolti figli di Adamo, perché seguite me, e lasciate la vita Per la morte? La verità per la menzogna? Fol­le procedere e il vostro mentre avete nella vostra natura il Figlo di Dio e questa potentissima Donna. 

La vostra ingratitudine è maggiore della mia e questa Donna mi obbliga a confessare la verità che con tutto il cuore abborro! Nessuno si dannerebbe con noi se invocasse a tempo di vero cuore questa potentissima salvatrice! 

  

AUTOLODE DI SATANA

Nessuno meglio di me sa nascondersi. Nessuno meglio di me conosce il suo mestiere. 

Nessuno veglia come veglio io. 

Far tacere la coscienza: questa è la mia chiave. Far cessare la preghiera: ecco il mio grimaldel­lo. 

Far cadere il pudore: è la mia porta di servizio. La mia automobile è il denaro; il mio aereo il film; quando poi voglio viaggiare più calmo, scelgo la stampa. 

Ho cuoco per l'orgoglio, per sarto l'ipocrisia; la vanità mi fa da cameriere e da portiere l'ozio. 

  

"GUAI ALLA TERRA E AL MARE PERCHÉ È SCESO GIU' DA VOI IL DIAVOLO IN GRAN FURORE SAPENDO CHE POCO TEMPO HA ANCORA" (Apoc. 12-12).

L'odierno caos in ogni settore della vita è il preludio del Regno dell'Anticristo, predetto da Gesù nel S. Vangelo e descritto da S. Giovanni nei minimi particolari nell'Apocalisse. 

Non è indispensabile la venuta di Satana per regnare sulla terra, ma è la triste conseguenza dell'apostasia generale. "E vidi la bestia e i re della terra e i loro eserciti adunare per far la guer­ra con Colui che stava sul cavallo (Cristo) e con il suo esercito (Apoc. 19). 

La missione di schiacciare la testa di Satana, Dio la ha affidata alla Madonna, ma ad una condi­zione, rivelata a Fatima: solo se in ogni famiglia ed in ogni mano avesse brillato il S. Rosario. Così la Russia si convertiva e la cristianità avrebbe avuto una grande potenza, che la difendeva dallo sfacelo, come fece Carlo Magno nel passato. 

O come fuggiremo noi cattolici l'ira di Dio per questa grave omissione e disobbedienza che, ha per conseguenza la distruzione del mondo, per mezzo dell'Anticristo, la dannazione di innume­revoli anime russe, che la Madonna vorrebbe sal­vare e la conversione di tanti peccatori non con­seguita, "perché non c'è chi preghi per essi". Questa omissione grava su tutti noi, senza ecce­zione! 

Oggi, quando tutti i Regni sono schierati con­tro Cristo e contro la Sua Santa Legge, Dio rivol­ge il suo lamento anche all'Italia: "Tù scuoti lo scettro del Mio Figlio e hai troncato il fusto d'ogni albero" (civiltà e morale cristiana) (Eze­chiele 21-10). 

L'Italia come Israele ha scartato la "Pietra Angolare", Cristo, dalla vita pubblica e privata del popolo "sovrano". 

I responsabili dimenticano che: "non solo di pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". Non è una pazzia voler mie­tere la "pace" mentre si semina solo zizzania in ogni campo e soprattutto nelle anime degli ope­rai? 

Che tragedia, Dio vuol dare la vita e noi ane­liamo la morte! 

Ma il glorioso Arcangelo S. Michele tramuterà il breve trionfo dell'Anticristo contro Gesù Cristo in una sconfitta: "La Bestia fu catturata insieme' al Falso Profeta coi quali sviava gli uomini che avevano ricevuto il marchio delle Bestia e gli adoratori della sua effige: i due furono gettati vivi nello stagno di fuoco ardente per zolfo. Tutti gli altri furono sterminati dalla spada del Cavalie­re che gli esce dalla bocca: e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni" (Apoc. 19-20). 

Per preparare questo trionfo a Cristo, oggi più che mai è necessario vivere (non vegetare) del S. Vangelo, come si vive del pane, dell'acqua e dell'aria! 

Che S. Michele ci aiuti, illumini e difenda noi, suoi devoti, ora e nell'ora della nostra morte. Amen. 

Lodate il Signore nel suo Santuario, lodatelo nel firmamento della sua potenza. Lodatelo per la grandiosità delle sue opere, lodatelo per la sua immensa grandezza. Lodatelo con squillo di tromba; lodatelo con arpa e cetra. 

Lodatelo con timpani e danze, lodatelo con coro ed organo. Lodatelo con cembali risonanti, lodatelo con cembali squillanti. OGNI SPIRITO LODI IL SIGNORE! ALLELUIA! 

  

MARIA SS. REGINA DEGLI ANGELI

Non esisteva ancora il Cielo nel suo mistico splendore né immensità del Firmamento per accogliere i miriadi di stelle con la Luna e con il Sole, e la Terra "era ancora informe e vuota" quando la creazione di Maria SS. era già "termi­ne fisso di Eterno Consiglio" (Dante). 

Infatti afferma la S. Scrittura: "da principio e prima dei secoli io fui creata!" (Eccl.) 

La creazione visibile del Cielo e la Terra è l'effusione dell'Eterno Amore di Dio a scopo di poter riversare sulle creature intelligenti e libere, creata alla Sua Immagine e somiglianza (e non evoluti dalle scimmie) i tesori infiniti della Sua Divinità. 

Con il Suo Fiat onnipotente creò miriadi di angeli ed in una visione mostrò ad essi la loro futura Regina Maria SS. nella semplice natura umana. Nel libro: "Itinerario nella mente di Dio" scritto da S. Bonaventura di Bagnoreggio, si leg­ge che in ogni coro Angelico, Dio impresse un raggio dei Suoi molteplici infiniti attributi. 

Nei SERAFINI arde con il Suo Eterno Amore. Opera nei CHERUBINI come Verità. Nei TRONI abita con la Giustizia. Regna nelle DOMINA­ZIONI con un raggio della Sua Infinita Maestà. Nei PRINCIPATI come Principio di ogni essere. Opera nella POTESTA i miracoli della salvezza. Nelle VIRTU' brilla un raggio della Sua onnipo­tente forza. Dio si rivela negli ARCANGELI come Luce. Negli ANGELI come pietà ed amore verso tutte le sue creature umane a tal punto che "tiene conto perfino del numero dei nostri capel­li, e nemmeno un uccello è dimenticato dalla Sua Provvidenza, né un filo d'erba". (Luc. 12,6). 

Questi doni concessi ai singoli Cori Angelici e con molti altri doni, Dio depositò in misura incomprensibile ad ogi mente creata nella perso­na della Regina degli Angeli. Perciò i Santi Padri della Chiesa chiamano Maria "la Deipara Virgo". 

Maria fu destinata da Dio come la futura glo­riosa Madre del Verbo Divino, Regina degli Angeli, Madre tutta misericordiosa per gli uomi­ni, Sovrana e Signore per il Creato. Ma passeran­no secoli e millenni finché il "sogno d'amore del­la SS. Trinità diverrà realtà, ed in Maria, figlia di S. Anna e di S. Gioacchino, potrà sorgere l'auro­ra della tanto sospirata redenzione umana". 

Per aver una pallidissima idea dell'eccelsa grandezza di Maria, dobbiamo meditare come l'Eterno Padre associò a Sé nell'offerta, in sacri­ficio il Suo Unigenito sul Monte Calvario, che è Unigenito anche a Maria, rispettando gli inalena­bili suoi diritti materni. Gesù, la Vittima Divina si fa partecipe dei Suoi acerbissimi dolori con la dignità di CORREDENTRICE, Regina dei Mar­tiri. Lo Spirito Santo nel Cenacolo di Gerusalem­me, il giorno di Pentecoste con la Sua Sposa Immacolata forma la Chiesa nascente nella Sto­ria. L'Eterno Padre preparò non solo una Madre Immacolata al Suo Unigenito, ma volle che infi­nita Maestà Divina di Gesù ormai vittorioso alla Sua destra, avesse anche una Sposa Immacolata, la Chiesa Cattolica, formata dai battezzati nello Spirito Santo e dall'acqua. 

Questa Deipare grandezza della Beata Vergine, vide anche Dante esclamando: "O Donna, sei tanto grande e tanto vali, Che qual vuol grazia, ed a Te non ricorre, Sua desianza vuol volare senza ali!" 

Dolorosamente i seguaci di molte Confessioni rifiutano venerare, ossequiare ed implorare colei che è il Capolavoro, delizia della Santissima Tri­nità da e per tutta l'Eternità. 

  

INCORONAZIONE DI MARIA SS. NEL GIORNO DELLA SUA ASSUNZIONE IN CIELO

Tutti sappiamo per esperienza, che il Tempo scandisce inesorabilmente ad ogni vivente i limiti della loro permanenza sulla Terra. Così, anche per Gesù e Maria spuntò il giorno radioso dell'Eternità. Con l'Ascensione di Gesù si aprì "La Porta Eterna" chiusa dalla disobbedienza di Adamo. Tra giubilo e canti di angeli Cristo-Dio entrò in Cielo con la primizia dei redenti. 

Maria per la Sua libera scelta rimaneva altri ventuno anni sulla terra, per custodire e fortifica­re i fedeli della Chiesa nascente ed offrire a Dio il sangue dei primi martiri di essa. Maria amava tutti senza misura, non escludendo nemmeno i suoi nemici. Gli anni volavano e tutto l'essere di Maria si consumava in martirio d'amore e dal desiderio veemente di raggiungere Dio nei taber­nacoli eterni. Qualche giorno prima del suo set­tantesimo anno (come scrive abadessa Agreda) colse la morte e l'anima santissima di Maria spiccò il volo nel Seno della gloriosa Trinità. 

L'Amore Divino volle, che Maria somigliasse in tutto a Cristo. Perciò il suo corpo fu sepolto nella Valle di Giosafat, vegliata e venerata dagli Angeli, dagli Apostoli e discepoli costernati dal dolore del distacco. Ed ecco il miracolo. Gesù discese dal Cielo, risuscitò la Sua Madre all'alba del terzo giorno e l'assunse in Cielo con il corpo e l'anima, tra festeggiamenti e gioie celestie noi inimmaginabili. Sopra tutti i beati esultò la Tri­nità SS. L'Eterno Padre rinnovò e ratificò tutti i doni e privilegi che, Maria riceverà nella solen­nità della Sua incoronazione di Regina del Cielo e del Creato. 

Angeli e Santi con la più profonda adorazione ascoltarono le Parole Divine dell'Eterno Padre: "Maria, secondo la Nostra Eterna Volontà fu elet­ta tra ogni creatura. L'anima di lei, già nel momento della sua creazione superò in doni, pri­vilegi e santità tutti gli angeli e santi messi insie­me. 

Ella mai si mostrò indegna alla dignità e nome di Nostra Figlia Maria ha diritto al Nostro Regno come Signora ed Incoronata Regina di essa". 

Il Verbo Incarnato: "Alla vera Madre del Mio Corpo siano soggetti tutte le creature che Io ho creato e redento! Tutto ciò che lo posseggo come Re, sia Ella Regina per diritto". 

Lo Spirito Santo disse: "A Maria, Mia Imma­colata Sposa, conviene la corona di Regina per l'eternità per la sua fedeltà eroica in ogni vicenda dolorosissima". 

Con questa sublime lode, il Padre, Figlio e Spi­rito Santo posarono una corona di gloria sul capo di Maria. Corona che non aveva e non avrà mai nessuna creatura somigliante. Tutta la corte cele­ste con viva ammirazione si congratulò, veneran­do Maria Regina. 

In conclusione di questo atto solenne, lo Spiri­to Santo disse alla Sua Immacolata Sposa: "Ami­ca, eletta tra tutte le creature! Il Nostro Regno appartiene a te! Tu sei Regina, Signora sopra i Serâfini Nostri servi, sopra tutti gli Angeli e sopra l'intero Creto! Custodisci, comanda, regna felice su tutti ed in tutto. Nel Nostro Eterno Con­siglio decretammo, che daremo potere, dignità, maestà a Te! Tu che sei stata sempre "piena di Grazia", consideravi per te stessa come indegno perfino l'ultimo posto; perciò ricevi da Noi il più alto, quello che a Te conviene, unitamente sopratutto che, la Nostra onnipotenza ha creato. Dal tuo trono regale regni fino nell'abisso della Terra. Con la potenza con cui Noi ti rivestiamo soggio­ghi l'Inferno con tutti i suoi abitanti! Sarai temu­ta da tutti i nostri nemici i quali vivono in questi abissi tenebrosi. 

Regni Sovrana sopra la Terra, sopra tutti i viventi che essa contiene! Nelle tue mani e nella tua volontà deponiamo le forze e gli effetti degli Elementi, affinché tu regni sopra gli influssi delle Stelle, sopra la pioggia delle nubi, sopra i frutti della terra. 

La Nostra Divina Volontà sarà attenta e premu­rosa a compiere la Tua. Noi eleggiamo te, oltre che, Madre per Testamento di Gesù, Signora e Sovrana di tutti gli uomini. Tu puoi farli morire, oppure conservare loro la vita. Affidiamo soprat­tutto alla tua cura materna la Chiesa militante, siate custode, mediatrice e maestra di essa! Se i credenti, ed oltre essi anche tutti i figli di Adamo Ti invocheranno con cura, Ti serviranno, Ti ono­reranno, gli aiuterai nei loro bisogni e sovverrai a loro in ogni necessità. 

Ai Nostri amici e devoti veri, Tu ti mostrerai madre, amica, soccorritrice e guida. Li consolerai in ogni loro afflizione, fortificherai la loro debo­lezza e li ricolmerai con beni, secondo la misura della loro devozione, ed amore verso di Te! Per questo Ti eleggiamo TESORIERA CELESTE per tutte le nostre ricchezze. Nelle Tue mani deponiamo tutte le Grazie! Nulla concederemo al mondo se non solo attraverso le Tue mani; e nul­la negheremmo di tutto quello che, Voi desiderate dare. 

Dalle Tue labbra scenderà la Grazia, per tutto ciò per il quale in Cielo domanderai e sulla Terra ordinerai. Gli Angeli e gli uomini (di buona volontà) obbediranno a Te! Tutto ciò che è nostro, è anche Tuo! Tu regnerai con noi per tutta l'Eternità! 

Questi sono i doni ricevuti da Maria SS. nel giorno della Sua Incoronazione in Cielo. Rilevati all'Abadessa Agreda nell'anno 1697 in Spagna nel Libro: "Mistica Città di Dio ", letto ed appro­vato dai Papi, Cardinali, etc. Gli insegnamenti ivi racchiusi mostrano chiaro chi è Maria SS. per Dio! 

  

LACRIME E GEMITI DELLA REGINA DEGLI ANGELI

Figli Miei! 

Se qualche cosa potrebbe offuscare, o diminui­re la mia immensa gloria e felicità, ed il mio cuo­re riempire con dolore, sarebbe il triste stato in cui il mondo e la Chiesa oggi si trova. 

L'Umanità, o almeno i cattolici, sanno che sono Madre, protettrice ed interceditrice per loro e per tutti! Il mio compito affidatomi da Dio ë di aiutarli, consolarli ed infine condurli tutti alla Vita Eterna Beata. La SS. Trinità mi ha ricolmato di privilegi, grazia e potenza, affinché io, come vera Madre di Misericordia e di Carità, mi adope­ri a favore degli uomini. Purtroppo, loro mi oppongono ostacolo, perché non con tutto il cuo­re gridano e invocano me, perciò si perdono mol­te anime! In Cielo non si può sentire dolore per la loro perdita, nonostante io mi lamento perché vedo che vanno incontro alla pena eterna dell'Inferno e mi negano l'onore di poterli aiutare nell'unico evento importante sulla terra: "LA SALVEZZA ETERNA!". Io conosco il valore della mia intercessione e potere presso Dio. Nella Chiesa ho compiuto mille e mille miracoli a favore dei miei devoti, concedendo grazie su gra­zie! Per chi mi invocava ed invoca nella sua necessità, ero e sono sempre generosa, e per mio amore, anche Dio si mostrò e mostra magnani­mo! Il numero di coloro che io ho salvato sono pochi in confronto al numero che, io potevo e posso salvare e desidero aiutare. Il Tempo ed il mondo fuggono come fugge un attimo. Le crea­ture sono negligenti nel cercare e conoscere Dio e la Scienza Divina. Soprattutto, i cattolici si lasciano intrappolare da molteplici inganni del nemico infernale con il materialismo, la moda indecente, lo smodato desiderio della ricchezza, e la superbia della vita, dimenticando la loro pro­messa fatta a Dio: "RINUNZIO A SATANA". I peccati aumentano, cresce il numero dei delitti, e la vera carità agonizza! 

Questa realtà è tanto più grave in quanto Dio si è incarnato ed è morto, aprendo il Cielo, finora chiuso alla famiglia umana. Ma Dio vuole ancora perdonare, se gli uomini imploreranno la Mia intercessione, ed io sarò per loro una Potenza Interceditrice presso il Giusto Giudice dei secoli! 

  

ALLA REGINA DEGLI ANGELI

Augusta Regina del cielo e Signora degli Angeli, che riceveste da Dio il potere e la missio­ne di schiacciare la testa a Satana, noi vi preghia­mo umilmente di inviare le Legioni celesti, affin­ché, sotto i vostri ordini, inseguano i demoni, li combattono dappertutto, reprima la loro audacia e li respingano nell'abisso. Chi è come Dio? 

O buona e tenera Madre, Voi sarete sempre il nostro amore e la nostra speranza. O divina Madre, inviate i Santi Angeli per difenderci e per respingere lungi da noi il crudele nemico. Santi Angeli e Arcangeli, difendeteci, custoditeci. 

  

DONI DI MARIA SS. PER FACILITARE LA SALVEZZA AI SUOI FIGLI

Tra giubilio e canti celesti dei beati abitanti del Cielo S. Michele vide con stupore che Maria SS. incoronata Regina del Creato spesso rivolga i suoi occhi lacrimanti verso la Terra... verso i suoi figli adottivi. Triste, perché moltissimi di essi si sono incamminati sulla "via larga" dell'Inferno. 

"O mio Dio, salva i miei figli, per loro hai sacrificato il Tuo amato e mio Figlio Gesù!" "Maria, rispose l'Eterno Padre, nelle Tue mani deponiamo i seguenti doni": lo Scapola­re, la Medaglia Miracolosa, il Rosario, per garantire la salvezza a quelli che a Te ricorre­ranno con fiducia". 

Con immensa gratitudine nel cuore, apparve subito al Padre Generale dei Carmelitani scalzi, Simon Stock e disse:"Prendi o figlio mio questo Scapolare, segno distintivo del tuo Ordine e privilegio a tutti i fedeli. Chi PIAMENTE MORRA’ portando questo scapolare, NON SOFFRIRÀ IL FUOCO ETERNO! Ecco, un segno di salute, di salvezza nei pericoli della vita, ma di Pace e di Patto sempiterno. Dall'anno dell'apparizione della Madonna al P. Generale nell'anno 1251, tutti i credenti di ogni lingua e nazione e ceto sociale, aderiscono con gioia e con gratitudine a questo potente mezzo ausiliare della Fede Cattolica. 

Se la gran Madre di Dio con una mano porge il pegno sicuro per essere liberati dal fuoco dell'Inferno, nell'altra mano stende per ricevere da noi il fedele adempimento quotidiano delle condizioni stabilite da Dio: 

1) Ricevere lo Scapolare da un Padre Carmeli­tano, oppure da qualche sacerdote autorizzato dai Superiori Carmelitani. 

2) Portare lo scapolare giorno e notte. 

3) Nell'imposizione del S. Scapolare, il sacer­dote stabilisce qualche preghiera, la quale diventa obbligatorio recitare giornalmente, tralasciandolo per sempre si perdono i privilegi! 

Maria SS.ma che è tutta Misericordia ed amore per tutti i suoi figli non si contentò solo di salvar­li dal fuoco eterno dell'Inferno, ma non vuole vederli nemmeno nel Fuoco Transitorio del Pur­gatorio, ossia cosmesi dell'Anima. 

Perciò apparve nell'anno 1322 al Papa Giovan­ni XXIII e disse al S. Padre: CHI MORRÀ RIVESTITO DAL MIO SCA­POLARE... LO CONDURRO' IN PARADISO II. PRIMO SABATO DOPO LA SUA MORTE!" (Valido solo a chi muoia riconciliato con Dio, senza peccato mortale, oppure nell'impossibilità di confessarsi, recita coscientemente un atta di dolore perfetto). Per avere questi doni straordina­ri deve: 

1) Come sopra, lo Scapolare si porta giorno e notte. 

2) Deve osservare il digiuno stabilito dalla Chiesa, e la CASTITA’ secondo il proprio stato. 

Questo dono si chiama "Privilegio sabatino". 

Chi ama Dio e la Madonna, deve amare anche la propria anima e non esporre ai tormenti ester­ni. Questo "amor proprio" deve applicare anche per l'anima del Prossimo, come dice Gesù: AMA IL PROSSIMO COME TE STESSO", insegnan­do loro la Via autentica della "SALVEZZA". Pensiamo spesso, che Gesù è morto per chiudere l'Inferno ed accogliere tutti nel Suo Regno glo­rioso dell'Eterno Amore!