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L e t t o r e


Prima di addentrarti nei vari argomenti offerti dal mio Sito, che riguardano i valori essenziali dell’Etica, della Fede e della Sana Dottrina Cattolica, desidero proporti un argomento di fondamentale importanza:  Il Terzo Segreto Di Fatima e La Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria.  

 

Buona Riflessione

"Parentesi iniziale LA MEDITAZIONE DELLA MORTE"

  1.     Ben presto la morte sarà qui, presso di te. Considera, del resto, la tua condizione: l'uomo oggi c'è e domani è scomparso; e quando è sottratto alla vista, rapidamente esce anche dalla memoria. Quanto grandi sono la stoltezza e la durezza di cuore dell'uomo: egli pensa soltanto alle cose di oggi e non piuttosto alle cose future. In ogni azione, in ogni pensiero, dovresti comportarti come se tu dovessi morire oggi stesso; ché, se avrai retta la coscienza, non avrai molta paura di morire. Sarebbe meglio star lontano dal peccato che sfuggire alla morte. Se oggi non sei preparato a morire, come lo sarai domani? Il domani è una cosa non sicura: che ne sai tu se avrai un domani? A che giova vivere a lungo, se correggiamo così poco noi stessi? Purtroppo, non sempre una vita lunga corregge i difetti; anzi spesso accresce maggiormente le colpe. Magari potessimo passare santamente anche una sola giornata in questo mondo. Molti fanno il conto degli anni trascorsi dalla loro conversione a Dio; ma scarso è sovente il frutto della loro emendazione. Certamente morire è cosa che mette paura; ma forse è più pericoloso vivere a lungo. Beato colui che ha sempre dinanzi agli occhi l'ora della sua morte ed è pronto ogni giorno a morire. Se qualche volta hai visto uno morire, pensa che anche tu dovrai passare per la stessa strada. La mattina, fa conto di non arrivare alla sera; e quando poi si farà sera non osare sperare nel domani. Sii dunque sempre pronto; e vivi in tal modo che, in qualunque momento, la morte non ti trovi impreparato.  

  2.     Sono molti coloro che muoiono in un istante, all'improvviso; giacché "il Figlio dell'uomo verrà nell'ora in cui non si pensa che possa venire" (Mt 24,44; Lc 12,40). Quando sarà giunto quel momento estremo, comincerai a giudicare ben diversamente tutta la tua vita passata, e molto ti dorrai di esser stato tanto negligente e tanto fiacco. Quanto é saggio e prudente l'uomo che, durante la vita, si sforza di essere quale desidera esser trovato al momento della morte! Ora, una piena fiducia di morire santamente la daranno il completo disprezzo del mondo, l'ardente desiderio di progredire nelle virtù, l'amore del sacrificio, il fervore nella penitenza, la rinuncia a se stesso e il saper sopportare ogni avversità per amore di Cristo. Mentre sei in buona salute, molto puoi lavorare nel bene; non so, invece, che cosa potrai fare quando sarai ammalato. Giacché sono pochi quelli che, per il fatto di essere malati, diventano più buoni; così come sono pochi quelli che, per il fatto di andare frequentemente in pellegrinaggio, diventano più santi. Non credere di poter rimandare a un tempo futuro la tua salvezza, facendo affidamento sui suffragi degli amici e dei parenti; tutti costoro ti dimenticheranno più presto di quanto tu non creda. Perciò, più che sperare nell'aiuto di altri, è bene provvedere ora, fin che si è in tempo, mettendo avanti un po' di bene. Ché, se non ti prendi cura di te stesso ora, chi poi si prenderà cura di te? Questo è il tempo veramente prezioso; sono questi i giorni della salvezza; è questo il tempo che il Signore gradisce (2Cor 6,2). Purtroppo, invece, questo tempo tu non lo spendi utilmente in cose meritorie per la vita eterna. Verrà il momento nel quale chiederai almeno un giorno o un'ora per emendarti; e non so se l'otterrai. Ecco, dunque, mio caro, di quale pericolo ti potrai liberare, a quale pericolo ti potrai sottrarre, se sarai stato sempre nel timore di Dio, in vista della morte. Procura di vivere ora in modo tale che, nell'ora della morte, tu possa avere letizia, anziché paura; impara a morire al mondo, affinché tu cominci allora a vivere con Cristo; impara ora a disprezzare ogni cosa, affinché tu possa allora andare liberamente a Cristo; mortifica ora il tuo corpo con la penitenza, affinché tu passa allora essere pieno di fiducia.  

  3.     Stolto, perché vai pensando di vivere a lungo, mentre non sei sicuro di avere neppure una giornata? Quante persone sono state ingannate, inaspettatamente tolte a questa vita! Quante volte hai sentito dire che uno è morto di ferite e un altro è annegato; che uno, cadendo dall'alto, si è rotto la testa; che uno si è soffocato mentre mangiava e un altro è morto mentre stava giocando? Chi muore per fuoco, chi per spada; chi per una pestilenza, chi per un assalto dei predoni. Insomma, comunque destino è la morte; e passa rapidamente come un'ombra la vita umana. Chi si ricorderà di te, dopo che sarai scomparso, e chi pregherà per te? Fai, o mio caro, fai ora tutto quello che sei in grado di fare, perché non conosci il giorno della tua morte; né sai che cosa sarà di te dopo. Accumula, ora, ricchezze eterne, mentre sei in tempo. Non pensare a nient'altro che alla tua salvezza; preoccupati soltanto delle cose di Dio. Fatti ora degli amici, venerando i santi di Dio e imitando le loro azioni, "affinché ti ricevano nei luoghi eterni, quando avrai lasciato questa vita" (Lc 16,9). Mantienti, su questa terra, come uno che è di passaggio; come un ospite, che non ha a che fare con le faccende di questo mondo. Mantieni libero il tuo cuore, e rivolto al cielo, perché non hai stabile dimora quaggiù (Eb 13,14). Al cielo rivolgi continue preghiere e sospiri e lacrime, affinché, dopo la morte, la tua anima sia degna di passare felicemente al Signore. Amen.

Giacinta esclamava con frequenza:

“L’inferno! L’inferno! Che pena che ho per le anime che vanno all’inferno! Le persone, là, vive, che ardono come la legna nel fuoco!”

Restava in ginocchio per lunghissimi periodi, a ripetere la preghiera che la Madonna le insegnò a recitare alla fine di ogni mistero del Rosario:

“O Gesù mio, perdonateci le nostre colpe, salvateci dal fuoco dell’inferno; conducete in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose.”

La Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria

Premessa

Suppliche al Santo Padre

Il Messaggio di Fatima è diretto a tutte le persone del mondo, di qualsiasi estrazione sociale. E’ tuttavia incredibile la parte assegnata al Santo Padre, così importante e assolutamente necessaria per la salvezza del mondo. Possiamo ottenere la pace nel mondo solo per mezzo della consacrazione collegiale della Russia al Cuore Immacolato di Maria, e solo il Papa può metterla in atto.

Suor Lucia chiese al Signore perché non volesse convertire la Russia se non dopo che il papa l’avesse consacrata. Egli rispose che era suo desiderio che la Chiesa intera riconoscesse tale consacrazione come un Trionfo del Cuore Immacolato di Maria; come risultato di questo trionfo, quindi, la Sua Chiesa renderà in seguito omaggio al Cuore Immacolato, a fianco di quello al Suo Sacro Cuore. 

Sono passati più di 75 anni da quando la Madonna ha annunciato, in nome di Dio, che è giunto il tempo che la Consacrazione della Russia venga compiuta. Ad oggi, la Russia non è stata ancora solennemente consacrata al Cuore Immacolato della Madonna, come da Lei richiesto. La Madonna disse a Fatima: “Se le Mie richieste verranno esaudite, la Russia sarà convertita e vi sarà la pace. Altrimenti, essa diffonderà i suoi errori in tutto il mondo, causando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, molte nazioni saranno annientate”. Considerando le conseguenze che deriveranno dal non aver esaudito questa richiesta, il Santo Padre ha un dovere solenne, e d’ordine obiettivamente morale, di consacrare la Russia come richiesto da Nostro Signore. Se fallisce in questo suo compito, se non fa tutto ciò che può per portare a compimento questa consacrazione pubblica, egli è – sotto un punto di vista di morale oggettiva - colpevole di peccato mortale. E’ nostro dovere ricordare al Santo Padre il suo dovere solenne. ( Per una spiegazione più dettagliata di questo dovere del Papa, vedi “Un Obbligo ineludibile” ne Il Sacerdote di Fatima)

In genere, gli uomini di Chiesa ed i laici, pongono comunemente due obiezioni alla pratica di sottoporre suppliche al Santo Padre. La prima è: “La consacrazione è stata fatta. Fatela finita”. L’ovvia risposta a quest’obiezione è semplice: quand’è che la Russia è stata consacrata dal Papa al Cuore Immacolato, specificamente, pubblicamente ed in unione con tutti i vescovi della Chiesa Cattolica? Non è mai accaduto, anche se molti affermano che la consacrazione del mondo, compiuta nel 1984, abbia risposto ai requisiti. 

Tuttavia, persino Papa Giovanni Paolo II ha riconosciuto che la Consacrazione della Russia non è ancora stata compiuta come richiesto dalla Madonna. Subito dopo aver consacrato il mondo, il 25 marzo 1984, il Santo Padre si staccò dal testo preparato, e pregò: “Illumina specialmente quei popoli dei quali Tu Stessa stai aspettando la nostra consacrazione ed il nostro affidamento”. Il Papa aveva in questo modo riconosciuto, pubblicamente e dinanzi a 250.000 persone, che la Madonna di Fatima sta ancora aspettando la Consacrazione della Russia. Il giorno seguente, il quotidiano del Papa – L’Osservatore Romano – riportò le parole qui citate (vedi la riproduzione fotografica de L’Osservatore Romano del 26 marzo 1984); vedi inoltre L’Osservatore Romanodel 10 aprile 1984 [in Inglese] per la riproduzione della traduzione inglese.

Il 27 marzo 1984, due giorni dopo la consacrazione del mondo da parte del Papa, il quotidiano della CEI, l’Avvenire, riportò che tre ore dopo la cerimonia in cui aveva consacrato il mondo, il Santo Padre aveva pregato dinanzi a 10.000 testimoni, chiedendo alla Madonna di benedire “quei popoli per i quali Tu Stessa stai aspettando il nostro atto di consacrazione e di affidamento.” Il Papa ammise così, ancora una volta, che la Consacrazione della Russia rimane incompiuta. (vedi i tre paragrafi concernenti Marzo 1984 ne La Battaglia Finale del Diavolo, Una Cronologia della soppressione di Fatima)

Nelle sue interviste del 1982 e del 1983 con il Nunzio Pontificio in Portogallo (vedi “Le dichiarazioni di Suor Lucia al Nunzio Pontificio (1982-1983)”), Suor Lucia affermò chiaramente quali fossero le condizioni richieste per compiere la Consacrazione della Russia come richiesto dalla Madonna: il Papa, insieme a tutti i vescovi Cattolici del mondo, deve consacrare la Russia al Cuore Immacolato di Maria, con una cerimonia pubblica e solenne. E’ ovvio che né la consacrazione del 1982 né quella del 1984 hanno avuto i requisiti necessari.

Nell’intervista del settembre 1985 al Sol de Fatima, una rivista portoghese, Suor Lucia affermò inoltre che la Consacrazione della Russia non era ancora stata compiuta perché, ancora una volta, la Russia non era stata l’oggetto della Consacrazione del 1984, e perché i vescovi del mondo non vi avevano partecipato (vedi “La Disinformazione sulla Consacrazione della Russia”).

La seconda obiezione è quella secondo la quale il papa è stanco di ascoltare chi gli chiede la Consacrazione della Russia, e non ne vuole più sentir parlare. Può anche essere vero, ma egli ha il dovere, in giustizia, di assicurarsi che questa consacrazione venga compiuta. Fa parte delle sue responsabilità di Pontefice. Accedendo al Soglio Pontificio, infatti, egli ha accettato su di se la responsabilità del bene di tutta la Chiesa e la salvezza delle anime di tutto il mondo. Proprio come un dottore o un avvocato hanno il dovere, in giustizia, di curarsi dei propri clienti, così i pastori della Chiesa hanno l’obbligo di fare il proprio dovere per la salvezza delle anime. E così come chiunque ha il diritto di pretendere che un dottore o un avvocato facciano il proprio dovere, così anche i fedeli hanno il diritto di chiedere ai propri pastori di fare il loro.

Il Signore ci ha ricordato il nostro diritto di chiedere giustizia, anche se questo vuol dire scomodare i nostri pastori. Alla fine essi diranno “Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi” (Luca 18, 4:5). Questa Consacrazione solenne della Russia, come richiesta dalla Madonna di Fatima, è assolutamente necessaria per evitare il castigo e per ottenere le promesse della Madonna. Consacrare la Russia e ordinare ai vescovi di unirsi a lui in tale cerimonia è responsabilità del Papa. Ma anche se tocca al Papa e ai vescovi, in ultima analisi, compiere questa consacrazione, è nostro dovere di fedeli, in quanto parte della Chiesa militante, quello di aiutare la sua realizzazione per mezzo di suppliche al Santo Padre e pregando per lui affinché possa compiere questo atto. Anche se Nostro Signore ha avvertito Suor Lucia dei gravi castighi che attendono i Suoi ministri per aver ritardato l’esecuzione dei Suoi ordini, Egli ha tuttavia aggiunto: “Non è mai troppo tardi per fare ricorso a Gesù e Maria.”1

Note:

1. In una comunicazione divina a suor Lucia, avvenuta a Rianjo, in Spagna, nel 1931, (vedi “L’Apparizione di Rianjo (1931)”), Nostro Signore affermò:"Fate sapere ai Miei ministri, dato che seguono l'esempio del Re di Francia nel non esaudire le Mie richieste, che essi lo seguiranno nella sventura. Non è mai troppo tardi per fare ricorso a Gesù e Maria." Dio stava qui facendo riferimento specifico alle richieste del Sacro Cuore comunicate al Re di Francia per mezzo di Santa Margherita Maria Alacoque, il 17 giugno 1689. Come risultato del rifiuto di Re Luigi XIV di consacrare la Francia al Sacro Cuore di Gesù come richiesto dal Cielo per mezzo di una suora, la cui reputazione di santità era assai conosciuta, – e grazie anche ai successivi rifiuti del nipote del re, Re Luigi XV e del nipote di quest’ultimo, Re Luigi XVI – la contro-chiesa Protestante e Massonica riuscì a scatenare con successo la Rivoluzione Francese. Il 17 giugno 1789 (Festa del Sacro Cuore), esattamente nel centesimo anniversario in cui Santa Margherita Maria aveva messo per iscritto i grandi progetti del Cielo per il Re, il Terzo Stato si ribellò e si auto-proclamò Assemblea Nazionale. Il 21 gennaio 1793 la Francia, ingrata e ribelle verso il proprio Dio, osò decapitare il suo Re più Cristiano. A Rianjo, Gesù ci ha avvertito che questo oscuro capitolo della Storia si ripeterà, e questa volta saranno i ministri della Sua Chiesa – i vescovi, e forse persino il Papa stesso – ad esserne le vittime impotenti. (Vedi “L’Apparizione di Rianjo (1931)”).

Per approfondimenti vedi pagina nel sito - Il Terzo segreto di Fatima non ancora rivelato all'umanità -